VIDEO/ A Pozzuoli sale la protesta: “Blocchiamo tutto, blocchiamo l’America’s Cup”

Assemblea cittadina a Pozzuoli - 12 agosto 2026. Foto: Partito dei CARC - Federazione Campania


La mobilitazione popolare a Pozzuoli è permanente, specialmente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge 7 agosto 2026, n. 144, contenente le norme per fronteggiare la situazione ai Campi Flegrei. Un decreto ritenuto, dai cittadini, ampiamente insufficiente e non idoneo a rispondere alle reali esigenze del territorio e della messa in sicurezza.

L’assemblea cittadina a Pozzuoli: il decreto del governo è ampiamente insufficiente

Nel corso dell’assemblea cittadina che si è svolta al Tempio di Nettuno nel tardo pomeriggio di ieri, 12 agosto, sono stati illustrati alcuni dei punti sui quali la popolazione chiede che siano approvati degli emendamenti al decreto. Prima di tutto, si è voluta fare un’operazione di umanizzazione dei numeri ricordando che dietro le cifre sugli sfollati ci sono persone, famiglie, bambini, vite quotidiane che sono state spezzate a tempo indeterminato. Ci sono esseri umani che da un minuto all’altro hanno perso il tetto sopra la propria testa. Sfollati del 31 luglio 2026, ma anche quelli di due anni fa, per i quali il tormento non è ancora finito.

Il DL 144/2026 stabilisce l’aumento del contributo di vulnerabilità dal 50% al 70%. I cittadini richiedono che si arrivi al 100%, da un lato perché c’è chi non può affrontare la spesa, dall’altro perché la messa in sicurezza degli edifici è un’attività di chiaro interesse pubblico. Non bisogna considerare infatti solo chi abita in quelle case, ma anche chi magari si trova a passeggiare nei pressi con il rischio che un masso crolli e lo colpisca.

Questa disposizione ad ogni modo riguarda solo gli sfollati, mentre sembrano essere esclusi coloro che hanno la casa parzialmente inagibile. Persone, cioè, che possono abitare soltanto in una parte della propria abitazione. La richiesta è quella di estendere gli aiuti anche per tale fattispecie.

Il trucco sulle piccole difformità edilizie

Un altro nodo riguarda le difformità edilizie. Il decreto dispone che gli aiuti possano essere concessi anche a coloro le cui abitazioni presentano piccole difformità. In realtà – evidenzia l’assemblea – c’è un trucco: la presenza delle difformità non va a inficiare solo le richieste di contributo relative alle parti comuni del condominio. L’abitazione in sé con la piccola difformità, quindi, viene esclusa dalla possibilità di richiedere il contributo.

Gli interessi dietro il mancato stato di emergenza

I cittadini poi chiedono la cessazione del rimbalzo di responsabilità tra Governo centrale e Regione Campania relativamente allo stato di emergenza, che non è stato dichiarato. Lo stato di emergenza consente di affrontare la situazione ricorrendo a mezzi e risorse straordinari, circostanza non adottata per Pozzuoli né per i Campi Flegrei, area che comprende anche i quartieri napoletani di Fuorigrotta e bagnoli oltre a comuni come Bacoli, Monte di Procida, Quarto. La visione deve essere dunque ampia e generale: non ha senso affrontare un’emergenza a Pozzuoli ed a 500 metri di distanza avere l’America’s Cup.

Proprio l’America’s Cup viene indicato tra i motivi, se non il principale motivo, dell’immobilità e del mancato stato di emergenza, che se dichiarato evidenzierebbe nero su bianco un paradosso già largamente sottolineato ma costantemente ignorato dalle parti direttamente coinvolte. Gli interessi dietro l’evento sono enormi e bipartisan, basti ricordare i sorrisi e le strette di mano tra Giorgia Meloni e Gaetano Manfredi, che oltre a essere sindaco di Napoli è anche commissario straordinario per la bonifica di Bagnoli. Una bonifica – che in realtà vera bonifica non è – che sta facendo la fortuna delle ditte che vi stanno partecipando, tra cui quelle riconducibili a Caltagirone, principale beneficiario dell’evento.

Gli interessi economici dietro l’America’s Cup

È opportuno ricordare che proprio Caltagirone, editore (tra gli altri) dei quotidiani Il Mattino e Il Messaggero, avrebbe dovuto pagare la bonifica di Bagnoli, con la rimozione della colmata. Tutto è cambiato quando Manfredi è diventato sindaco di Napoli: il Comune si è fatto regalare le terre dell’ex Cementir, senza conoscere i costi della bonifica (obbligatoria per legge). Successivamente è stata indetta una gara da 269 milioni di euro per la bonifica stessa da parte di Invitalia, vinta da Greenthesis S.p.A., un raggruppamento temporaneo di imprese al cui interno vi è Vianini lavori S.p.A., società del gruppo Caltagirone. Da “chi inquina paga” a “chi inquina ci guadagna ancora una volta”.

È in questa cornice che il terreno di scontro riguardante l’America’s Cup si espande: da Bagnoli e Napoli si allarga a Pozzuoli. La tutela di un evento da centinaia di milioni di euro è più importante delle vite di chi abita il territorio su cui si svolge. Ed allora una delle proposte più acclamate è stata quella di bloccare i cantieri per l’America’s Cup se le richieste dei cittadini non saranno accettate.

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