Palazzo Fienga abbattuto, perché Torre Annunziata è una città che non rinasce
Set 16, 2026 - Clara Flauto
L'abbattimento del Palazzo Fienga a Torre Annunziata
Il 9 settembre scorso è stato completato l’abbattimento di Palazzo Fienga a Torre Annunziata. Il palazzo era stato utilizzato per quasi cinquant’anni dal clan Gionta come propria roccaforte, a pochi passi dal porto e dal cuore del centro storico della città.
Una vittoria che sa di sconfitta
L’abbattimento di Palazzo Fienga porta sicuramente con sé un forte valore simbolico: l’emblema del controllo camorristico sulla città viene concretamente eliminato, per fare spazio ad un futuro “Parco della legalità”.
Ma Palazzo Fienga non era un edificio qualunque. Fu costruito nella seconda metà dell’800, come residenza borghese della famiglia Fienga, fra gli imprenditori più ricchi e influenti dell’epoca.
L’architettura del palazzo richiama una struttura maestosa e spagnoleggiante, come quella degli altri palazzi nobiliari di Napoli. Anni e anni di abbandono l’hanno, però, reso irriconoscibile, e appariva ormai ai cittadini come un vero e proprio pugno nell’occhio, facendo quasi auspicare in un suo effettivo abbattimento. Un immobile di sorprendente valore storico che viene abbandonato a se stesso, fino ad essere odiato o dimenticato.
Palazzo Fienga era stato originariamente sottoposto a vincolo culturale dalla Soprintendenza per il pregio architettonico e storico, revocato però appena quattro messi dopo. A febbraio 2025, infatti, è stato ufficializzato il progetto di un suo abbattimento, al posto di quello iniziale di riqualificazione.
Eliminare al posto di valorizzare, quindi, è ciò che accade ad un pezzo del patrimonio storico di Torre Annunziata. Uno dei tanti che potrebbero fare della città un luogo attraversato da tesori di tutte le epoche, e che ora non esiste più.

Cona ne sarà del Parco della legalità
L’area ottenuta dall’abbattimento di Palazzo Fienga a Torre Annunziata dovrebbero ora essere destinata alla realizzazione di un’area verde. I 12mila metri quadri disponibili diventeranno, infatti, un parco pubblico attrezzato, con piazza e spazio polifunzionale. Se recuperare ciò che è già è esistente è difficile a Torre Annunziata, creare qualcosa di nuovo lo è ancora di più. I cantieri iniziati e mai finiti di tante aree della città che da anni attendono di essere riqualificate ne sono la prova più tangibile.

Se anche il progetto dovesse effettivamente essere portato a termine, i cittadini non ripongono più particolare fiducia in una sua tutela e gestione. Basti pensare a Villa Parnaso, uno dei pochi cantieri restituiti alla città, ma che versa oggi in un forte stato di incuria, coì come i giardini della Villa comunale. Tutta la città è disseminata di rifiuti, oggetti ingombranti ed erbacce. Sembra, quindi, di vedere già il futuro Parco della legalità diventare l’ennesimo quadrato di erba rinsecchita e panchine distrutte di Torre Annunziata.

