Savoia, divieto di trasferta ai tifosi biancoscudati: un “fine pena mai”


L’AC Savoia esprime profondo disappunto per il divieto di trasferta dei tifosi biancoscudati in occasione della partita di sabato. Il 26 settembre, infatti, la squadra sfiderà la Cavese allo stadio Lamberti di Cava de’ Tirreni, ma i tifosi non potranno essere presenti per supportarla.

“Un fulmine a ciel sereno” per il Savoia

«Il divieto disposto in occasione della partita di sabato sera contro la Cavese rappresenta per noi un fulmine a ciel sereno», si legge nel comunicato ufficiale, firmato da Emanuele Filiberto di Savoia, Nazario Matachione e Arcangelo Sessa, «Dall’inizio della stagione, i tifosi e i gruppi organizzati del Savoia hanno dimostrato, in casa e in trasferta, un comportamento esemplare, fatto di responsabilità, maturità e rispetto delle regole»

La società ha poi ribadito come i tifosi abbiano partecipato a due partite considerate particolarmente “delicate” nell’arco di quindici giorni, dimostrando un comportamento esemplare. In occasione della partita disputata a Caserta, infatti, classificata da “bollino rosso”, non è emerso alcun episodio di violenza fra le due tifoserie. Non si tratterebbe, secondo la società, di un caso isolato, ma di un comportamento corretto adottato regolarmente dai tifosi biancoscudati.

Un divieto legato al passato

Il disappunto maggiore da parte della società è legato soprattutto ad un mancato riconoscimento della responsabilizzazione della tifoseria. Il divieto di trasferta è scattato, infatti, in seguito ad episodi ormai appartenenti al passato, che non rispecchiano l’attuale modalità di partecipazione dei tifosi.

Attraverso la tessere del tifoso, incontri, dialogo e regole, la società ha sottolineato l’impegno profuso nella sensibilizzazione alla regole e nella prevenzione ad episodio di violenza.

«Non chiediamo di dimenticare il passato. Chiediamo che venga riconosciuto il presente», continua il comunicato, «[…] se chiediamo alle persone di cambiare, dobbiamo anche essere capaci di riconoscere quel cambiamento quando viene dimostrato. Diversamente, il passato rischia di trasformarsi in una condanna permanente, in una sorta di “fine pena mai”»

Un “fine pena mai”, quindi, fortemente condannato dalla società e dai tifosi, che si ritrovano esclusi da partire particolarmente significative per il Savoia, da poco entrato in serie C. Il divieto disposto dal Prefetto di Salerno ha acceso una dibattito molto sentito fra i tifosi, riguardo l’impossibilità di liberarsi da episodi del passato, nonostante l’adozione di comportamenti in netto contrasto con quelli che li hanno caratterizzati.


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