Pippo Cetronio a Turris Live: “Io per Torre del Greco ho dato tutto. La Turris ora deve reagire”

Pippo Cetronio a Turris Live


Durante la sesta puntata di Turris Live (programma di Vesuvio Live dedicato al mondo corallino che va in onda ogni lunedì alle ore 21:00 sui nostri canali social) abbiamo avuto un parterre d’eccezione, grazie alla presenza nei nostri studi dell’ex centrocampista della Turris Pippo Cetronio e del noto e fumantino tifoso Vincenzo Mazener.

Pippo Cetronio, torrese purosangue e sicuramente uno dei simboli della Turris. Tredici anni passati tra giovanili e prima squadra, una promozione in C1 e tantissimi aneddoti di una vita corallina. Con la maglia rosso corallo, il centrocampista ha realizzato oltre 200 presenze tra gioie e dolori.

Le parole di Cetronio sul momento della squadra di Caneo a Turris Live

L’ex centrocampista apre la sua intervista commentando la Turris vista domenica scorsa contro la Virtus Francavilla: “Adesso si viene da una prestazione che sicuramente è stata la peggiore delle sette giocate fino ad ora, è stato un peccato perché dopo due sconfitte consecutive ci si aspettava un inversione di tendenza. La partita di ieri è stata fin troppo brutta per essere vera, anche perché si arrivava da 70 minuti di Foggia fatti bene. Probabilmente domenica c’è stato un calo di concentrazione sicuramente. Il mister ha fatto bene a prendersi le colpe, ma sicuramente negli spogliatoi si sarà fatto sentire. Questa squadra è costruita in un certo modo e il credo del tecnico è quello di squadra propositiva però se poi perdi determinati fondamentali si perde un po’ tutto, come successo con il Francavilla”.

Luca Nocerino – Foto Salvatore Varo

“Le motivazioni devono esserci sempre. La Turris ripartirà in settimana per ritornare ad essere la Turris, anche perché quella vista contro il Francavilla non è la vera Turris. Bisogna stringersi assieme ma soprattutto ora serve la mano degli esperti che devono tirare i giovani e far capire che si ha tanto da fare. Come per esempio Nocerino sta facendo, è un 2004 e sta avendo la fiducia di tutti come tutti gli altri ragazzi”.

Tra cambio modulo e le tante alternanze in campo, le parole di Cetronio sono chiare

Pippo Cetronio ha poi risposto ai tanti commenti arrivati in trasmissione su un cambio modulo: “Fare delle variazioni adesso non penso sia la cosa possibile, sapendo il credo del mister, quindi la squadra giocherà sempre in questo modo, al massimo si cambia col 3-5-2, ma il credo è il 3-4-3. Fermo restando, ripeto, bisogna tornare come prima, partendo dai ragazzi. Caneo ha il termometro dello spogliatoio e farà di tutto per ritornare e far rivedere la squadra di inizio campionato. Anche due anni fa ci ha fatto divertire, si creavano occasioni con un facilità clamorosa. Quest’anno è stato accolto da grande entusiasmo, sul contratto dei 3 anni fa capire che è un programma a lungo termine, adesso è presto per fare riflessioni, può essere che a Potenza si vince e le chiacchiere diminuiscono”.

Cocetta dopo il gol contro il Picerno – Foto Salvatore Varo

Matera può essere l’elemento da aggiungere in campo?: “Manca un incontrista che può essere Matera, Franco fa girare la squadra, Scaccabarozzi è quasi completo perché si inserisce spesso, manca quindi la fisicità, secondo me con Matera si può giocare anche a tre in metà campo. Il problema forse è che i tre in attacco fanno poca fase difensiva, forse per volere del mister e allora si soffre quando bisogna difendersi. Anche se però spesso a fare la differenza sono errori individuali, col Francavilla abbiamo visto quelli di Miceli su una palla che deve essere spazzata e mai appoggiata dietro di testa. Bisogna evitare questi errori e cercare di fare meglio la fase difensiva”.

Sui problemi creata dall’alternanza dei portieri: “I due portieri non sono sereni. Sapendo che hai un giocatore dietro, con questa alternanza, il portiere non sarà mai tranquillo e si vede che ogni tanto entrambi vanno fuori fase, penso che bisognerebbe fare la scelta definitiva”.

La formazione corallina – Foto Salvatore Varo

Il punto sul girone C con il momento della Turris e la questione stadio

Cetronio fa un punto della situazione sul girone C, focus naturalmente sulla Turris che dopo un super inizio ora deve ritrovare la quadra: “Dopo le vittorie iniziali c’è stato sicuramente un po’ di rilassamento, Ai miei tempi un mio allenatore diceva che noi del meridione dopo un momento positivo siamo abituati a sederci e di fatto non si sbagliava. Non bisogna mai cullarsi su delle vittorie, anche perché questa Lega Pro ha tante squadre di caratura superiore, tutte sono preparate, si studia gli avversari. Io ho visto il Francavilla segnare subito, puntualmente dopo il gol si è messa dietro giocando di rimessa, sapendo come si sporge la Turris in avanti. Perciò il mister con i ragazzi devono trovare la chiave ma soprattutto l’entusiasmo anche perché alcuni sembrano essersi rilassati”.

La questione Liguori e le poche presenze allo stadio (domenica scorsa solo 1.300 spettatori): “Purtroppo c’è l’avvento delle tv e il problema stadio che è grande, perciò c’è poco seguito. Il Liguori visto da me erano altri tempi, non c’erano tanti problemi, viverlo dal campo era speciale. Entrare in campo e vedevi i Distinti pieno zeppo, quella era una cosa spettacolare, poi a me era raddoppiata la cosa essendo di Torre”.

Pippo Cetronio in azione contro il Palermo

Il tuffo nel passato con Pippo, tra la sua avventura e quell’estate intensa del 1994

Cetronio si apre a Turris Live e ci racconta le sue emozioni nel vestire la maglia corallina: “Io per la Turris ho dato tutto e ricevuto. Ho fatto 10 anni in prima squadra e 3 anni di settore giovanile, una parte della mia vita calcistica è sul campo della Turris. Sono stato bene fino agli ultimi anni. Quando sono passato dall’essere il giovane all’esperto ho avuto qualche contestazione, però sulla bilancia è sicuramente un periodo positivo. Poi ricordi belli ne ho tanti, la settimana dei derby, ne ho fatti tanti contro Ercolanese, Juve Stabia, Savoia, erano derby particolari, quelli iniziavano il martedì”.

Il passaggio a quella finale di Perugia contro il Sora è obbligatorio, ecco i retroscena raccontanti da Pippo: “Ricordo indelebile di quel rigore. I rigoristi li avevamo stabiliti il giorno prima con mister Merolla. Ma al momento della lotteria, Urban e altri 2/3 di loro erano usciti prima quindi il mister chiedendo chi se la sente ho alzato subito la mano sapendo di non essere rigorista e poi si sono presentati i ragazzi. Hanno tirato Balzano, Cangiano, Amore, cioè dei ventenni, però la lotteria è stata contro di noi. Essendo primo rigorista, avevo una grossa responsabilità più mi avvicinavo al dischetto e più la muraglia rossa si avvicinava. E’ stato un peccato perché quell’anno è mancata la ciliegina. Poi avevamo il Liguori che era il tredicesimo uomo in campo, una spinta e una carica assurda”.


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