Movida violenta, il comune prolunga la chiusura alle 2 di notte: cornetterie e bar sul piede di guerra

Polizia municipale Torre Greco


Fa ancora discutere l’ordinanza rivolta a bar, locali di somministrazione bevande e cibo compresi distributori automatici h24 che impone orari di chiusura per contrastare la movida violenta a Torre del Greco.

Ordinanza di rettifica per bar e locali

Si placano solo parzialmente i malumori degli esercenti di Torre del Greco che non hanno affatto accolto bene il provvedimento del sindaco Luigi Mennella volto a contrastare i fenomeni di violenza che vedono protagonisti molto spesso giovani e giovanissimi.

L’ordinanza inizialmente approvata prevedeva limitazioni per la vendita di bevande sia alcoliche che analcoliche da asporto, lo stop alle attività musicali dopo la mezzanotte (00.30 nel weekend) e la chiusura dei locali 30 minuti dopo la mezzanotte nei giorni feriali e all’1.30 nei weekend.

Proprio quest’ultimo punto non è andato giù a gran parte dei numerosi commercianti che sugli avventori della sera sperano di far crescere il proprio business.

Un dietrofront che non soddisfa

In seguito ad un tavolo con le forze di polizia, l’ordinanza è stata parzialmente modificata con il prolungamento dell’orario di chiusura alle 2 di notte per tutti i giorni della settimana.

Un piccolo dietrofront dell’amministrazione comunale che tenta di venire incontro alle esigenze degli imprenditori: ma il “contentino” ha avuto la paradossale conseguenza di scontentare fortemente alcune categorie in particolare.

Si tratta delle attività di vendita dei classici “sfizi” notturni: cornetterie, paninoteche e pizzetterie, oltre ai bar che tradizionalmente sono aperti proprio in quegli orari non soltanto per assecondare i giovani e la movida ma anche per supportare i lavoratori della notte e delle primissime ore del mattino. Locali che, con la somministrazione di bevande alcoliche, fanno ben poco fatturato.

“Non colpevolizzare chi lavora”: e si torna a parlare di zona rossa

“Le attività commerciali rispettano le regole, pagano tasse, creano occupazione e contribuiscono alla vita della città”, scrivono i gestori del bar “La Torretta”, storico punto di riferimento del quartiere Santa Maria La Bruna (tra l’altro, in un’area ben lontana dal centro cittadino).

“Costringerle a chiudere prima significa ridurre il lavoro, mettere a rischio posti di lavoro e danneggiare l’economia locale, senza affrontare realmente le cause della delinquenza. Chiediamo quindi che si intervenga contro chi sbaglia, non contro chi lavora”.

Un “accanimento”, secondo alcuni, anche alla luce degli intensi controlli scattati durante l’ultimo weekend volti proprio a garantire il rispetto dell’ordinanza in essere. Gli esercenti non ci stanno ad essere additati in maniera indiscriminata come “causa” delle violenze ed invocano – oltre ad un dialogo maggiore con gli enti comunali – maggior attenzione ai controlli in strada anziché alle attività.

“Se i ragazzini scendono con i coltelli è colpa dell’alcol o delle cornetterie?”

Intanto, soprattutto dagli esponenti delle opposizioni all’amministrazione in carica si ritorna ad invocare la “zona rossa”: l’idea fu già bocciata dal sindaco Mennella nell’estate scorsa ma i fatti di cronaca hanno riportato tale opportunità sul banco.

“Il sindaco non vuole i militari in strada per non penalizzare il turismo. Giusto: ma nemmeno una città spenta di sera in piena estate è un bel biglietto da visita”, è il pensiero espresso da più di un commerciante.

Il gestore di una cornetteria cittadina dichiara: “Perché dobbiamo pagare noi esercenti l’incapacità di controllare l’ordine pubblico? Non abbiamo già pagato abbastanza con il Covid?”, Ed infine: “Qualcuno dell’amministrazione ci spiega il nesso tra la vendita dei cornetti e la movida violenta?”.

Un interrogativo aperto che lascia perplessi anche i gestori di tante altre attività, compresi coloro che somministrano alcolici nel rispetto delle regole: incolpevoli – secondo loro – se sempre più ragazzini scendono di casa la sera con un coltello nella tasca.


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