Profanata la statua della Madonna di Mejugorje: “Il Diavolo con la gonna”

Profanata la statua della Madonna di Medjugorje


Notte di violenza e profanazioni a Medjugorje, uno dei santuari mariani più visitati al mondo, in Bosnia-Erzegovina. Tra lunedì 27 e martedì 28 luglio 2026, ignoti hanno preso di mira in successione diversi luoghi simbolo del pellegrinaggio: l’altare esterno della chiesa di San Giacomo (Sveti Jakov), la statua della Madonna sulla Collina delle Apparizioni (Podbrdo) e quella collocata presso la Croce Blu.

L’episodio più grave si è consumato proprio davanti alla chiesa di San Giacomo: le telecamere di sorveglianza hanno ripreso un uomo versare del liquido infiammabile sull’altare esterno, da poco restaurato, e appiccare il fuoco prima di allontanarsi rapidamente nel buio. Le fiamme sono state domate in tempo, evitando che l’incendio si propagasse all’edificio della chiesa, ma la struttura ha comunque riportato danni materiali.

Incendio dell’altare della Madonna di Medjugorje

Statue imbrattate e scritte contro i veggenti

Sulla Collina delle Apparizioni la statua della Madonna è stata sfregiata con vernice nera su volto, busto e mantello, mentre sul basamento è comparsa la scritta in inglese “Devil in a skirt” (“Diavolo con la gonna”). Un attacco simile ha colpito anche la statua presso la Croce Blu, dove sulla lapide adiacente è stata lasciata la parola “Evil”. Secondo alcune fonti, l’autore del gesto sarebbe un uomo di origine polacca, poi fermato dalle autorità locali: sulla recinzione vicina alla statua è stato inoltre appeso uno striscione con i nomi dei cosiddetti “veggenti” di Medjugorje, i testimoni delle apparizioni mariane del 1981.

Gli inquirenti bosniaci stanno ora lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e accertare se dietro i diversi episodi, avvenuti nello stesso arco di tempo e a poca distanza l’uno dall’altro, si celi un’unica regia. Al momento restano ufficialmente ignoti sia il numero esatto degli autori sia il movente preciso del gesto, sebbene le scritte lasciate sul posto lascino intuire una matrice legata al rifiuto del culto mariano legato al santuario.

Un attacco alla vigilia del Festival dei Giovani

La tempistica dell’accaduto non è passata inosservata: gli atti vandalici si sono verificati a pochi giorni dal 37° Festival Internazionale dei Giovani (Mladifest), in programma dal 1° al 6 agosto 2026 e dedicato quest’anno al tema “Ad fontem! Alla fonte! Alla scuola della Madonna”. Un appuntamento che ogni anno richiama a Medjugorje decine di migliaia di giovani pellegrini da tutto il mondo, e che rende ancora più delicato il momento in cui si sono consumate le profanazioni.

La notizia ha suscitato profondo dolore tra i fedeli e la comunità che da decenni anima il santuario, molti dei quali hanno appreso solo gradualmente la reale portata di quanto accaduto nella notte. Le autorità religiose locali, insieme a quelle civili, hanno annunciato l’intensificazione dei controlli e della videosorveglianza in vista del grande afflusso di pellegrini atteso nei prossimi giorni.

Le apparizioni di Medjugorje, un caso ancora dibattuto

Vale la pena ricordare, per inquadrare correttamente la vicenda, che le presunte apparizioni mariane di Medjugorje, iniziate nel 1981 e riferite dai sei “veggenti” citati nello striscione lasciato dai vandali, non hanno mai ricevuto un riconoscimento definitivo da parte della Chiesa cattolica. Dopo decenni di cautela e di valutazioni contrastanti da parte di teologi e commissioni vaticane, nel 2024 la Santa Sede ha concesso un via libera pastorale ai pellegrinaggi, senza tuttavia pronunciarsi sulla soprannaturalità delle apparizioni, questione che resta aperta e su cui non esiste consenso unanime neppure all’interno del mondo cattolico.


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