Ronde private per movida e sicurezza, Confesercenti non ci sta: “Capri espiatori a spese nostre”
Lug 03, 2026 - Giuseppe Mennella
Polizia municipale Torre del Greco
L’ipotesi di vigilanza privata pagata dai commercianti per vigilare sulla movida è stata fermamente respinta da Confesercenti: “La tutela della sicurezza spetta a forze dell’ordine e comune”.
La vigilanza privata contro i pericoli della movida spacca i commercianti
Dura presa di posizione da parte di Confesercenti. A parlare è il segretario cittadino Amerigo Giobbe, in merito all’accordo che sarebbe scaturito tra Ascom (associazione che rappresenta un’altra fetta delle attività cittadine), una rappresentanza di attività commerciali ed il comune di Torre del Greco.
L’ipotesi sul tavolo era quella di istituire delle “ronde” di vigilanza privata, nell’impossibilità – palesata da Palazzo Baronale – di garantire con mezzi ed agenti attualmente in forza a polizia, carabinieri e municipale la sicurezza delle strade torresi a tarda sera e nelle ore notturne.
Da questo assunto partì, settimane fa, il duro provvedimento a firma del sindaco Luigi Mennella che imponeva stringenti limiti sugli orari di apertura dei locali, a discapito – in particolare – di bar e attività di somministrazione notturna.
Il provvedimento fu poi alleggerito in seguito ad una decisa levata di scudi dei commercianti che non ci stavano ad essere considerati la causa degli episodi di violenza verificatisi in città: anzi, in diversi casi le cronache hanno riportato come proprio la presenza di attività commerciali aperte fino a tardi abbiano consentito di aiutare le vittime di queste violenze, di soccorrerli e – probabilmente – di salvare vite umane.
Il segretario Giobbe: “La sicurezza è compito pubblico, ristabiliamo i ruoli”
In questo processo di mediazione, l’ipotesi messa in campo dall’amministrazione è stata quella di consentire l’apertura dei locali fino alle 3.30 del mattino nel caso in cui i gestori dei locali si fossero accordati per garantire una vigilanza delle loro aree di riferimento. L’idea sarebbe stata accolta da Ascom ma a stretto giro è arrivata la risposta di Confesercenti che – sottolinea – a questo tavolo non sarebbe stata nemmeno convocata.
“Confesercenti tiene a precisare che non è stata invitata a presiedere al tavolo tecnico-istituzionale in cui sono state prese tali decisioni. Di conseguenza, l’associazione diniega e respinge ogni tipo di appoggio o paternità rispetto alle risoluzioni adottate”, spiega l’associazione per nome del segretario Giobbe.
“Troviamo paradossale e inaccettabile l’idea che la sicurezza pubblica debba essere garantita e vigilata dalle singole attività economiche. La tutela dell’ordine pubblico è, e deve rimanere, un dovere imprescindibile delle Forze dell’Ordine e del Comune”.
“È impensabile far ricadere ulteriori spese e responsabilità burocratiche o economiche sulle spalle delle attività commerciali. Il comparto è già pesantemente piegato dalla crisi post-Covid, dai rincari gestionali e dal danno d’immagine derivato dalla cattiva pubblicità di questi ultimi eventi”.
“Le imprese del territorio hanno bisogno di sostegno, tutele e attrattività, non di essere trasformate in capri espiatori o in istituti di vigilanza privata a proprie spese. Chiediamo un confronto immediato con l’Amministrazione per ristabilire i giusti ruoli e proteggere il commercio locale.”
