8 marzo. Donne rosse al rogo: perché erano considerate streghe

Melisandre, la strega rossa del “Trono di Spade”

 “..mentre il resto della specie umana si sviluppò dalle scimmie, i rossi di capelli 
si svilupparono dai gatti. O li ami o li odi, ma sono unici. A volte li desideriamo, a  
volte ne abbiamo paura, queste creature incomprese sono speciali

Mark Twain

LInquisizione e la caccia alle streghe seminarono il terrore in tutta Europa, una politica voluta dalla Chiesa per  dominare le popolazioni ed imporre una religione non voluta dal popolo. Vittime preferite erano le donne, si voleva eliminare il loro ruolo naturale di guide: loro si occupavano della salute e trasmettevano le tradizioni; le più anziane arbitravano le contese. Bastava che una donna avesse un’abilità insolita o una caratteristica particolare che rischiava l’accusa di stregoneria e quindi la morte.

Le donne dai capelli rossi erano un facile bersaglio, erano considerate seduttrici ed amorali, i capelli rossi erano  simbolo di degenerazione morale, chi aveva questo colore e gli occhi verdi era vista come una strega, licantropo o vampiro.

Sicuramente una delle origini di questa credenza va ricercata nell’antica Roma e quindi nella volontà di cancellare nel Medioevo tutto ciò che di pagano ci fosse. Le prostitute romane infatti avevano spesso i capelli tinti di rosso o indossavano parrucche fulve, fu per questo particolare che fra loro si diffuse il soprannome di rufa, cioè “rossa”.

Nel Medioevo, il rosso era visto come il colore del diavolo e durante l’Inquisizione spagnola, invece provava che la donna rossa avesse rubato il fuoco dell’inferno e, perciò, meritasse di essere bruciata come strega. La gente pensava che i capelli rossi fossero il risultato di una gravidanza “sporca” (pensando che la donna fosse rimasta incinta durante il ciclo mestruale generando così un bambino “sporco”), questo era un motivo sufficiente per mettere una donna sul rogo.

“Giovanna d’Arco sul rogo”, di Hermann Anton Stilke (1803-1860).

Il rutilismo, chiamato anche gene normanno è la caratteristica delle persone che hanno capelli rossi, biondo ramatocastano ramato. Spesso questa è accompagnata da pelle chiara, lentiggini e occhi verdi. Si stima che il genere dei capelli rossi si sia definito tra 20.000 e 100.000 anni fa e studi sul DNA hanno comprovato che anche alcuni uomini di Neanderthal già avevano questa tonalità di capelli.

Nell’antico Egitto si consideravano i rossi come discendenti di Seth e vi si attribuiva una maggiore ferocia, mentre gli unici personaggi biblici ad avere i capelli rossi sono Esaù (Genesi 25,25) e Re Davide (1 Samuele 16,12). Secondo alcune leggende anche Ulisse avrebbe posseduto tale colore di capelli. Il suo nome Odysséus (Ὀδυσσεύς) infatti deriverebbe dal verbo *odýssomai (*ὀδύσσομαι, “essere adirato”), in quanto si pensava che le persone dai capelli rossi fossero facilmente irascibili.

Oggi le cose sono cambiate di poco, molti rossi, soprattutto tra gli adolescenti sono vittime di bullismo o di razzismo, proprio a causa del colore della loro chioma: le donne “puzzano” e i maschi portano sfiga. Reminiscenze, purtroppo, delle antiche credenze popolari che in alcuni casi resistono al progresso e all’avanguardia.

Potrebbe anche interessarti