Erba Pucchiacchella, perché si chiama così e come si usa nelle ricette

La Portulaca Oleracea, più comunemente nota come “Pucchiacchella“, è un’erba aromatica che cresce spontaneamente e viene raccolta, fin dall’antichità, per insaporire insalate e minestre. La cultura medievale attribuiva alla pianta un valore apotropaico contro gli spiriti maligni.

Perché si chiama così?

Il termine napoletano “pucchiacchella” deriverebbe dal latino portulaca(m) = porcacchia→poccacchia→ pucchiacca (erba porcellana). Ma secondo lo studioso Raffaele Bracale deriverebbe dal greco, πψρ, pyr (fuoco) + κοιλοσ, koilos (faretra, fodero di fuoco, vagina). Il nome botanico latino significa ‘piccola porta’ per il modo con cui si aprono le capsule e la stessa voce porcellana venne usata nel medioevo per designare una conchiglia tigrata a vulva con striature perlacee. Nel Sannio viene chiamata “erba vasciulella” per evitare il diretto riferimento dialettale alla pucchiacca, l’organo genitale femminile in napoletano.

Cresce poco alta, rasa la suolo, non più di 15-20 centimetri e presenta foglie leggermente rigonfie tanto da sembrare quasi una pianta grassa. La pucchiacchella ha molte proprietà benefiche: nell’antichità veniva usata per il trattamento della diarrea e del vomito. Il suo infuso è ottimo per lenire i bruciori causati da punture di insetti, per l’acne e anche per l’eczema e anche contro l’acidità di stomaco e gastriti.

Oggi le foglie di portulaca vengono usate in cucina poiché contengono Omega 3, aiutando a prevenire le patologie cardiovascolari, riducendo il colesterolo cattivo e i trigliceridi nel sangue.

E’ ricca anche di vitamina C, oltre che di vitamina A e del gruppo B, un rimedio naturale per prevenire e curare lo scorbuto, tanto che in passato l’erba pucchiacchella veniva imbarcata sulle navi per affrontare i mesi di navigazione. Inoltre contiene sali minerali, ferro, potassio, magnesio, fosforo, zinco, selenio e calcio.

In Italia la Portulaca cresce ovunque ed è considerata un’erbaccia infestante. La si può trovare negli orti, lungo le sponde di fossati, nei campi, accanto ai marciapiedi e tra i campi incolti.

In cucina vengono utilizzate le foglie, crude, o cotte, e 100 g. di foglie fresche contiene questi valori nutrizionali:

Calorie 16 kcal
Acqua 94%
Proteine 1.3%
Carboidrati 3.4%
Grassi 0.1%

Come utilizzarla in cucina

Nella cucina napoletana un tempo veniva raccolta insieme alla rucola e venduta da ortolani ambulanti. Oggi si usano le foglie e i rami più teneri, crudi, in insalate miste, in accompagnamento a verdure e ortaggi, o anche da soli.

Ma la Portulaca viene aggiunta anche nelle zuppe, alle frittate e si può consumare cotta come contorno. In alcuni posti d’Italia viene conservata anche sotto aceto.

Dove si compra?

Ad oggi sono poche le aziende che la vendono, anche perché si tratta di una pianta spontanea, facilmente reperibile in campagna, o nel giardino di casa.

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