Napoli, una sala museo al PAN dedicata a Giancarlo Siani

museo giancarlo sianiGiancarlo Siani è stato, ma direi che continua a essere, un giornalista napoletano. Giancarlo è stato, è, una di quelle persone che non abbassano la testa. Giancarlo Siani è stato, è, un giornalista che ha smascherato un sistema marcio. Ieri, 19 settembre, Giancarlo avrebbe compiuto 60 anni, ma 34 anni fa  è stato ucciso. E, per essere chiari, è stata la camorra a farlo.

Marco Risi ce ne aveva parlato nel suo bellissimo Fortapàsc (2009), dove Libero De Rienzo interpreta il giornalista che scriveva per Il Mattino, nella redazione di Torre Annunziata. Ma lo ha fatto anche il napoletano Maurizio Fiume con E io ti seguo e Federico Tosi e Sandro di Domenico, nel servizio Giancarlo Siani, Per amore di verità (premiato nella sezione video-giornalismo del concorso “Una storia da raccontare” al 3° festival Internazionale del Giornalismo).

Ma Giancarlo Siani è morto davvero e l’ingiustizia di quella morte fuoriesce da ogni copione cinematografico. Napoli, nella sua continua contraddizione di luci e ombre, uccide e ricorda il coraggio di una penna incalzante, di un giovane uomo coraggioso. Il Pan (Palazzo delle Arti di Napoli) invita “a casa sua” quel giovane giornalista e gli dedica una sala-museo. Siani rappresenta ogni vittime innocente della criminalità

Il fratello, Paolo Siani, dice a la Repubblica:

“Già nel 1986, 33 anni fa, nacque l’associazione Giancarlo Siani perché capimmo che subito dovevamo dare una risposta organizzata a questo evento drammatico che ci aveva colpito. Dopo tanti anni abbiamo ormai le gambe forti per poter fare una Fondazione. La presiederà mio figlio Gianmario e mia figlia Ludovica, sono loro che in qualche modo porteranno avanti da oggi in poi questa battaglia in ricordo di uno zio mai conosciuto”.

“Ci sarà un nuovo modo per affrontare i problemi, come ragazzi giovani che non hanno conosciuto quegli anni, quelle sofferenze ma le hanno conosciute solo attraverso il nostro ricordo e il nostro dolore. Sarà un modo diverso per affrontare le cose ma soprattutto sarà un modo per continuare nei prossimi 30 e più anni a ricordare Giancarlo”.

Ha continuato Paolo Siani, durante la conferenza stampa.

“La Fondazione organizzerà il Premio Siani, che si svolge da anni e che coinvolge gli studenti, in modo più strutturato coinvolgendo più scuole anche non in Campania. Promuoveremo convegni, ci interesseremo di agire sulla prevenzione, così hanno deciso i miei figli. Faremo programmi sui bambini piccoli, sulle fasce di età più deboli. Inizieremo dai ‘muschilli’, lì dove con il suo articolo finì la vita di Giancarlo”.

Si è parlato anche della Sala della Memoria:

“Accanto alla Mehari, la macchina di Giancarlo, ci saranno tutti i nomi delle vittime innocenti, scritte sulla cupola, così ci guarderanno e poi ci saranno i nomi dei giornalisti uccisi, i volti delle vittime. Sarà una sala che inaugureremo lunedì alla presenza del presidente della Camera, Roberto Fico, per capire la sofferenza e per prendere la distanza dalla criminalità organizzata”

Ha concluso con una frase tagliente, che va verso la speranza:

“Spero che sia visitata dalle scuole campane, di tutta Italia, finanche dai turisti. Mi auguro soprattutto che diventi una scossa per i ragazzi indecisi che non sanno da che parte stare“.

Giancarlo Siani è stato, ma continua a essere perché si può uccidere un corpo, ma non il coraggio di un’idea!

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