Villa Ebe, il castello di Pizzofalcone capolavoro di Lamont Young

villa ebe napoli

Napoli fra la fine del 1800 ed i primi anni del XX secolo, come noto, fu oggetto di un enorme piano di riqualificazione urbana, a partire dal Risanamento per arrivare alla costruzione di interi rioni e quartieri. In molti casi potè godere della fantasia e della bravura di architetti, ingegneri e progettisti che contribuirono a rendere celebre il Liberty napoletano ed a ornare la città con piccoli capolavori di art nouveau, neogotici od eclettici.  Fra tutti,  Lamont Young lasciò un segno originale ed indelebile sulla skyline cittadina. Napoletano a dispetto del nome, con padre scozzese e madre indiana, l’eccentrico artista, progettò vere e proprie opere d’arte come la sede del Grenoble, il castello Aselmeyer (parco Grifeo) e villa Ebe.  Fu autore anche di un ardito progetto della prima metropolitana di Napoli.

Lamont Young  lapide villa ebe

Utopista, inventore, ingegnere di una Napoli di una Napoli moderna (così recita la lapide all’ingresso della villa), elesse villa Ebe, nota a molti come il castello di Pizzofalcone, come propria dimora ed ivi decise di terminare la propria esistenza terrena, suicidandosi nel 1929. La villa cambiò nome, da Lamont a Ebe (il nome della moglie), restando della famiglia per poi diventare parte del patrimonio del comune di Napoli.  Da allora iniziò il degrado, culminato con l’incendio del 2000 che ne distrusse gli interni, fra cui una meravigliosa scala elicoidale. Tornata agli onori delle cronache più volte per essere divenuta rifugio di clochard e per il degrado, attualmente è in fase di avvio un progetto di riqualificazione del castello, che gode di un panorama unico sulla città di Partenope, iniziato con la potatura ed il rifacimento del giardino, in attesa che vengano sbloccati i non pochi fondi per far tornare questa splendida villa di Napoli ai fasti di un tempo.

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