Avvocatessa di origine ebraica arrestata a 94 anni: protestava contro il genocidio in Palestina
Set 30, 2026 - Francesco Pipitone
Avvocatessa ebrea di 94 anni arrestata In Inghilterra per aver manifestato contro il genocidio in Palestina
Si chiama Margaret Owen, ha 94 anni, è un’avvocata penalista per i diritti umani di origine ebraica, ed è stata arrestata domenica scorsa dalla polizia britannica a Liverpool. Il suo unico gesto: reggere un cartello di protesta contro le azioni militari israeliane a Gaza, con un messaggio di sostegno a Palestine Action, il gruppo pro-palestinese messo al bando dal governo del Regno Unito e classificato, dal luglio 2025, come organizzazione terroristica ai sensi del Terrorism Act 2000.
L’arresto è avvenuto nei pressi del Liverpool Experience Campus, sede scelta dal Partito Laburista per la propria conferenza annuale, proprio mentre il premier Andy Burnham teneva il suo primo congresso da leader del partito. Circa 200 persone si erano radunate per protestare contro la messa al bando di Palestine Action, e per molte di loro – come per Margaret Owen – è bastato tenere in mano un cartello con scritto “Mi oppongo al genocidio. Supporto Palestine Action” per finire ammanettate.
Oltre 160 arresti, in gran parte anziani e pensionati
Quello di Owen non è stato un caso isolato. Secondo i dati diffusi dalle autorità britanniche, oltre 160 persone sono state arrestate o iscritte nel registro degli indagati a seguito della manifestazione. Tra i partecipanti si registrava una netta prevalenza di anziani, pensionati e attivisti di lungo corso, molti dei quali già fermati in precedenti occasioni per aver manifestato la propria opposizione al bando imposto al gruppo pro-palestinese. Tra gli arrestati della giornata precedente figurava anche Robert Del Naja, frontman dei Massive Attack. La manifestazione, organizzata nei pressi del campus universitario, è durata circa due ore, con medici, sacerdoti e pensionati schierati in prima linea a puntare il dito contro quella che le associazioni organizzatrici definiscono una repressione sistematica del dissenso.
Quello di Liverpool è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che, da mesi, vedono la polizia britannica arrestare manifestanti – spesso anziani, a volte ultraottantenni – per il solo fatto di esporre cartelli di sostegno a Palestine Action. Casi analoghi hanno riguardato negli scorsi mesi un’attivista di 83 anni e una di 81, entrambe fermate a Londra durante veglie silenziose in Parliament Square, oltre all’arresto, lo scorso dicembre, della stessa Greta Thunberg, fermata ai sensi della legislazione antiterrorismo britannica per aver retto un cartello identico a quello di Owen: “Sostengo i detenuti di Palestine Action. Mi oppongo al genocidio”.
Una legge antiterrorismo usata contro cartelli e vecchiette
Il nodo giuridico al centro delle proteste riguarda proprio l’uso della normativa antiterrorismo per colpire manifestazioni pacifiche. Da quando Palestine Action è stata proscritta, anche il semplice sostegno pubblico all’organizzazione – senza alcuna partecipazione alle azioni dirette per cui il gruppo era stato messo sotto accusa – è diventato punibile con una pena detentiva fino a sei mesi. Una scelta normativa che il movimento Defend Our Juries, tra i principali organizzatori delle proteste britanniche di questi mesi, definisce uno strumento di criminalizzazione del dissenso pacifico, piuttosto che una misura di reale contrasto al terrorismo.
Che a finire in manette sia, di volta in volta, un’avvocata novantaquattrenne per i diritti umani, un’attivista ottantunenne o la più nota attivista ambientale al mondo racconta bene la sproporzione di questa applicazione della legge: cartelli di carta, brandelli di protesta silenziosa, trattati con gli stessi strumenti legali pensati per il contrasto al terrorismo organizzato. Un impianto normativo che, agli occhi di chi manifesta, sembra avere l’unico effetto concreto di riempire i registri degli indagati di pensionati, medici e premi Nobel della pace mancati, mentre a Gaza il conto delle vittime civili continua a crescere.
