Video. “‘O sarracino”: chi era lo sciupafemmine della canzone di Carosone

Renato Carosone - 'O sarracino

L’uocchie brigante e ‘o sole n’faccia/‘O sarracino se ne va smargiasse pe tutta ‘a città“. Così almeno dal 1958, da quando, cioè, è uscito dalla penna e dalla voce del cantautore napoletano Renato Carosone, per entrare tra i vicoli, le case e la memoria di tutti i napoletani, fino a divenire un classico internazionale della musica partenopea.

In realtà, il testo della canzone “‘O sarracino” è stato scritto da Nicola Salerno, stretto collaboratore di Carosone, e meglio conosciuto con lo pseudonimo di Nisa. Mentre il cantante si è occupato della musica.

Il singolo, pubblicato dall’etichetta Pathé, figurava inizialmente sul lato A di un disco inciso da Carosone assieme al suo sestetto. Sul lato B la canzone “Caravan petrol”, anche questo frutto del duo Carosone-Nisa. Una coppia di spessore, dato che alla fine del 1958 il disco risulterà essere l’ottantaduesimo più venduto in Italia.

La canzone fa chiaro riferimento, sin dal titolo, a un saraceno, termine con cui si è soliti indicare i musulmani provenienti dall’oriente, o più in generale gli arabi, che a partire dal IX-X secolo hanno popolato le coste meridionali dell’Italia. Inizialmente l’idea del brano era proprio quella di uno sbarco di un affascinante uomo orientale di colore desiderato da tutte le donne. In seguito gli autori del brano preferirono che il protagonista della canzone fosse semplicemente identificato con il napoletano villano, abbronzato, con la collana d’oro e sciupafemmine che camminava per il lungomare di Napoli, lasciando il nome di “sarracino” più come parodia, che come effettiva provenienza geografica. Tuttavia le influenze orientali rimasero nella melodia di “‘O sarracino”, che rimase negli anni uno dei più celebri brani di Carosone.

Tant’è che negli anni successivi la canzone è stata oggetto di numerose cover e reinterpretazioni. Gigi D’Alessio la propose nel 1999 alla manifestazione “Viva Napoli” di quell’anno, ottenendo il primo premio. Anche Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana ne registrarono una versione per l’album “At Carnegie Hall New York”. Fra gli altri artisti ad aver interpretato una propria versione della canzone si ricordano anche Franco Ricciardi, Claudio Villa, Mario Trevi (in versione Turbo folk), Edoardo Bennato, Orietta Berti (2008 – album “Swing, un omaggio alla mia maniera”), Fiorello e Mina. Mentre il comico Checco Zalone ne ha cantato una parodia (imitando Carmen Consoli), in una puntata di Zelig.

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