La Basilica di Capodimonte, la “piccola San Pietro” che fermò il colera e l’eruzione

Basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio
Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio

Non solo Roma ha il suo “Cupolone”. Anche i napoletani, alzando gli occhi verso Capodimonte o ammirando il panorama mentre guidano sulla tangenziale, possono ammirare una meravigliosa cupola che svetta sui palazzi e sul mare della loro città. Effettivamente, anche avvicinandosi alla Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio, a Capodimonte, il primo pensiero è quello di essere avanti ad una San Pietro in miniatura: la facciata, i colori, il marmo e l’architettura richiamano in tutto e per tutto il centro di tutta la cristianità. Persino negli interni le similitudini sono evidenti: come nella volta e nella struttura delle navate; non manca nemmeno una, più modesta, statua della pietà.

Eppure, la Basilica di Capodimonte, nonostante i richiami ad una struttura del XVI secolo, è la più “giovane” di Napoli, essendo stata consacrata soltanto nel 1960. La chiesa nacque dalla fervente fede di una donna e dalla devozione del popolo napoletano nei confronti di un’effige sacra. Maria di Gesù Landi nacque a Napoli nel 1861 e manifestò sin dalla giovinezza una spiritualità particolare ed una fede incrollabile. A soli 23 anni decise di racchiudere tutta la sua devozione nei confronti della Madonna del Buon Consiglio in un dipinto, commissionato al pittore Spanò. Due eventi catastrofici trasformarono questo quadro in un vero e proprio oggetto di culto per tutta Napoli. Proprio nell’anno in cui venne dipinto, infatti, i napoletani venivano decimati da una violentissima epidemia di colera. La tradizione vuole che Maria di Gesù Landi espose l’effige della Madonna e l’epidemia cessò immediatamente.

Un altro miracolo che si attribuisce al dipinto avvenne durante un’eruzione del Vesuvio, nel 1906. Mentre la città era avvolta dalla cenere ed i tetti crollavano sotto il peso dei detriti, la devota espose nuovamente l’immagine sacra, che venne inondata da un improvviso quanto insperato raggio di sole: dopo poche ore la cenere si diradò. In ogni caso, Papa Pio X riconobbe il culto della Madonna del Buon Consiglio ed incoronò il quadro nel 1912. Ovviamente, dopo un simile riconoscimento i fedeli iniziarono a mobilitarsi con pellegrinaggi e cerimonie liturgiche ed il dipinto non poteva più rimanere nelle mani di una sola donna, per quanto devota. Secondo la tradizione fu la stessa Vergine a suggerire alla fedele il luogo adatto per erigere il suo tempio: esattamente sulla catacomba di San Gennaro, uno dei più antichi luoghi di aggregazione dei cristiani napoletani e strettamente legato alla figura del patrono della città.

La prima pietra fu posta nel 1920 sul progetto dell’architetto Vincenzo Vecchia. Purtroppo, però, Maria di Gesù Landi non vide mai completata l’opera da lei stessa iniziata: la donna morì nel 1931. I suoi resti riposano ancora oggi nella basilica, insieme al dipinto simbolo della sua devozione. La chiesa fu consacrata, come abbiamo detto, nel 1960, ma già da alcuni anni era frequentata dai fedeli. A causa dei crolli che seguirono al terremoto dell’Irpinia, che sconvolse Napoli, molte opere d’arte furono trasferite all’interno della Basilica che, proprio perchè appena costruita, non subì danni dalle scosse. L’unica conseguenza fu la caduta della statua della Madonna che, ancora oggi sovrasta il frontone, ma anche in quel contesto catastrofico il risultato fu miracoloso: secondo la tradizione la scultura sarebbe rimasta integra dopo lo schianto al suolo; altri raccontano, più verosimilmente, che la statua si spezzò in due, ma, miracolosamente, i suoi pezzi non ferirono la folla sottostante. In ogni caso, l’effige è stata restaurata e, dopo solo un anno, ricollocata al suo posto per vigilare sulla Basilica e su Napoli.

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