Musei

Tutti i musei di Napoli e dell’area vesuviana

Parco Capodimonte

Parco Capodimonte

NAPOLISylvain Bellenger confermato alla guida di Capodimonte. La settimana scorsa il Ministro dei Beni e delle attività Culturali Dario Franceschini ha firmato il decreto che lega fino al 2023 l’ex direttore del Cleveland Museum of Art con il Museo e il bosco di Capodimonte.

Intervistato da Repubblica, Bellenger ha riconosciuto l’importanza del secondo mandato. La riconferma sarebbe stata impossibile senza la «squadra eccezionale che ho trovato al museo, dai custodi ai curatori fino agli addetti all’amministrazione: anche se in numero assolutamente insufficiente, è grazie a loro che abbiamo raggiunto certi risultati. Secondo pensiero alla città di Napoli che mi ha aiutato con accoglienza e calore: senza la partecipazione del quartiere non avremmo potuto cambiare l’immagine di Capodimonte».

A proposito degli obiettivi da perseguire entro il 2023, il direttore ha annunciato il Grande progetto Capodimonte. «Ho in mente il modello del Museo del Prado. Ma se vengo lasciato da solo non lo farò: non può dipendere tutto da un uomo, serve mettere in piedi una struttura organizzativa e gestionale che resti, anche dopo di me. Il patrimonio culturale richiede anni e anni di cura, e l’organizzazione che abbiamo non funziona, le soprintendenze operano con difficoltà, l’autonomia è insufficiente per musei come Capodimonte. Ci vuole un coraggio particolare per affrontare e risolvere il problema del personale, che è il problema numero uno non solo dei musei ma della pubblica amministrazione e dell’Italia intera».

In tale prospettiva il direttore ha ribadito che «a Capodimonte, e non solo, mancano figure professionali per gestire situazioni così complesse. Eppure le università italiane formano giovani preparatissimi che hanno le competenze necessarie ma sono fuori dal Mibac e dal mondo del lavoro. L’Italia ha sacrificato tre generazioni di giovani, costretti ad emigrare, un dramma per il Paese».

La proposta di Bellenger sarebbe quella di bandire un concorso all’anno, piuttosto di organizzare un unico maxi-concorso ogni cinque o dieci anni. «Serve la capacità di individuare profili che servono alla struttura museale, non come accade oggi: dall’alto ci assegnano i profili a tavolino. Come direttore di museo, vorrei essere io a dire come riorganizzare e quali persone mi servono per portare avanti il programma di lavoro».

Per leggere l’intervista completa a Sylvain Bellenger consultare il sito di Repubblica.

L’Archeotreno Campania, il treno storico della Fondazione FS, farà tappa a Santa Maria Capua Vetere in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2019) durante le quali la Città ospita le Spartachiadi, la mostra “Mitra a Capua Vetere tra Oriente e Occidente” e lo spettacolo “Le divinità di Capua, il sacro in mille volti”.

I turisti, il 22 settembre, il 27 ottobre e il 24 novembre potranno rivivere per un’intera giornata gli anni ’30 viaggiando a bordo di una locomotiva elettrica e carrozze d’epoca. La partenza è prevista da Napoli Centrale alle 9:05 con arrivo a Santa Maria Capua Vetere previsto per le ore 9:42. La corsa di ritorno partirà alle ore 17:43.

Inoltre per l’occasione i visitatori saranno guidati alla scoperta dei culti orientali che si sono diffusi in Campania e in particolare quello solare di Mitra. La mostra è infatti intitolata “Mitra a Capua Vetere tra Oriente e Occidente” che sarà ospitata al Museo Archeologico dell’Antica Capua fino al 5 novembre 2019. La mostra si apre con la diffusione dei culti provenienti dall’Oriente e si svolge attraverso una sequenza di ambienti, ognuno dei quali dedicato ad una o più divinità, tra le quali Iside, di cui è esposta la pregevole testa conservata al MANN, rinvenuta a Pompei.

Ai piccoli visitatori saranno dedicati i percorsi di gioco Mitici Incontri nel “labirinto” alla scoperta del filo rosso e del mito di Teseo e Arianna, articolati negli ampi spazi interni ed esterni del museo, della mostra, della ludoteca con le operatrici del progetto Arteteca.

Infine verrà raccontata la leggendaria storia di Spartaco, che ha ispirato poeti, filosofi, scrittori e registi e sarà al centro di una serie di iniziative di rievocazione della vita del gladiatore e della sua battaglia per la libertà con la suggestiva manifestazione delle Spartachiadi, evento esclusivo realizzato in collaborazione con il CONI e con la Pro Loco Spartacus, che presenta sport da combattimento, sfide ed esibizioni, in particolare di lotta greco-romana, con simulazioni dei giochi gladiatorii, in un percorso tra storia, cultura e sport.

Per conoscere le tariffe, il calendario completo degli eventi o per altre informazioni sull’Archeotreno Campania, consultare il sito della fondazione FS cliccando qui.

Per maggiori informazioni sulla mostra “Mitra a Capua Vetere tra Oriente e Occidente” cliccare qui.

Tutto il mondo freme per il Moon Day. Sabato 20 luglio 2019, si ricorderanno infatti i 50 anni della missione spaziale Apollo 11, che permise all’uomo di sbarcare sulla Luna e di metter piede sul suo suolo.

Anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli parteciperà a suo modo ai festeggiamenti intergalattici. Dal 18 luglio fino al 30 settembre, sarà infatti visitabile la mostra “MANN on the Moon”. Essa sarà dedicata non soltanto all’allunaggio, ma a come gli uomini hanno “toccato” la Luna nel corso dei secoli. Contestualmente alla mostra, il museo inaugurerà anche la nuova caffetteria per i suoi visitatori.

In uno dei musei archeologici più importanti al mondo, sarebbe stato sciocco non iniziare dall’antichità. I primi 20 pezzi della msotra sono perciò dedicati alla civiltà greco-romana, al loro modo di vedere, intendere ed usare il nostro satellite. Tra i gioielli in esposizione, molta attenzione sarà dedicata a due calendari antichi in marmo: il Menologium rusticum, un particolarissimo parallelepipedo del I sec. d.C. (appartenente alla Collezione Farnese), che riportava, per ogni mese, il numero dei giorni, definendo la durata delle ore di luce e della notte, le fasi lunari, l’elenco delle divinità celebrate, le feste religiose; ancora, l’Index Nundinarius, tavola in cui erano fornite le date di svolgimento delle nundinae, i mercati cittadini. Ciò ci ricordano come la Luna è stata sempre un mezzo utile a misurare il tempo.

Con riguardo invece alla storia contemporanea, segnaliamo prima di tutto gli acquerelli e le tempere di Giuseppe Abbate e Giuseppe Marsigli. In seguito, verranno mostrate delle foto e dei filmati dedicati alla missione Apollo 11 e a suoi protagonisti, in primis Neil Armstrong.

Anche al MANN è tempo di Luna! – esulta il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini Con questa originale e ingegnosa  mostra non solo celebriamo insieme a tutto il mondo l’anniversario di una tappa importante nel cammino dell’umanità. Con la valorizzazione di pezzi unici del nostro patrimonio, come il Menologium rusticum della collezione Farnese, vogliamo fornire, infatti, anche una piccola e preziosa anticipazione della costituenda sezione ‘tecnologica’. Ideale prosecuzione de ‘Le ore del Sole’, il percorso scientificamente rigoroso di ‘Mann on the Moon’ è arricchito di stimoli e suggestioni per incantare tutti i visitatori, naturalmente nel segno di Selene”.

Anche il Console degli Usa a Napoli, Mary Ellen Countryman, ha espresso la sua soddisfazione per la mostra. Ella infatti ha affermato: “lo sbarco sulla Luna ha rappresentato la più importante conquista aerospaziale del secolo scorso e ha riscritto la storia millenaria del genere umano. La mostra ‘MANN on the Moon’ celebra un anniversario molto speciale per gli Stati Uniti e per il Consolato, che segue con grande attenzione le tematiche scientifiche e tecnologiche, e sostiene con orgoglio eventi e iniziative in questi settori”.

Invitiamo tutti a visitare la mostra “MANN on the Moon”. Essa sarà una grande occasione per apprendere ed apprezzare uno degli elementi che diamo più per scontato, ma che riesce sempre ad affascinare.

Reggia di Caserta

Reggia di CasertaUn innovativo Piano strategico, in cui figurano il Museo di Capodimonte e la Reggia di Caserta: “Grandi progetti Beni culturali”. È stato firmato ieri, lunedì 20 maggio, il nuovo decreto per la salvaguardia del nostro patrimonio culturale dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli.

Per “Grandi progetti Beni culturali” sono appena stati assegnati 46 milioni 173 mila e 560 euro alla Lombardia e alla Campania. 30 milioni saranno trasferiti a Capodimonte, attraverso la realizzazione del “Grande progetto di valorizzazione del Museo e Real Bosco di Capodimonte – Campus”. Ed ancora, per la creazione del “cabinet delle porcellane”, che mette in risalto il grande valore di questo particolare tipo di porcellana.

Altresì, alla Reggia di Caserta verranno stanziati 5 milioni e 200 mila euro per il progetto “Reggia in arte e design”. L’impegno del Mibac, per la crescita del settore culturale, è stato confermato ancora una volta. Altresì, il nuovo decreto genererà, quasi sicuramente, una nuova crescita economica per la regione Campania, potenziando il turismo.

Il Museo di Anatomia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, situato in via Luciano Armanni n. 5, nel complesso universitario di Santa Patrizia, resterà aperto durante il week end del 25-26 maggio, in occasione del Maggio dei Monumenti dedicato quest’anno a Gaetano Filangieri, uno dei massimi giuristi e pensatori dell’Illuminismo.

Il MUSA si articola in sezioni ciascuna finalizzata alla cura di una singola collezione o al perseguimento di una specifica finalità. Ne fa parte la “Sezione di Anatomia” che raccoglie la prestigiosa e preziosa collezione del vecchio Museo di Anatomia.

Turisti e cittadini potranno dunque visitare uno tra i più antichi e completi musei del genere, scoprendo le sue collezioni anche attraverso l’utilizzo di nuovi sistemi digitali come l’App MUSA, disponibile in italiano e in inglese, che illustra la vasta collezione di cere e preparati anatomici offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire un patrimonio scientifico, storico e artistico di ineguagliabile valore.

Le visite gratuite verranno suddivise in cinque fasce orarie e si terranno dalle 9.30 alle 14.30, con ultimo accesso alle ore 13.30.

Per la visita la prenotazione è obbligatoria e la si può effettuare cliccando qui e scegliendo la data e la fascia oraria che si preferisce.

Oltre alle visite nel weekend, dal sito risultano possibili anche visite negli altri giorni di maggio sempre con prenotazione obbligatoria.

Per altre informazioni, visitare il sito del MUSA
Tel: 081 5667747 – Fax: 081 5667746
e-mail: musa@unicampania.it.

capodimonte

Dopo il successo della Settimana dei Musei dello scorso marzo, continua l’iniziativa #IoVadoAlMuseo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che prevede ulteriori ingressi gratuiti in tutti i musei, siti archeologici, parchi pubblici e gallerie d’arte nazionali.

Di seguito elenchiamo tutte le date da aprile a dicembre in cui sarà possibile visitare gratuitamente i musei della provincia di Napoli e i principali siti delle provincie di Caserta e Salerno.

Elenco dei musei a Napoli

Museo Archeologico Nazionale
Indirizzo: piazza Museo Nazionale, 19.
Aperture gratuite: 12, 19 e 26 maggio, 11 e 25 agosto, 19 settembre, 6 giugno, 6 ottobre, 3 novembre, 1 dicembre.

Museo e Bosco di Capodimonte
Indirizzo: via Miano, 2.
Aperture gratuite: 7 aprile, 5 maggio, 2 giugno, 7, 4 e 21 luglio, 4 agosto, 1 settembre, 6 ottobre, 3 novembre, 1 dicembre.

Palazzo Reale di Napoli
Indirizzo: piazza del Plebiscito 1.
Aperture gratuite: 6 maggio, 3 giugno, 1 e 11 luglio, 5 agosto, 2 e 19 settembre, 6 ottobre, 3 novembre, 1 dicembre.

Certosa e Museo di San Martino
Indirizzo: largo San Martino, 5.
Aperture gratuite: 25 aprile, 2 giugno, 11 luglio, 19 settembre, 6 e 13 ottobre, 3 e 25 novembre, 1 e 21 dicembre.

Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento 
Indirizzo: via Tito Angelini, 22.
Aperture gratuite: 25 aprile, 21 maggio, 2 giugno, 11 luglio, 19 settembre, 6 e 13 ottobre, 3 novembre, 1 e 8 dicembre.

Complesso dei Girolamini
Indirizzo: via Duomo, 142.
Aperture gratuite: 6 e 26 maggio, 1 e 11 luglio, 5 agosto, 2 e 19 settembre, 6 e 16 ottobre, 3 novembre, 1 dicembre.

Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes e Museo delle Carrozze
Indirizzo: Riviera di Chiaia, 200.
Aperture gratuite: 15 maggio, 2 giugno, 8 e 11 luglio, 19 settembre,2 e 6 ottobre, 3 e 25 novembre, 1 e 8 dicembre.

Museo della ceramica Duca di Martina in Villa Floridiana
Indirizzo: via Cimarosa, 77.
Aperture gratuite: 13 aprile, 21 giugno, 11 luglio, 19 settembre, 2 e 6 ottobre, 3 e 27 novembre, 1 e 13 dicembre.

Elenco dei musei in provincia di Napoli

Parco Archeologico di Pompei
Indirizzo: via Plinio 4, Pompei.
Aperture gratuite: 25 aprile, 8 maggio, 8 giugno, 6 e 24 ottobre, 3 novembre, 1, 24, 26 e 31 dicembre.

Parco Archeologico di Ercolano
Indirizzo: corso Resina 187, Ercolano.
Aperture gratuite: 14, 21, 28 luglio ingresso ore 14:00, 15 agosto, 11,18, 25 agosto ingresso alle ore 14:00, 6 ottobre, 30 ottobre ingresso ore 13.00, 3 novembre, 6, 13, 20 e 27 novembre ingresso ore 13:00, 1 dicembre.

Scavi di Oplontis
Indirizzo: via Sepolcri 1, Torre Annunziata.
Aperture gratuite: 25 aprile, 8 maggio, 8 giugno, 6 e 24 ottobre, 3 novembre, 1, 24, 26 e 31 dicembre.

Parco Archeologico di Pompei – Antiquarium nazionale di Boscoreale
Indirizzo: viale Villa Regina, 1 Boscoreale.
Aperture gratuite: 25 aprile, 8 maggio, 08 giugno, 6 e 24 ottobre, 3 novembre, 1, 24, 26 e 31 dicembre.

Parco archeologico di Pompei – Villa San Marco
Indirizzo: via Passeggiata Archeologica, Castellammare di Stabia.
Aperture gratuite: 25 aprile, 8 maggio, 8 giugno, 6 e 24 ottobre, 3 novembre, 1, 24, 26 e 31 dicembre.

Museo Archeologico dei Campi Flegrei
Indirizzo: via Castello, 39 Bacoli.
Aperture gratuite: 21 giugno, 26 luglio, 15 agosto, 19 settembre, 6 ottobre, 3 e 16 novembre, 1, 8 e 26 dicembre.

Parco archeologico dei Campi Flegrei – Anfiteatro Flavio e Tempio di Serapide
Indirizzo: Corso Nicola Terracciano 75, Pozzuoli.
Aperture gratuite: 21 giugno, 26 luglio, 15 agosto, 19 settembre, 06 ottobre, 3 e 16 novembre, 1, 8 e 26 dicembre.

Parco archeologico di Cuma
Indirizzo: Via Monte di Cuma, 3 Pozzuoli.
Aperture gratuite: 21 giugno, 26 luglio, 15 agosto, 19 settembre, 6 ottobre, 3 e 16 novembre, 1, 8 e 26 dicembre.

Parco archeologico delle terme di Baia
Indirizzo: via Sella di Baia, 22 Bacoli.
Aperture gratuite: 21 giugno, 26 luglio, 15 agosto, 19 settembre, 6 ottobre, 3 e 16 novembre, 1, 8 e 26 dicembre.

Certosa di San Giacomo
Indirizzo: via Certosa, 10, Capri.
Aperture gratuite: 13 aprile, 25 maggio, 2 giugno, 25 luglio, 15 agosto, 7 settembre, 6 ottobre, 3 novembre, 1 e 15 dicembre.

Villa Jovis
Indirizzo: via Tiberio, Capri.
Aperture gratuite: 22 aprile, 2 giugno, 19 agosto, 23 settembre, 6 ottobre, 3, 16 e 25 novembre, 1 dicembre.

Grotta Azzurra
Indirizzo: via Grotta Azzurra, Anacapri.
Aperture gratuite: 22 aprile, 2 giugno, 19 agosto, 23 settembre, 6 ottobre, 3, 16 e 25 novembre, 1 dicembre.

Elenco dei principali musei in provincia di Caserta

Reggia di Caserta
Indirizzo: via Douhet, 2 Caserta.
Aperture gratuite: 18 maggio, 21 giugno, 6 luglio, 10 agosto, 6 e 13 ottobre, 3 e 23 novembre, 1 e 5 dicembre.

Anfiteatro Campano e Museo Archeologico dell’antica Capua
Indirizzo: piazza I Ottobre 36, Santa Maria Capua Vetere.
Aperture gratuite: 20 aprile, 12 maggio, 2 e 21 giugno, 22 settembre, 6 e 22 ottobre, 3 novembre, 1 e 21 dicembre.

Elenco dei principali musei in provincia di Salerno

Certosa di Padula
Indirizzo: viale Certosa 1, Padula.
Aperture gratuite: 7 aprile, 5 maggio, 2 giugno, 7 luglio, 4 e 10 agosto, 1 e 29 settembre, 6 ottobre, 3 novembre 1 dicembre.

Parco Archeologico di Elea-Velia
Indirizzo: Strada Regionale 447 n.145, Marina di Ascea
Aperture gratuite: 22 aprile, 21 e 24 maggio, 2 giugno, 2, 6 e 26 ottobre, 3 e 25 novembre, 1 dicembre.

Parco Archeologico di Paestum
Indirizzo: via Magna Grecia, 917/919, Capaccio Paestum.
Aperture gratuite: 15 giugno, 6 ottobre, 3 novembre, 1 e 3 dicembre. A questi si aggiungono tutti i giovedì dalle ore 18.00 alle ore 19.30.

Ricordiamo che i minori di 18 anni entrano gratis tutto l’anno, mentre le persone con un’età compresa tra i 18 e i 25, nei giorni di ingresso a pagamento, pagano un biglietto di 2 euro.

Per ulteriori informazioni consultare il sito dell’iniziativa #IoVadoAlMuseo.

Per tutti gli amanti del vino arriva il Wine Art Museum, il museo completamente dedicato al vino e all’arte di produrlo, la cui sede principale è il Polo Museale della Reggia di Portici.

Il Museo dell’Arte, del Vino e della Vite, intende far conoscere in modo diffuso il mondo del Vino anche come patrimonio artistico, culturale, scientifico e storico del territorio e promuovere il settore enologico come risorsa dello sviluppo economico, attraverso numerose iniziative che vedranno coinvolti diversi sistemi comunicativi.

Il Museo dell’Arte, del Vino e della Vite, è ospitato ed incardinato nel Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, diretto dal prof. Matteo Lorito.

Il Mavv si presenterà ufficialmente al Verona Vinality 2019, martedì 9 aprile alle 12:00, nel Padiglione Campania di Veronafiere, nell’ambito del workshop “La geologia nel bicchiere. I paesaggi e i vini vulcanici campani”.

All’evento parteciperanno Antonello Fiore, presidente SIGEA; Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione UniVerde; Gennarino Masiello, vice presidente nazionale Coldiretti; Eugenio Gervasio, Founder & CEO MAVV.

La missione del MAVV (Wine Art Museum) è, oltre al trasferimento della conoscenza del vino sotto vari aspetti, l’assistenza alle imprese che vogliono collocarsi sui mercati internazionali.

Nel MAVV si potrà dar vita ad una esperienza sensoriale legata alla narrazione, grazie all’uso della tecnologia, della multimedialità e della realtà immersiva, con la realizzazione di un sistema di proiezione tramite realtà virtuale.

Per colpire e coinvolgere i visitatori, verranno sviluppati diversi sistemi comunicativi: dal cartaceo al multimediale, dall’audiovisivo al multisensoriale, alle visite dei luoghi delle eccellenze.

Per maggiori informazioni sul museo, consultare il sito qui.

Foto Claudio Izzo
Foto Claudio Izzo
Foto Claudio Izzo

Calvi Risorta è un piccolo centro dell’Alto Casertano, situato fra i monti trebulani e il massiccio dell’ex vulcano di Roccamonfina, in una delle zone più fertili della Campania.  Nonostante superi a malapena le 5000 unità, il territorio di Calvi fra reperti archeologici (l’Antica Cales), siti d’interesse (il castello Aragonese) e  primizie enogastronomiche (il Guanto Caleno) è indubbiamente uno dei punti nevralgici della Campania dal punto di vista delle potenzialità, che da qualche giorno con la realizzazione del Mu.Vi.Ca (Museo Virtuale Cales) più che inespresse sono in fase di decollo.

Foto Claudio Izzo
Foto Claudio Izzo

L’inaugurazione del Museo, ubicato in due sale e dell’Istituto Comprensivo Cales- Salvo D’Acquisto, in via Oreste Mancini, del 16 dicembre ha riscontrato un discreto afflusso di visitatori e giudizi più che lusinghieri. La realizzazione del  Museo è il frutto di un percorso che si è concretizzato sulla spinta della rete ArcheoCales, una sinergia di realtà associative  del territorio caleno composta da: ArcheoCales, Piccola Libreria 80mq, Pro Loco Cales Novi, Azione Cattolica Visciano, Gruppo Scout Sparanise e Comitato Alpini Italiani di Calvi Risorta. La rete di associazione ha potuto contare sull’appoggio della Chiesa Valdese con i proventi dell’8 per mille, del patrocinio della Soprintendenza archeologica di Caserta e di Benevento e del comune di Calvi Risorta. Il Museo si trova a pochi chilometri del sito dell’Antica Cales, una delle città più importanti del periodo romano in Campania, che nel III secolo avanti Cristo ebbe il suo periodo di massimo splendore, essendo sede di una delle quattro prefetture campane designate dal senato Romano, con circa 65000 abitanti ed una moneta propria, il “ Caleno”. La piattaforma digitale del Mu.Vi.Ca concepita dalla rete ArcheoCales descrive il territorio caleno nella sua interezza, aggregando i luoghi di interesse e le specialità tipiche del posto; dato non irrilevante, inoltre, è la facilità d’interazione del portale, utilissima per persone di poca esperienza e poca confidenza con internet.

Foto Claudio Izzo

Il Mu.Vi.Ca con la sua presenza e l’ausilio della piattaforma online potrebbe contribuire non poco a promuovere le peculiarità di Calvi Risorta, con benefici enormi per le attività e la popolazione locale, non a caso la sua inaugurazione è stata oggetto anche di un interessante articolo sul portale di National Geographic Italia.

 

Banchetto di Erode, Rubens

Napoli – Le “Gallerie d’Italia” ospitate a palazzo Zevallos Stigliano di Napoli sono famose per ospitare spesso opere provenienti dai migliori musei d’Italia e del mondo: l’anno scorso l’“Arlecchino” di Picasso, pochi mesi fa la “Scapiliata” di Leonardo Da Vinci, solo alcuni esempi di queste iniziative. Dal 6 dicembre 2018 al 7 aprile 2019 arriverà nello storico edificio di via Toledo una mostra su Rubens, Van Dyck e Ribera.

Le opere sono tutte della prestigiosa collezione appartenuta, prima di essere dispersa, alla famiglia Vandeneynden e, successivamente, ai principi Colonna di Stigliano che abitarono nella sontuosa dimora di via Toledo dagli ultimi decenni del Seicento: capolavori provenienti da musei italiani e stranieri, grazie a prestiti eccezionali, ritornano a Napoli, per la prima volta nelle stanze dello stesso Palazzo dove a lungo in passato furono custoditi.

La collezione vantava opere tuttora celebri, come il Banchetto di Erode di Rubens (ora a Edimburgo), e ancora esemplari di Anthony van Dyck, Aniello Falcone, Luca Giordano, Mattia Preti, Jusepe de’ Ribera, Salvator Rosa, Massimo Stanzione, Guercino, Annibale Carracci, Jan Brueghel, Jan Miel, Andrea Vaccaro, numerose nature morte nonché paesaggi e battaglie di altri maestri fiamminghi.

Informazioni
Dove
Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano
Via Toledo 185
Napoli

Periodo
Inaugurazione: mercoledì 5 dicembre dalle 19:30 alle 21:00.
Dal 6 dicembre 2018 al 7 aprile 2019.

Aperture straordinarie:
– 8, 17, 24, 26 e 31 dicembre 2018
– 1 e 6 gennaio 2019

Orari
Da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 19:00 (ultimo ingresso alle 18:30).
Sabato e domenica dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso alle 19:30).
Chiuso il lunedì.

Prolungamento orario di apertura fino alle 20:00:
– 8 dicembre
– dal 26 dicembre al 5 gennaio (escluso il 24 dicembre dalle 10:00 alle 17:00 e il 31 dicembre dalle 10:00 alle 15:00).

Ingresso
Biglietto congiunto mostra e collezioni permanenti:
– intero: 5€
– ridotto: 3€
Ingresso gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni, clienti e dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Prenotazione obbligatoria per i gruppi e le scuole.

Informazioni
Numero verde: 800.454229
Mail: info@palazzozevallos.com

Napoli – L’arte della lavorazione del corallo è stata per secoli un primato assoluto per Torre del Greco. Tantissime erano le famiglie note per la dedizione all’“oro rosso”. Secondo quanto risulta dagli atti custoditi alla Camera di Commercio del Comune di Napoli, la più antica manifattura di Torre del Greco è la ditta Ascione, nata nel 1815. Il capofamiglia, Domenico Ascione, era armatore di “coralline”, le navi che pescavano il corallo nel Mediterraneo quando ancora tale pratica non era illegale.

Fu il figlio Giovanni a pensare di trasformare l’attività lavorando il materiale appena arrivato in città. Ben presto il marchio Ascione divenne famoso in tutto il mondo, al punto che gli artigiani divennero i rifornitori ufficiali dei Borbone. Addirittura, in segno di riconoscenza, alla famiglia fu consentito di introdurre lo stemma reale all’interno del loro marchio di lavorazione.

Oggi Torre del Greco sta lentamente perdendo il primato sul corallo e molte delle antiche ditte non esistono più o non hanno più la stessa importanza, ma le testimonianze del glorioso passato restano. Nella città corallina, all’interno dell’Istituto Degni esiste un Museo del Corallo con creazioni meravigliose. Anche a Napoli, però, esiste un simile museo che raccoglie principalmente le migliori opere prodotte dalla ditta Ascione nei decenni.

Il museo ha sede al secondo piano della Galleria Umberto I, a Napoli, nelle sale che affacciano sul Teatro San Carlo. Il percorso museale traccia la storia, attraverso l’esposizione di documenti originali e delle più significative creazioni, dell’azienda torrese dall’Ottocento fino al moderno e al contemporaneo.

Lo spazio museale è articolato in due sezioni: nella prima, di tipo didattico, sono presentati rami di corallo di diversa provenienza e tipologia, gli antichi sistemi di pesca, gli antichi utensili per la lavorazione, numerose collane nei vari tagli e stili, i mercati ai quali erano e sono destinate. Uno spazio è dedicato anche alla lavorazione del cammeo: le conchiglie, gli strumenti, le fasi di lavorazione, gli oggetti finiti danno al visitatore un quadro completo ed esaustivo di questa particolarissima arte.

La seconda sezione è dedicata alla gioielleria: sono in mostra più di 300 oggetti in corallo, cammei, pietra lavica, testimonianze di una rara e raffinata produzione che va dagli inizi del XIX secolo agli anni Quaranta del secolo scorso. Il percorso è corredato da una ricca documentazione cartacea e fotografica che illustra l’attività dell’azienda e i suoi numerosi riconoscimenti per la qualità e l’originalità dei suoi gioielli.

Le visite al museo sono possibili, previa prenotazione, il lunedì dalle 16.30 alle 19.30 e dal martedì al sabato dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.00. La domenica è chiuso. Il costo del biglietto è di 5 euro.

Fonte: www.beniculturali.it

Napoli è piena di testimonianze artistiche e culturali, alcune più note, altre quasi nascoste. Forse in pochi conosceranno il Museo Hermann Nitsch, accolto dalla Fondazione Morra – Istituto di Scienze delle Comunicazioni Visive che promuove e organizza la ricerca, la realizzazione e la divulgazione della cultura delle comunicazioni visive.

Il Museo si trova nel centro città, in Vico Lungo Pontecorvo n. 29/d, non lontano dal Museo Nazionale e da piazza Dante.

Lo spazio, che si può considerare come una coerente continuità concettuale della Fondazione Morra, era nato per ospitare un impianto per la produzione di energia elettrica, e appare subito chiaro il grande lavoro, quasi poetico, di chi ha trasformato una struttura in disuso in un complesso creativo. Il Museo Hermann Nitsch – Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee è un luogo artistico multifunzionale.

I nuclei di cui è composto sono vari:

– la Collezione, caratterizzata da installazioni che Nitsch in collaborazione con Giuseppe Morra ha realizzato dal 1974 ad oggi, si avvicenderà con cadenza biennale;

– il Centro di Documentazione, Ricerca e Formazione, organizzato attraverso l’implementazione informatica di testi, immagini ed eventi che partono dal XX secolo, compone uno scenario in cui il frammento fissato in un determinato punto dispone di contenuti descrittivi, sintattici e critici, determinando in tal modo un riassunto che può prevedere future analisi;

– la Biblioteca-Mediateca classifica e sistema libri, cataloghi, testi critici, articoli, riviste, monografie, interviste, conferenze e dibattiti; questo tipo di catalogazione potrà divenire un archivio per la ricerca della produzione artistica e scientifica e fornire dei percorsi di approfondimento per esperti interessati ad indagini più specifiche di dati storici e culturali;

– il Dipartimento per il Cinema Sperimentale Indipendente riunisce i materiali video delle Azioni realizzate dagli anni ’70 ai nostri giorni, nonché si propone come centro di diffusione e promozione del cinema indipendente, indagando annualmente i generi, le tematiche e metodologie di film-makers storici e contemporanei;

– l’Audioteca di Musica Contemporanea, dal 1940 ai nostri giorni

– e il Centro per le Arti Performative e Multimediali, informatizzati e unificabili ad archiviazioni future, relative ad altri materiali e eventi interdisciplinari, come punti di riferimento di un momento primario di ricerca.

Il Museo non è solo un luogo in cui raccogliere ed esporre i lavori di Nitsch, ma nasce come un soggetto attivo, impegnato a riflettere criticamente sulle opere dell’artista austriaco.

Nitsch, per chi non lo conoscesse, è un artista molto interessante. La sua arte consiste in una continua stimolazione della sensibilità dello spettatore attraverso l’attivazione di tutti i sensi, basata sui fenomeni sinestetici, sull’esperienza, sulla sollecitazione di uno dei sensi per attivare di conseguenza tutti gli altri. Nitsch si ispira alla psicoanalisi, e nei suoi lavori non ha tabù, di nessun genere, anzi utilizza un linguaggio forte e provocatorio proprio per stimolare le sensazioni umane.

Molto presente, nei suoi lavori, è il sangue, simbolo della passione, per lui un retaggio di ancestrali rituali votivi.  Nitsch parte sempre da temi simbolici quali la sconfitta, il peccato, la speranza, la redenzione, la vita e la morte e li evoca attraverso queste sue messe votive, dando vita ad un’esperienza sia fisica che mentale.

Le opere dell’artista austriaco mettono in relazione vino e sangue, carcasse di animali, uomini nudi, frutta e fiori, attraverso la musica del rumore, le grida umane, gli strumenti elettronici, la stimolazione di sentimenti opposti come gioia e dolore.

Il Museo Nitsch è per Napoli un’istituzione sicuramente singolare, che diventerà un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea sperimentale e di comunicazione visiva.

Fonti: www.museonitsch.org

statuetta

Una storia che ha dell’incredibile. Bob Martin, dopo 60 anni, ha restituito a Paestum una statuetta in avorio, raffigurante Dioniso, presa quando era in gita con i suoi genitori. Bob, nel 1958, era solo un bambino e durante una visita a Paestum inconsciamente aveva preso con sè la statuetta credendo fosse un osso di un legionario romano. Quest’importante ritorno è la ciliegina sulla torta. Infatti, Il prossimo 3 giugno si inaugurerà la mostra per i 50 anni dalla scoperta della Tomba del Tuffatore.

La statuetta è stata riconsegnata nelle mani del direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, il quale non è riuscito ad occultare la sua commozione quando gli è stata consegnata l’opera. Il reperto storico, subito dopo, è stato consegnato al laboratorio di restauro del Parco Archeologico, dove sarà pulito e studiato dagli archeologi, per essere poi esposta eventualmente nel Museo di Paestum.

La mostra “L’immagine invisibile. La Tomba del Tuffatore nel cinquantesimo dalla scoperta” sarà visitabile al museo di Paestum dal 3 giugno al 7 ottobre 2018 e mira a raccontare, attraverso oggetti antichi e opere moderne, il contesto religioso, ideologico e culturale che ha fatto della tomba più famosa della Magna Grecia, uno dei più discussi e controversi ritrovamenti del Mediterraneo antico.

Di seguito la foto della statuetta: statuetta

Nella spettacolare cornice di Baia, una frazione del comune di Bacoli, sorge una costruzione risalente al periodo della dominazione aragonese nella città di Napoli, il Castello Aragonese di Baia.
Edificato verso la fine del XV secolo, precisamente nel 1495, per volere del re Alfonso II d’Aragona, assunse notevole importanza per il controllo e la difesa della zona dagli attacchi e dalle frequenti invasioni dei saraceni.

La fortezza è situata su un panoramico promontorio dal quale è possibile ammirare Cuma, il Golfo di Pozzuoli e le isole di Capri, Ischia e Procida, ed è protetta ad est da un alto dirupo a picco sul mare e ad ovest dalla profonda depressione creata dalle ampie caldere – conche di forma circolare o ellittica – di due vulcani definiti “Fondi di Baia”.

L’aspetto che oggi la fortezza assume è l’insieme di più opere di rifacimento avvenute nel corso dei secoli. Quella più significativa fu l’azione di restauro, che ne modificò l’aspetto primitivo, attuata dal vicerè Pedro Alvarez de Toledo a seguito dell’eruzione, nel 1538, del Monte Nuovo, che danneggiò fortemente il Castello. Altri importanti interventi furono condotti nel XVI e nel XVII secolo rispettivamente dall’architetto Benvenuto Tortorelli e dall’ingegnere della Real Corte Francesco Antonio Picchiatti.

Il castello fu inoltre scenario privilegiato di numerosi eventi: nel Settecento fu occupato, per circa un trentennio, dalle truppe austriache e fu occupato per un breve periodo dalle truppe francesi di Giuseppe Bonaparte; durante invece la prima guerra mondiale fu utilizzato come luogo per la custodia dei prigionieri di guerra e nel 1926 per volere dell’Alto Commissariato della Provincia e del Comune di Napoli, la fortezza, attraverso l’Ente Orfanotrofio Militare, fu scelta come sede per ospitare gli orfani dei combattenti caduti in guerra. L’orfanotrofio rimase in vita fino al 1975, anno in cui l’ente fu sciolto.

A partire dal 1984, data la sua interessante posizione a metà strada tra Cuma e Pozzuoli, fu stato scelto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta, come sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei.

Fonte

Museo Madre

Museo Madre

In vista del weekend della Festa del papà, i Servizi educativi del Museo Madre a Napoli propongono un doppio programma di attività a misura bambino. Due giorni per divertirsi ed imparare. Si parte domenica 18 marzo, alle ore 11.00, con IndovinArte_Pompei@Madre, visita-gioco per famiglie alla mostra Pompei@Madre. Ad ogni piccolo partecipante sarà assegnata un’opera il cui nome sarà scritto su un cartoncino posto sulla testa e visibile solo agli altri.

Una sola domanda per turno consentirà ai bambini di indovinare l’opera “interpretata” e condividerla con i propri genitori. Si continua lunedì 19 marzo, alle ore 16.00, con ArcheogiocoAdulti e bambini potranno esplorare la pratica dello scavo e vivere l’emozione della scoperta. Questa attività è consigliata per bambini dai 6 ai 12 anni.

Bambini e genitori si cimenteranno con la realizzazione di un calco in gesso, ispirato alla matrice ottocentesca del calco del cane rivenuto durante lo scavo della domus di Vesonius Primus a Pompei, riprodotta e moltiplicata da Allan McCollum nell’opera in mostra The Dog from Pompeii (1993).

Inoltre sarà possibile Realizzare un calco delle proprie mani, cosi facendo genitori e figli saranno invitati a ricostruire una presenza a partire da un’assenza e a sperimentare una tecnica attraverso la quale creare un’impronta unica del loro legame. Per poter partecipare è necessaria la prenotazione al seguente numero: 081 197 37 254. Domenica l’ingresso sarà a pagamento mentre lunedì l’ingresso sarà gratuito.

Riepilogativo Evento

Dove: Museo Madre

Quando: 18 marzo alle 11:00; 19 marzo alle 16:00

Costo: domenica a pagamento; lunedi gratuito

Napoli – Il sesso è sempre stato una costante nell’arte di ogni tempo: forme falliche, donne formose e scene di amplessi sono state sempre raffigurate sui muri, dipinte o scolpite nella pietra. Per i romani queste espressioni artistiche non erano qualcosa da nascondere o camuffare, anzi simboli di fertilità, divertimento, abbondanza e convivialità. Non era difficile trovare la raffigurazione di un’orgia in una sala da pranzo o organi genitali in pietra per buon auspicio.

Molti di questi frammenti “erotici” della vita quotidiana dei romani emersero nel corso dei primi scavi archeologici fra Ercolano e Pompei. L’Europa di inizio ‘800 non era particolarmente bendisposta verso simili manifestazioni ed i Borbone, per quanto fossero sovrani di più larghe vedute, nemmeno condividevano uno stile di vita tanto dissoluto. Fortunatamente, però, non erano così bigotti da distruggere questi reperti ed, anzi, decisero di esporli nel Real Museo Borbonico, oggi il Museo Archeologico.

In due stanze accessibili dalle scalinate che collegano primo e secondo piano del museo, nascoste alla vista di chi non sa dove guardare, sorse il “Gabinetto Segreto”, nei secoli chiamato anche “Gabinetto degli oggetti riservati”, o anche “osceni e pornografici”. I Borbone decretarono che potessero accedervi solo “persone di matura età e di conosciuta morale”. I moti rivoluzionari del 1848, però, resero i sovrani molto meno tolleranti.

Le opere custodite nel Gabinetto Segreto divennero simbolo delle libertà civili e pertanto andavano nascoste al pubblico. Per qualche anno si discusse circa la loro sorte e furono avanzate numerose proposte per distruggerle, ma nel 1851 l’allora direttore del Museo riuscì a trattare per la loro salvezza proponendo di sigillarle con un sistema che farebbe invidia a qualunque film. Le due stanze vennero chiuse con un portone da tre serrature: le tre chiavi corrispondenti vennero affidate rispettivamente al direttore, al “controloro”, un addetto al controllo dell’area, ed al real maggiordomo reale.

Nemmeno questo sistema accontentò la voglia di censurare: pochi mesi dopo vennero “recluse” all’interno della sezione proibita anche tutte le raffigurazioni di Venere perché mettevano in mostra nudità e, per sigillare definitivamente il tutto, il portone venne murato. Questa assurdità cessò quando Garibaldi occupò Napoli e, siccome non trovò mai la terza chiave necessaria, decise di far scassinare la porta rivelando i tesori custoditi al suo interno.

Tuttavia, il Regno d’Italia non fu meglio disposto dei Borbone nei confronti del Gabinetto Segreto, sottoponendo l’ingresso al suo interno a regole particolarmente rigide. Nel ventennio fascista non si poteva mettere piede all’interno delle due stanze senza un’autorizzazione scritta da parte del Ministro dell’Educazione Nazionale. La situazione si affievolì solo nel 1967, quando finalmente i maggiorenni ebbero il permesso di visitare la sezione. Solo nel 2000 il Gabinetto Segreto ha definitivamente aperto al pubblico.

Fonte: Alfonso De Franciscis – Il Museo Nazionale di Napoli

Paestum – Il Parco Archeologico di Paestum propone due importanti iniziative l’anno 2018. La prima riguarda l’abbonamento annuale “Paestum mia”, che al costo di 25 euro (ridotto 12,50 euro) consente di accedere in qualsiasi momento ovviamente durante gli orari di apertura al parco archeologico e al museo e di partecipare a tutte le iniziative in programma per le quali non è previsto un costo aggiuntivo. Il programma completo del 2018 a Paestum potete trovarlo al seguente link: museopaestum.beniculturali.it

La seconda iniziativa riguarda “Adotta un blocco” delle mura di Paestum. Con soli 50 euro sono previsti una serie di benefici da utilizzare per un anno: ingresso libero, inserimento del nome e l’indicazione del blocco adottato sul sito web del Parco Archeologico di Paestum (per chi lo desidera) e sgravi fiscali. Per sapere di più su questa iniziativa è possibile consultare il seguente link: museo.paestum.beniculturali.it

Caserta – La Reggia di Caserta ospita dallo scorso 8 giugno una mostra multimediale sulla vita e le opere dell’artista viennese Gustav  Klimt. “Klimt Experience”, questo il nome dell’esibizione, conduce i visitatori in un percorso fra i dipinti più belli dell’autore del “Bacio”, fra foto e ricordi della Vienna del tempo con curiosità e misteri dietro il lavoro dell’artista. Il tutto realizzato con l’ausilio di tecnologie all’avanguardia come pannelli un Ultra HD e realtà virtuale.

La mostra sarebbe dovuta durare fino al 31 ottobre 2017, ma il grande successo degli ultimi mesi e l’interesse ancora acceso hanno spinto gli organizzatori a prolungare l’esposizione per altri 3 mesi. Ora, tutti quelli che se la sono persa, potranno ammirare “Klimt Experience” fino al 7 gennaio 2018, dopo le festività natalizie.

Ricordiamo che il costo del biglietto è di 10 euro e che provando il visore della realtà virtuale in uno degli info-point presenti in alcuni luoghi, come il Centro Campania, si avrà diritto ad un buono da 2 euro da consegnare alla biglietteria. Insomma, nessuna scusa per non approfittare delle vacanze ed immergersi nell’arte e nei colori di Gustav Klimt.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la Pagina Facebook dedicata alla mostra: Klimt Experience

La Reggia di Portici torna ad essere più fruibile per tutti. Il sito museale, gioiello del Miglio d’Oro ai tempi del Regno dei Borbone, sarà visitabile con nuovi orari e ingressi scontati.

Entrare alla Reggia, al museo Herculanense e al parco, dal giovedì alla domenica sarà possibile acquistando il biglietto di ingresso al costo di 5 euro nella biglietteria attivata all’interno della residenza borbonica. Invece, le visite guidate per gruppi di massimo 20 persone saranno organizzate su prenotazione, per i bambini fino ai 6 anni l’ingresso sarà gratuito, per i ragazzi dai 6 ai 17 anni costerà 3 euro.

Tutto questo grazie all’impegno e alla collaborazione tra il Dipartimento di Agraria della Università Federico II, il Centro Museale e la Città di Portici.

INFO

giorni e orari di apertura del centro museale

  • Dal lunedì al mercoledì: apertura su prenotazione.
  • Giovedì: dalle ore 15:00 alle ore 18:30*.
  • Dal venerdì alla domenica: dalle ore 9:30 alle ore 18:30*.

 * nel periodo invernale l’ultimo accesso agli spazi museali dell’Orto Botanico saranno consentiti fino a un’ora prima del tramonto.

biglietto

GRATIS minori di 6 anni.

INTERO euro 5,00.

RIDOTTO euro 3,00 valido tutti i giovedì dalle ore 15:00 alle ore 18:30 e per tutti i visitatori tra i 6 e i 17 anni.

Soci extra-MANN: Sconto del 20% sul biglietto intero.

biglietto con visita guidata su prenotazione per gruppi minimi di 20 persone

GRATIS minori di 6 anni.

INTEGRATO: euro 8,00 a persona (valido per tutto il centro museale: Museo Ercolanense, Appartamenti reali, Orto Botanico).

NON INTEGRATO: euro 6,00 a persona (valido per Museo Ercolanense e Appartamenti reali oppure per Orto Botanico).

Infoline e prenotazione

0812532016 (dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 13:30)

prenotazioni@centromusa.it

Sito internet

Museo Archeologico Etrusco De Feis – Istituto Denza

Quando si parla di Museo Archeologico a Napoli, è immediato il collegamento con quello Nazionale di Piazza Museo. Non tutti sanno però che ne esiste un altro, più piccolo e privato, dedicato unicamente al mondo etrusco e situato presso l’Istituto Denza a Posillipo.
Il museo prende il nome di Museo Archeologico Etrusco De Feis ed è stato aperto al pubblico il 18 febbraio del 2015 grazie alla collaborazione avvenuta tra la Soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Regione Toscana e Pasquale Riillo, Padre Provinciale dei Barnabiti di Napoli fino al trasferimento ultimo all’Istituto Denza.

L’esposizione permanente comprende circa ottocento reperti etruschi raccolti nella seconda metà dell’ottocento (1869 – 1882) ed appartengono al periodo che si colloca tra l’età del Bronzo e l’Epoca Imperiale Severiana.
Ogni singolo elemento conservato oggi nel museo proviene dalla collezione di Padre Leopoldo De Feis, affidata fino al 2003 al collegio fiorentino “Alle Querce”. A partire dal 2003, anno di chiusura dell’Istituto, i tesori furono custoditi presso il polo Barbanita di Villa San Paolo a Firenze.

Scendendo nel dettaglio, la collezione comprende oltre 250 reperti come coppe e brocche decorative originarie della città di Orvieto; circa 47 ceramiche rosse del IV secolo a.C. appartenute alla personale collezione dell’illustre famiglia D’Avalos e provenienti sia dalla zona di Montesarchio, in provincia di Benevento, sia dalle terre dell’Agro Piacentino.
Nel museo vi è anche una sezione nella quale è anche conservato un tipico sarcofago etrusco di terracotta che raffigura una donna.
La raccolta archeologica è attualmente distribuita su tre sale conosciute rispettivamente come sala gialla contenente reperti provenienti dalle necropoli etrusche di Orvieto, sala blu con reperti etruschi – ellenistici e quelli donati dai D’Avalos e sala rossa che racchiude reperti romani raggruppati per provenienza, cronologia e donazioni.

Dove: Istituto Denza, via Coroglio 9
Quando: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.30, sabato e domenica mattina su richiesta
Costo: ingresso gratuito ma prenotazione obbligatoria
Per maggiori informazioni: 081 575 75 33

Fonte: denza.it

 

 

 

Sulla collina del Vomero, in pieno centro urbano, è situata un’incantevole e panoramica area verde conosciuta da tutti come parco della Floridiana.
Ubicato in via Cimarosa 77, il parco ospita al suo interno il Museo Nazionale Duca di Martina, un interessante edificio storico utilizzato nei secoli passati come residenza reale dei Borbone che governarono la città di Napoli dal 1734 al 1861.

Partiamo dal principio, come nasce la Floridiana?

La Villa fu acquistata nel 1815 da Ferdinando IV di Borbone con l’intento di donarla, in qualità di residenza estiva, alla sua seconda moglie, Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia e, proprio in suo onore, fu ribattezzata Villa Floridiana.
Tra il 1817 e il 1819, l’architetto Antonio Niccolini intervenne sul rifacimento della Villa donandole un nuovo aspetto in stile neoclassico e realizzò anche la costruzione del parco in puro stile romantico con elementi tipici sia del giardino all’italiana sia di quello all’inglese. Ad ornarlo, invece, ci pensò il direttore dell’Orto Botanico di Napoli Friedrich Dehnhardt, che l’arricchì con oltre 150 specie di piante.

In realtà non fu costruita una sola Villa, ma ben due, rinominate rispettivamente Villa Lucia e Villa Floridia (diventata poi Villa Floridiana). Tuttavia alla morte di entrambi i reali, il complesso fu ereditato dai figli provenienti del primo matrimonio della duchessa, i quali decisero di vendere Villa Lucia al Conte Pasquale Stanislao Mancini, mentre il parco e la seconda Villa furono acquistati nel 1919 dallo Stato. Quest’ultimo, nel 1927, fece edificare il Museo Duca di Martina, all’interno del quale fu esposta la collezione di ceramiche appartenute a Maria Spinelli di Scalea, la quale le aveva ereditate a sua volta dallo zio Placido di Sangro Duca di Martina.

Attualmente visitare la Floridiana significa fruire sia delle bellezze esterne – il giardino che fa da retro alla Villa, valorizzato da un laghetto che accoglie diversi esemplari di tartarughe, (prevalentemente di genere Trachemys) e da un parco giochi per bambini inaugurato lo scorso aprile – che di quelle interne – il Museo Nazionale della ceramica.
Il museo non solo ospita una collezione di circa settemila opere di manifattura orientale e occidentale – porcellane italiane, francesi, tedesche, inglesi, cinesi e giapponesi – ma anche gli appartamenti privati appartenuti alla duchessa, quali la sala da pranzo, una piccola cappella, un atrio, una sala da biliardo, una sala per le udienze e una galleria.

Un vero e proprio polmone verde nel cuore di Napoli, tra i più grandi della città, dove trascorrere del tempo all’aria aperta, rilassarsi con la propria famiglia e godere degli eventi che a cadenza regolare si svolgono al suo interno.

Parco Floridiana
Ingresso gratuito
Orario: 8.30 – 19.00

Museo Nazionale delle Ceramiche Duca di Martina
Orario: lunedì – domenica (martedì chiuso), 8.30 – 19.00
Costo: 4 euro biglietto intero, 2 euro ingresso ridotto
Gratuito tutte le prime domeniche del mese e per il cittadini dell’Unione Europea al di sotto dei 18 anni
Il costo dell’ingresso e gli orari possono variare con esposizioni in corso.

Fonte

Villa Floridiana

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