Parco Carelli, l’ascensore nascosta in una torre che domina Posillipo

Incastonato in una torretta di tufo coronata da una merlatura su archetti pensili, l’ascensore di Parco Carelli domina la collinetta di Posillipo su cui sorge tutto il complesso di edifici del Parco medesimo. Essa fu progettato nel 1914 dall’ingegnere Raffaele La Capria, allo scopo di consentire ai condòmini di non affaticarsi troppo per raggiungere le proprie abitazioni.

D’altronde era stato lo stesso La Capria a realizzare, ancor prima, una delle ville più belle del Parco Carelli, quella contrassegnata dai numeri civici 64 e 68. Originariamente unifamiliare e suddivisa poi in più unità abitative, si caratterizza per l’articolata volumetria aperta verso il mare con ampi terrazzamenti e per il disegno delle aperture di chiaro gusto neogotico.

L’idea omnia del Parco Carelli va, invece, attribuita all’ing. Francesco De Simone, l’autore del Piano Regolatore di Napoli del 1914. Secondo le sue intenzioni doveva essere il primo complesso urbanistico liberty della zona collinare e avrebbe dovuto espandersi lungo quella che già ad inizio Novecento veniva considerata la direttrice dello sviluppo urbano residenziale, via Posillipo. In effetti l’area edificata è ubicata tra la costa di Mergellina e il palazzo Donn’Anna.

Progettato e realizzato rispecchiando inizialmente il disegno originario, la quasi totalità delle aree previste a verde furono – dopo la prima fase (1908-1912) – occupate da un’edilizia intensiva e di scarso valore e anche il collegamento superiore fu realizzato solo successivamente all’apertura di via Petrarca, ovvero intorno al 1926.

Del Parco Carelli oggi rimane sostanzialmente solo la collocazione degli edifici di classe medio borghese, lungo traiettorie interne, strette e sinuose. Si presenta, a grandi linee, ricco e barocco, almeno nella forma impostata inizialmente, laddove si era immaginato un impianto di gusto paesaggistico e di grande attenzione per gli spazi verdi. Tuttavia, l’impossibilità di realizzare un collegamento con la vicina collina del Vomero fino agli anni Trenta del Novecento e i disastrosi bombardamenti del 1943, determinarono una condizione di marginalità, rafforzata da altri episodi di costruzioni di scarso valore architettonico ed ancor di più dall’avanzare anche in questa zona del fenomeno dell’abusivismo edilizio. Tratti di realistico stile neo medievale permangono nella parte alta del complesso edilizio, con accenti marcatamente grevi di stile Liberty, ma con scorci preziosi di vedute panoramiche uniche, tra cui quelle che si possono ammirare dalla torretta-ascensore.

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