“Mandare o andare a carte 48”: ecco origine e significato del detto

Non tutti i modi di dire sono facilmente intuibili: in alcuni casi i significati possono essere molteplici e dipendenti esclusivamente dal contesto in cui vengono detti. Queste difficoltà, in genere, si riscontrano in detti che nel corso dei secoli hanno cambiato ripetutamente significato o, semplicemente, la cui origine è dubbia. E’ il caso di “mandare a carte 48” qualcuno. Di origine napoletana viene usato oggi in gran parte d’Italia ed ha vari significati: mandare al diavolo, mandare in rovina, sconvolgere, far perdere tempo ed, in un’accezione moderna, distruggere o uccidere.

I significati più “negativi” possiamo farli derivare direttamente dai moti risorgimentali del 1848, quella serie di rivolte ed insurrezioni di comuni e regni italiani contro le monarchie straniere che li dominavano. Espressioni come “qui succede il quarantotto” o “mandare a carte 48” sono un modo per indicare che la classica goccia che fa traboccare il vaso è caduta e si è sull’orlo di fare una rivoluzione o un’azione istintiva e violenta.

Il detto, però, esiste da molto prima dei moti in questione e, come abbiamo scritto, ha significati ben differenti. Una prima origine si può ricavare dal gioco della “Scopa”. Gli esperti delle carte conoscono una strategia che prende il nome di “regola del 48”: si tratta, in poche parole, di ricordare le carte prese singolarmente dall’avversario a terra e di giocare tenendo in conto ogni singola mossa dell’altro. Un sistema complesso che richiede grande memoria e grande impegno. In questo caso “mandare qualcuno a carte 48” significa farlo invischiare in un qualcosa di complesso e noioso.

Altra possibile origine è, secondo Lo Sciaqualingua, riscontrabile nell’antica numerazione delle pagine dei libri. Un tempo, infatti, le pagine come le conosciamo noi non venivano considerate, ma si parlava di “carte”: la pagina era, ed è tutt’ora, un lato del foglio, o il fronte o il retro, la carte, invece, era l’intero foglio comprensivo di fronte e retro. Basandoci su questo “mandare a carte 48” potrebbe significare rimandare un lettore ad un determinato punto del libro, particolarmente avanzato. Simbolicamente un modo per mandare qualcuno a perdere tempo a fare qualcosa di inutile.

Al posto di “mandare” qualcuno si trova anche l’accezione di “andare a carte 48”: in questo caso ci si riferisce a se stessi e si ammette di stare andando in confusione oppure di aver perso la pazienza e di star per fare una follia. Per quanto, quindi, tutti questi significati hanno origini diverse il senso si ricollega sempre ad una forma di confusione o di perdita di pazienza.

Potrebbe anche interessarti


Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più