Ville Vesuviane, la Villa Vannucchi

Villa Bruno San Giorgio a Cremano

In diretta controtendenza a quanto si è riferito negli articoli precedenti la sangiorgiese Villa Vannucchi, sita in San Giorgio a Cremano, è uno degli esempi con cui motivare le imprese di recupero e riconversione del patrimonio architettonico del Miglio d’oro delle Ville Vesuviane.

Sul progetto dell’architetto Antonio Donnamaria, intorno il 1755, il complesso sfondò le virtualità della teoria per edificarsi nella realtà. La facciata antistante alla strada è, come all’ora, alle altezze del piano nobile provvista di una partitura di lesene con un doppio ordine di balconi a ringhiere panciute in ferro battuto, e finestre capeggiate da timpani ricurvi, spoglie invece al secondo piano. La facciata che guarda all’imponente giardino, (realizzato successivamente, a partire dal 1783, per opera dell’architetto Pompeo Schiantarelli),  consta di una serie di arcate, logge e porticati; il retrofabbrica è quello che regala un magnifico colpo d’occhio, comparabile alle grandi reggie d’Europa, dove i corpi laterali agiscono da argine al fabbricato, e serrano, con un doppio loggiato sovrapposto all’architettura, le aspettative grandiose del progetto.

giardini Villa Vannucchi

Il giardino era non solo ornamentale ma, anche, una selezione di piante aromatiche e da frutto come gli alberi di Canfora, pini, lecci, palme magnolie, datteri, cedri, mimose, albicocche. Il giardino segue uno schema geometrico all’italiana, articolato da un viale principale che, partendo da una quinta ad esedra in fondo il cortile, conduce ad una fontana con quattro vasche laterali disposte simmetricamente in diagonale, centro da cui dipartono quattordici viali secondari organizzati a raggiera.

A finire la cappella nobile, la sagrestia, l’auditorium, il teatro (ex scuderia) concludono il complesso, ora patrimonio pubblico visitabile gratuitamente.

Villa Vannucchi, particolare
Villa Vannucchi, particolare

La volontà del suo signore, il gentiluomo di camera del re Giacomo d’Aquino Imparato, stravolse completamente i due complessi edilizi (palazzo e casino alla romana) preesistenti al progetto di Donnamaria, e assecondò una elaborazione sintetizzata tra tardo barocco e rococò.

La Villa attraversò diverse fasi di fasti e splendore, ma il periodo Murat rimane il più importante. Nella seconda metà dell’Ottocento la Villa venne acquistata dal conte Lorenzo Van Den Henvel, passando dal 1912 ai Vannucchi.

Indirizzo: San Giorgio a Cremano, Via Roma 43/47

Proprietà: comunale

Visitabile: gratuitamente

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