Ethnos, parte il festival internazionale della musica etnica

Prende il via, nella splendida quanto suggestiva cornice di Villa Vannucchi, fiore all’occhiello del bouquet storico delle ville vesuviane la ventiduesima edizione, dell’ormai internazionale festival Ethnos.

C’eravamo noi sabato a testimoniare, a fronte anche della grande forza delle parole del portavoce alla regione Francesco Emilio Borrelli, del sindaco di San Giorgio a Cremano Giorgio Zinno, che ormai da diverse anni apre favorevolmente le porte alla manifestazione e del direttore artistico Gigi Di Luca,che, per l’appunto facevano leva sulla grande importanza e valenza che possono avere certi momenti di incontro conciliati in un disteso ambiente artistico del quanto mai caldo e attuale tema della convivenza multietnica e dell’accettazione razziale.

Protagonista della serata d’apertura ,nell’anfiteatro della villa, è la nuova stella della musica capoverdina, Lura, artista capace di amalgamare in maniera armoniosa la “saudade”della morna condita da note di Jazz e di danzanti ritmiche africane, degna erede della capostipite e celebre Cesaria Evorà.

La cantante Lura

Il suo dialetto, tra portoghese e creolo ci racconta ambientazioni esotiche ma tramortiscono emotivamente nel racconto di donne, donne forti capaci di amare ed essere madri, e la sua inconfondibile voce potente e sensuale accarezzano la notte sangiorgese in una location gremita e mai timida neanche di fronte ai primi schizzi di pioggia che caratterizzano la serata portando addirittura all’immancabile momento del tutti in piedi occupando l’arena tra le danze coinvolgenti.

La manifestazione, supportata da diversi comuni dell’area vesuviana, dall’assessorato allo sviluppo e promozione del turismo campano, in questa edizione si spinge fino a Bacoli e Massa Lubrense diventando vero e proprio festival etnico del golfo partenopeo, incrementando l’espressione di uno evento capace di oltrepassare la semplice performance musicale ma diventando protagonista di stage e workshop, oltre che di una serata speciale come il premio Ethnos a Tahar Ben Jallun, scrittore marocchino riconosciuto per il suo impegno politico e sociale, serata che andrà in scena il ventinove del mese corrente sempre in Villa Vannucchi.

Ethnos ormai è una realtà ben collocata, vivace forza di colori capace di far risaltare l’incontro tra culture e “risaltare” quello che è il patrimonio culturale dell’area vesuviana, con le sue tradizioni e sui luoghi, il festival itinerante continua e vi consigliamo quindi di seguire scrupolosamente il suo calendario.

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