Terremoto del 23 novembre 1980: alle 19:34 l’Irpinia si fermerà per ricordare vittime


Nonostante ci sia una pandemia in corso, è doveroso fermare per un attimo il tempo e ricordare le vittime del sisma che colpì l’Irpinia il 23 novembre del 1980.

Alle 19:34 in punto, l’ora in cui è avvenuta la tragedia, l’Irpinia si fermerà per ricordare le vittime del terremoto del 23 novembre 1980. Un minuto di silenzio da Avellino al “cratere” dell’Alta Irpinia dove, quarant’anni fa, i paesi vennero completamente distrutti dal terremoto. Nei 118 comuni della provincia si spegneranno le luci in segno di lutto e si fermeranno tutte le attività. A Sant’Angelo dei Lombardi, uno dei centri più colpiti dal sisma, alle 19:34 un carabiniere trombettiere in grande uniforme intonerà le note del silenzio, prima della messa, che sarà officiata nella Cattedrale. La speranza dei sindaci del “cratere” era inizialmente quella di invitare Mattarella e Conte, ma non è stato possibile poiché a causa del Coronavirus sono state sospese le manifestazioni pubbliche.

Ma il premier Conte ha scritto una lettera a Marco Marandino, sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, confermando di poter rendere omaggio a questi territori il prima possibile: “A distanza di un quarantennio, è doveroso ricordare quel disastroso terremoto. Le iniziative da lei annunciate per la ricorrenza del 23 novembre servono a conservare la memoria delle quasi tremila vittime e degli interi borghi che andarono distrutti. La ricostruzione, come è noto, è stata lenta e difficoltosa, ma oggi il Suo territorio mostra i segni di un grande impegno di rinascita e di crescita”.

A Sant’Angelo per la giornata di oggi verrà fatta un’eccezione e saranno in programma le uniche manifestazioni in presenza.

Alle 10:30, presso la Compagnia dei Carabinieri, in corrispondenza del cippo che ricorda i sette carabinieri morti con i loro 29 familiari sotto le macerie della caserma, è prevista la deposizione di una corona d’alloro donata dal Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. Seguirà la diretta su Facebook.

Ci sarà, poi, alle 11:00 l’inaugurazione del parco della memoria, con 432 alberi, uno per ogni vittima del terremoto, che ha consentito di riqualificare l’area intorno all’ex convento di Santa Maria delle Grazie, presso cui ci furono venticinque vittime tra bambine e ragazze dell’orfanotrofio. Il percorso del parco termina dove oggi sorge una quercia, l’unico albero sopravvissuto dal 1980.

Alle 19:34 ci sarà un minuto di silenzio nel “cratere” promosso dalla Prefettura di Avellino. Alle 19:40 sulla pagina Facebook “Terremoto dell’Irpinia, 40 anni dopo”, vi sarà poi la prima visione di un video istituzionale a cura di Scabec S.p.A., con gli interventi del premier Conte e del ministro Lamorgese.

Inoltre, radio e tv locali riproporranno il rumore del terremoto che fu registrato da Radio Alfa 102, la storica emittente radiofonica avellinese guidata all’epoca dal compianto Ciro Vigorito. Quel giorno erano in diretta per trasmettere un programma di musica folk, ma alla fine si ritrovarono a registrare il terrificante rumore dell’interminabile scossa.

Oltre questi eventi, ve ne saranno tanti altri nella giornata di oggi, come il racconto di quella catastrofe attraverso le tante voci di chi l’ha vissuta, analizzando la storia, la politica e la ricostruzione, un servizio di Alessandra Rossi diretto da Mario Maellaro, che andrà in onda questa sera in seconda serata su Rai 3.

Ci sarà poi anche un altro evento in diretta Facebook dove verrà presentato alle 18:00 il documentario “Italia Terremotata”. Una collezione di storie di luoghi feriti e comunità resilienti. Insieme ai direttori del documentario interverranno vari membri della comunità di Senerchia. “Italia Terremotata” integra visualizzazione 3D e narrazione multimodale per raccontare la storia della comunità resiliente di Senerchia, uno dei paesi quasi completamente distrutti dal terremoto del 1980 che causò la morte di 2483 persone, 7700 feriti e 250.000 senzatetto.


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