Musica della tradizione e immagini d’epoca: il concerto di Capodanno on-line di Napulitanata

concerto di Capodanno

Il 2021 si apre nel segno della musica della tradizione e delle immagini d’epoca. Il 1° Gennaio alle 18 la pagina Facebook di Napulitanata trasmetterà in diretta streaming un concerto di Capodanno dedicato ai classici della canzone napoletana.

L’evento accompagnerà l’annuncio della proroga della “Mostra fotografica e sonora della Canzone Napoletana” promossa da Napulitanata, associazione attiva nella promozione del patrimonio musicale partenopeo. L’esposizione, allestita nei locali di piazza Museo, resterà visitabile via Skype e via WhatsApp fino al 15 Gennaio.

Sono state oltre 1300 le persone che hanno visto finora la mostra online, con prenotazioni che ci sono arrivate da Catania, Torino, Bordeaux, San Francisco e Belo Horizonte” hanno dichiarato Mimmo Matania e Pasquale Cirillo, che saranno a capo della compagine musicale. “Abbiamo deciso di posticipare la chiusura per poter soddisfare al meglio le richieste che stanno continuando ad arrivarci”.

Al centro del repertorio con cui si cimenterà l’orchestra ci saranno i brani di Renato Carosone e Sergio Bruni. Una scelta non casuale, che sottolinea l’avvicendamento tra la chiusura delle celebrazione del centenario carosoniano e l’avvio di quello bruniano.

Il concerto di Capodanno sarà preceduto da un assaggio della mostra. Collegandosi sul profilo Facebook di Napulitanata sarà quindi possibile apprezzare alcuni degli scatti più significativi dell’esposizione, raffiguranti la città di Napoli e realizzati dai primi fotografi partenopei del ‘900.

Il concerto di venerdì 1° gennaio vedrà la partecipazione di Manuela Renno e Pasquale Pirolli come voci, di Fabio Esposito alle percussioni, di Giuseppe Arena al contrabbasso, di Pasquale Cirillo al pianoforte, di Antonio Sacco alla tromba e di Mimmo Matania, fisarmonica.

La “Mostra fotografica e sonora della Canzone Napoletana” è un’iniziativa di Napulitanata attuata con il contributo della Regione Campania e il patrocinio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e del Comune di Napoli.

Potrebbe anche interessarti