Pompei: Riapre al pubblico la Casa degli Amorini Dorati

Scavi_Pompei_3[1]

Napoli, città dallo splendore eterno! La nostra continua ad essere una città viva e densa di cultura, che permea di storia e di bellezze, spesso però gestite male da anni e anni di cattive amministrazioni. Ma stavolta noi di VesuvioLive siamo contenti di segnalarvi una bellissima notizia riportata sul sito Casertanews.It.

Riapre al pubblico da Venerdì 21 giugno la Casa degli Amorini dorati, dopo un accurato intervento di restauro. All’incontro con la stampa, previsto per le ore 11, saranno presenti il direttore degli Scavi di Pompei D.ssa Grete Stefani e il direttore tecnico dei lavori Arch. Carmela Mazza che illustreranno gli interventi che hanno consentito di ripristinare l’originario splendore della domus.
L’edificio, un’abitazione signorile che occupa il lato meridionale dell’insula 16 della regione VI, è una delle più rinomate di Pompei per gli affreschi ed i mosaici che documentano le varie fasi costruttive della domus, derivata dall’unione di due piccole dimore del III e II sec. a.C., unite alla metà del I sec. a.C. in un nuovo progetto edilizio molto più articolato, con la creazione di un grande e singolare peristilio con un lato scenograficamente sopraelevato.

La casa deve il nome ad alcuni dischi di vetro con foglia d’oro in cui erano incisa la figura di un Amorino, che decoravano la stanza da letto matrimoniale del proprietario, di cui resta in sito uno solo degli esemplari. Gli affreschi principali risalgono al cosiddetto Terzo stile pompeiano ed illustrano alcuni episodi della mitologia greca; danneggiati dal terremoto del 62 d.C., alcuni di essi vennero restaurati “in stile”, dato che dimostra l’interesse quasi antiquario del proprietario per la conservazione dei capolavori che ornavano la sua dimora. Molto significativi i due luoghi sacri della casa: un larario con colonnine in marmo in cui si rinvennero le statuette di Giove, Giunone e Minerva, Mercurio e dei due Lari, ora conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli; un larario dipinto con le raffigurazioni delle divinità egizie Iside, Serapide, Arpocrate e Anubi e di vari strumenti di questo particolare culto, che aveva a Pompei molti seguaci.

I lavori di restauro hanno interessato il rifacimento delle coperture; il restauro delle strutture; la pulitura ed il consolidamento delle pitture parietali che presentavano gravi distacchi dal paramento murario e problemi derivanti dall’umidità; il consolidamento delle cornici in stucco di Primo stile conservate in alcuni ambienti; la pulitura e il consolidamento dei pavimenti a mosaico e in cocciopesto.

Infine è stato ripristinato il giardino al centro del peristilio ed un piccolo giardinetto interno, tenendo in considerazione i dati di scavo e riproponendo la sistemazione a verde realizzata agli inizi del Novecento. I lavori di restauro sono stati eseguiti con fondi della Soprintendenza Speciale ai Beni archeologici di Napoli e Pompei all’interno della programmazione ordinaria delle attività di manutenzione e restauro.

Potrebbe anche interessarti