Dell’Olio: “Astori ritrovò il mio portafogli, ma io non ho mantenuto la promessa”

Astori“Un giocatore si giudica dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia” cantava De Gregori in una sua famosa canzone, un uomo anche dall’onestà e dai suoi esempi concreti. In entrambi i casi Davide Astori avrebbe meritato 10! Un voto che ora vorrebbe tanto dargli Marco Dell’Olio, anche per scusarsi di non aver mai mantenuto la promessa fattagli davanti alla moglie, ai genitori e alla figlioletta Vittoria. Se, però, quest’ultima saprà quanto fosse stimabile suo padre come persona, ancor prima che come calciatore, un po’ lo dovrà anche al racconto che il giornalista fiorentino ha voluto regalare a tutti i suoi fan, idealmente uniti giovedì scorso davanti alla Basilica di Santa Croce, per i suoi solenni funerali.

Non importa quanto ci fosse nel suo portafogli quel giorno di un anno fa, perché il gesto di Astori varrà per sempre molto di più. Quel giorno probabilmente faceva freddo e magari pioveva anche, o chissà, forse c’era il sole a scaldare una giornata cominciata non proprio nel migliore dei modi per Dell’Olio: aveva chiesto un mutuo ad una banca, ma gli avevano risposto picche. Così, per digerire l’amaro boccone, il giornalista aveva deciso di andare a pranzo al ristorante. Era mezzogiorno, ma il portafogli sembrava scomparso. Così i bocconi da mandar giù erano diventatiti due, ma i soldi per farlo davanti ad una bella bistecca fiorentina non c’erano più.

Proprio nel momento di maggior sconforto – come racconta Dell’Olio a Sky – però entrò in gioco Astori: “Passeggiavo per il centro, sconsolato. Erano le 12,30. Squilla il telefono, è la Fiorentina. Dentro di me penso, da buon giornalista: ‘Eccoci, cosa avrò scritto di male? Adesso si lamenteranno di qualcosa…’. Rispondo. E’ Luca Di Francesco, dell’ufficio stampa della Fiorentina, che mi dice: ‘Marco hai perso il portafoglio?’, e io ‘Sì, ma come fai a saperlo?’. E lui: ‘Lo hai perso sui lungarni, lo ha ritrovato Astori. Lo ha aperto, ha visto il tuo tesserino da giornalista e ci ha chiamato. Ti sta aspettando davanti al Noir, quel locale sull’Arno’. Incredibile, pensai! Arrivai lì. Lui, il suo sorriso. Il passeggino, la compagna, i suoi genitori. La solita passeggiata mattutina nel cuore di Firenze che era giunta a conclusione. Lo ringraziai, ci scattammo una foto assieme (quella che vedete) e gli dissi: ‘Da oggi 8 in pagella tutte le domeniche’. Lui scoppiò a ridere. Non ho mantenuto la promessa. Sei da dieci Davide”.

 

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