Serie A, giro di vite per i tifosi. Al via il codice di condotta. C’è anche il Daspo digitale

Tifoso avvisato e mezzo salvato. Partirà con l’inizio della prossima stagione agonistica il lancio del codice di gradimento o di condotta che regolamenta il comportamento da tenere al momento dell’acquisto del singolo tagliando o dell’abbonamento.

Voluto fortemente dall’attuale Ministro degli Interni Matteo Salvini, il Protocollo d’Intesa è stato siglato il 4 agosto del 2017 dall’Osservatorio per le Manifestazioni Sportive, Coni, FIGC e Leghe. E imposto agli stessi club che si sono dotati di un documento per evitare eventuali sanzioni. Il decalogo delle norme viene accettato e sottoscritto dal singolo tifoso al momento dell’acquisto del tagliando. Anche il Napoli sul sito ufficiale lo ha pubblicato (CLICCA QUI).

Il codice di condotta è valido per tutte le società sia professionistiche che dilettantistiche e in molti casi è consultabile sul sito ufficiale del club. Lo ha ricordato anche il responsabile vendite e marketing della SSC Napoli Alessandro Formisano. La società di De Laurentiis è tra quelle in Serie A che ogni anno paga profumatamente in multe le intemperanze dei suoi fedelissimi. Nella stagione 2018/2019, le sanzioni ammontano a 87.500 euro.

COSA PREVEDE IL CODICE

Le misure previste riguardano tutti quei comportamenti che in qualche modo potrebbero danneggiare la libertà altrui durante lo svolgimento dell’evento sportivo. Ma vengono sanzionate anche tutte quelle condotte ritenute pericolose per l’incolumità fisica, violente e/o offensive.

In gran parte ricalcano delle norme già previste nelle regole di accesso e uso dello stadio (CLICCA QUI). Ad esempio è già previsto che per le coreografie sia indispensabile l’autorizzazione delle autorità oppure il divieto di sedersi sulle scale anziché sugli appositi posti assegnati.

LA NOVITA’

La grande novità è quella ribattezzata come Daspo digitale. In sostanza anche una condotta considerata lesiva dell’immagine del club, dei suoi dipendenti, degli steward, posta al di fuori dell’evento sportivo e addirittura sui social network, organi di stampa, trasmissioni sportive, potrebbero far scattare l’allontanamento del tifoso incriminato e individuato dalla società fino al divieto di recarsi allo stadio durante una gara ufficiale.

Il pericolo sottostante a questo tipo di normativa è quello di una possibile censura nei confronti di persone riconosciute dai club come scomode, sgradite. Inoltre è costituito un Organo di Vigilanza per giudicare ed eventualmente rivedere la decisione presa dalla società che è formato da tre membri dello stesso club. Se fosse ancora vivo Giovenale risponderebbe così: “Chi sorveglierà i sorveglianti stessi?“.

LE SANZIONI

Sono previste diverse sanzioni che la società potrà comminare al seguito dell’individuazione del tifoso indigesto. Si va dall’ammonimento fino alla revoca del gradimento passando per la sospensione e l’allontanamento immediato. La punizione più dura è quella della revoca che prevede l’interdizione dall’accesso allo stadio da un minimo di 3 anni fino ad un massimo di 8.

Quello che c’è capire è quanto dalla teoria si passerà alla pratica. Sarà molto complicato una applicazione costante e completa del codice di condotta o di gradimento. Ma la strada aperta è quella che va in una direzione di un sempre più rigido controllo dei tifosi volto a reprimere ogni tentativo di abitudine sgradita.

Un possibile giro di vite che ha di fronte un serio problema. Se le società davvero cominciassero ad allontanare tutti quei tifosi che espongono striscioni contro la presidenza (allo stadio o in città), oppure quelli che su Facebook si esprimono in maniera colorita nei confronti di calciatori e stesso presidente, cosa potrebbe accadere? Un inevitabile svuotamento degli stadi che va in netto contrasto con l’azione messa in campo dalla SSC Napoli. La campagna abbonamenti e la previsione dei prezzi per l’acquisto del singolo tagliando vanno nella direzione completamente opposta.

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