Razzismo, 10mila euro alla Fiorentina per i cori su Napoli: si attende per il caso Koulibaly

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Ci risiamo. Dopo una grande serata di sport, una partita divertente tra Fiorentina e Napoli che ha visto trionfare gli azzurri per la settima volta consecutiva in campionato, non si può parlare di ciò che è successo sul campo. L’attenzione è necessariamente focalizzata sulle zone limitrofe, precisamente gli spalti. Perché è lì che si consuma l’ennesimo esasperante episodio di razzismo nei confronti di tre calciatori azzurri: Koulibaly, Anguissa e Osimhen.

La sanzione alla Fiorentina

È però appena arrivata la sanzione per la Fiorentina per i cori di discriminazione territoriale: soltanto 10mila euro di multa, esattamente come successo ad Udine. Praticamente nulla. E niente vieterà che episodi del genere si ripetano di nuovo.

Per quanto riguarda invece il caso Koulibaly, il Giudice sportivo ha deciso di “non adottare provvedimenti sanzionatori nei confronti della Società, riservandosi in seguito di adottare conseguenti misure, ove di competenza” quando la Procura Federale avrà concluso il procedimento di indagine sui fatti.

Cosa è accaduto durante l’episodio al termine di Fiorentina-Napoli che ha visto coinvolto Koulibaly.
Anno 2021. La mia squadra del cuore perde contro un avversario più forte, vedo un giocatore della squadra avversaria uscire dal campo e noto che il colore della sua pelle non è uguale al mio. Raggruppo tutte le energie che la mia ignoranza può concedermi per vomitargli addosso tutta la frustrazione accumulata, e protetto dalla distanza che ci separa, gli urlo “Scimmia di m***a”.

L’avvocato di Koulibaly, Fulvio Marrucco, ha detto la sua: “È uno schifo, in Italia non è mai stata presa in seria considerazione la vicenda del razzismo. Da italiano, gli ho mandato un messaggio di scuse. È bellissimo come abbia risposto e come ripeta sempre che lui gioca nel Paese Napoli, da lui difeso strenuamente contro ogni tipo di insulto. Si sente napoletano. L’unità d’Italia, per me, non è mai stata conseguita: ritengo il popolo meridionale molto più maturo di quello settentrionale. Penso che Napoli venga insultata per una questione d’invidia che travalica l’aspetto meramente sportivo“.

Sono ovviamente arrivate subito le scuse da parte della Fiorentina e del sindaco Dario Nardella nei confronti di Koulibaly. Il senegalese è stato ascoltato dagli ispettori della Procura federale ed è stata aperta un’inchiesta. Questo episodio è la dimostrazione che qualcuno non impara dagli errori. Solo una decina di giorni fa, è stato individuato il tifoso della Juve che aveva insultato Maignan, portiere del Milan, per il colore della pelle. Denunciato per istigazione all’odio razziale, sanzionato per violazione del regolamento dell’Allianz Stadium e Daspo.

Cori razzisti nei confronti di Koulibaly: i precedenti

Già nel 2016, durante un Lazio-Napoli vinto dagli azzurri, la curva della Lazio cominciò a bersagliare Koulibaly con una serie di “Buuu” ad ogni tocco di palla. La sanzione fu la chiusura della Curva Nord per due turni e 50mila euro di multa. La risposta del senegalese fu da applausi, un gesto spontaneo. Alla fine della partita si è avvicinato alla tribuna e ha regalato la sua maglia a un bambino. Una lezione di educazione e di civiltà.

Nel 2018 fu la volta di Inter-Napoli. Sempre Koulibaly il bersaglio, che addirittura quella volta fu espulso dall’arbitro per essersi innervosito e prese 2 giornate di squalifica. Le autorità calcistiche italiane in quel caso sanzionarono l’Inter con due partite da disputare a porte chiuse e con la chiusura parziale dello stadio per una terza gara casalinga dell’Inter. La partita successiva arrivò la straordinaria risposta del San Paolo: tante maschere di KK sugli spalti e il grido “Je suis Koulibaly” a sostenere il senegalese.

Questioni “razziste” sono state sollevate già secoli fa, ma lì poteva anche esserci la scusa della poca conoscenza del mondo. Basti pensare che nel 1857, nel testo “Indigenous races of the earth”, si sostiene in maniera scientifica che i neri siano biologicamente intermedi tra i caucasici e gli scimpanzé. Ma ormai le scuse non ci sono più. Millenni di storia e di evoluzione scientifica e culturale per alcuni sono serviti soltanto per creare gli smartphone. Praticamente una perdita di tempo.

Ora bisogna fare attenzione. Guai a fare di tutta l’erba un fascio. Sarebbe semplicistico offendere tutti i laziali, gli interisti, i fiorentini. Il colpevole è solo chi commette l’atto, a quale schiera appartiene non ci interessa. Sarebbe solo un modo per rispondere al razzismo con altro razzismo. Ce lo ricorda anche Juan Jesus con un post da applausi sul suo profilo Instagram. E noi non siamo così.

 

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