Tifoso del Borussia perde la vita durante la partita. Commovente quello che accade in campo

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Come si affronta la morte? Con l’indifferenza? Con la paura? E quando a morire è un tifoso di una squadra avversaria, come ci si comporta?

Vesuvio lavali” oppure “terroni di merda”, sono alcune delle tante offese che spesso vengono rivolte nei confronti delle squadre del merdione, alla SSC Napoli per prima, quando succede in Italia si può pensare ad episodi di discriminazione, e capisci quanto uno sport che dovrebbe unire le persone, al di là del colore della maglia e del colore della pelle, della provenienza e della lingua,  ci separa pronunciando solo delle semplici parole, ma che se urlate da migliaia di persone in uno stadio possono spezzare ciò che va oltre il calcio, la nostra umanità.

Il peso delle parole, sopratutto all’interno di uno stadio è da sempre uno dei fattori scatenanti di risse e sospensioni di partite, ma fermiamoci un attimo, e riflettiamo, se le parole possono davvero avere questo peso, perchè non urlare qualcosa che anzichè distruggere, possa costruire qualcosa?

La dimostrazione di ciò arriva dalla Germania, e pensare che la patria di un Hitler possa mostrare più solidarietà e calore della terra soprannominata il “Bel Paese” dovrebbe darci modo di riflettere un pò a tutti.

Ieri un tifoso del Borussia è deceduto sugli spalti dello stadio, mentre si giocava Borussia Dortmund – Mainz, la causa del decesso è stato un attacco di cuore, ma non è su questo che voglimo soffermarci, non ora e non oggi, ma su ciò che è accaduto in seguito alla morte del tifoso del Borussia, il resto della partita si è svolto in rispettoso silenzio, ma ciò che vogliamo che sappiate è ciò che è accaduto dopo la fine della partita, i tifosi del Borussia, che fino a un attimo prima erano in rigoroso silenzio hanno cantato sulle note di “You’ll Never Walk Alone”, proprio come avrebbe desiderato il tifoso deceduto, e a tener fede al titolo della canzone a cantare non c’erano solo i tifosi del Borussia ma a loro si uniscono anche i tifosi avversari, perchè quel giorno nessuno doveva cantare da solo, e nessuno dovrebbe mai farlo.

Abbiamo assistito a qualcosa che trascende il concetto di diversità, o di semplice tifoseria, abbiamo visto come il calcio, nella sua più pura forma abbia unito due tifoserie, persone  che probabilmente non si rivedranno una seconda volta nella vita, ma per 90 minuti erano uniti, al di là della maglia, al di là della vita e della morte.

Questo è il calcio.

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