De Laurentiis sullo stadio: “Posso emigrare in Inghilterra”

San Paolo

Ieri sera, così come in tante altre occasioni, l’atmosfera e il colpo d’occhio del San Paolo era di quelle da spot per chi ama il calcio. 50.000 persone per sostenere gli azzurri che grazie ad una prova quasi perfetta hanno azzittito Conte e i suoi calciatori. Ma il Napoli e il calcio italiano hanno bisogno di stadi all’altezza per poter competere sia economicamente che, successivamente, tecnicamente con i maggiori competitors europei.

Questa mattina il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, nel corso della conferenza stampa nella quale ha svelato le date del prossimo ritiro azzurro nella località trentina di Dimaro, ha parlato a lungo della annosa questione San Paolo. Oggi pomeriggio è previsto l’incontro decisivo con il sindaco Luigi De Magistris. E se il primo cittadino prosegue nello spendere parole ottimistiche su un presunto accordo tra la società e il Comune di Napoli, quei 5 milioni di debito della società nei confronti dell’amministrazione, pesano come un macigno sulla trattativa che dovrebbe portare il patron del Napoli a firmare una convenzione.

Su questo tema, De Laurentiis promette battaglia: “Oggi alle cinque incontrerò il sindaco per capire se devo andare via da Napoli o meno. Ma se vado via da Napoli vi fate la c e vi tenete il sindaco. Mi sono stancato, dall’altra parte ci sono muti e sordi. Siamo all’ultima tappa. Vedremo quanto a loro sta a cuore. Il sindaco dice che non si può togliere la pista di atletica? Deve accontentare qualche consigliere. Io dissi che avrei costruito piste di atletica da altre parti. Bagni chiusi al San Paolo? Il comune mi dà l’impianto due ore prime delle gare, ci ho messo i bagni chimici”

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