Casms: in Europa i tifosi italiani i meno presenti e i più violenti

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C’era una volta l’Italia, un Paese di santi, navigatori e allenatori. C’era l’Italia della domenica, quella che migrava da una città all’altra dello Stivale in cerca di un sogno da spingere dentro una rete, in cerca di una partita indimenticabile da attaccare nell’album dei ricordi sotto la categoria “Io c’ero”. Da alcuni anni a questa parte l’album raccoglie, invece, quasi esclusivamente storie di incidenti, tafferugli e tragiche morti. Un esempio per tutti, l’assassinio del tifoso napoletano Ciro Esposito prima della finale di Coppa Italia 2013-2014 Napoli-Fiorentina. Questo è il sunto del Rapporto 2014 stilato dal Casms (Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive) per conto del Ministero dell’Interno.

Una disamina molto analitica quella svolta dall’organo di massima rappresentanza circa la sicurezza legata agli eventi sportivi. Il Casms ha, di fatti, analizzato tutti i dati della scorsa stagione legati alle gare giocate in Italia nei campionati professionistici e non, agli spettatori televisivi e a quelli da stadio. Il Rapporto evidenzia, inoltre, la media spettatori per partita e le percentuali di affluenza allo stadio.europei. Dati ovviamente piuttosto avvilenti, che divengono ancor più emblematici della crisi calcistica italiana se paragonati a quelli degli altri maggiori campionati  L’Italia è ultima in tutte le classifiche, tranne che in quelle relative agli incidenti. Insomma, se il quadro – inteso come spettacolo da ammirare non è proprio dei migliori, vista la pochezza di grandi campioni presenti in quello che una volta era il campionato più bello del mondo -, la cornice non è certo da meno.

Eccoli i dati che mettono a nudo una nazione vestita ormai dei panni meno nobili del calcio europeo: l’Italia conta 22 milioni di cittadini appassionati di calcio. Di questi, considerando tutti i campionati professionistici, sono 12. 328.000 quelli che nel 2013-2014 hanno seguito la propria squadra. Molti lo hanno fatto, però, tramite le televisioni a pagamento, una delle cause della disaffezione nei confronti degli impianti sportivi. Infatti, la media spettatori televisivi per giornata è stata di 9.200.000. Numeri che da soli forse non riescono a definire drammaticità (sportivamente parlando) della situazione del nostro sistema calcio.

Una rapido confronto con le statistiche delle altre potenze d’Europa renderà molto più chiaro il tutto.

Spettatori stagionali del massimo campionato: Inghilterra 16.900.000, Germania 15.400.000, Spagna 13.400.000, Francia 11.000.000, Italia 9.800.000

Percentuale di riempimento degli stadi: Inghilterra 92%, Germania 89%, Spagna 71%, Francia 66%, Italia 52%

Affluenza media di spettatori per partita: Germania 42.634, Inghilterra 35.921, Spagna 28.237, Francia 25.250, Italia 22.591

Una della cause principali di questo allontanamento dei tifosi italiani dagli stadi è rappresentato certamente dalla paura di restare vittima di incidenti dentro e fuori gli impianti. Anche in questo caso, infatti, i numeri parlano chiaro: rispetto alla stagione 2012-2013 quella 2013-2014 ha visto un sostanziale aumento di scontri e feriti, diminuiti solo rispetto all’annata 2005-2006.

Ecco i dati forniti dal Casms:

Partite con feriti, + 37,2%

Feriti tra civili, + 35,2%

Feriti tra le forze dell’ordine, + 87,8%

Feriti tra gli steward, + 145%

E’ la serie A quella in cui l’aumento è stato più rilevante, seguita subito dopo dalla B, mentre a sorpresa la Lega Pro ha mostrato un vistoso calo dei feriti, a dire degli esperti causato dalla presenza di meno squadre blasonate rispetto al solito. Di questo passo, però, di squadre blasonate italiane ce ne saranno sempre meno anche nelle categorie superiori, ammesso che ciò non stia già avvenendo.

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