Ospedale Loreto Mare, i numeri della vergogna: poco personale e macchinari rotti

loreto mare

Numeri da manuale. Così si possono definire quelli dell’Ospedale Loreto Mare di Napoli durante il periodo estivo, numeri che indubbiamente fanno discutere.

Il pronto soccorso è il reparto più affollato del nosocomio, decine di persone colmano i lettini di emergenza in attesa di cure, sono le 14.30 e la colonnina di mercurio sfiora i 36 gradi, la temperatura è rovente e a nulla serve l’aria climatizzata che circola in ospedale. Restano in attesa una donna colpita da un malore, un uomo con un possibile infarto in corso, e un ragazzo vittima di un incidente in strada. Medici e paramedici si danno da fare mentre circa dieci guardie giurate provano a tenere a bada gli animi evitando litigi e aggressioni al personale.

Al pronto soccorso del Loreto Mare la parola d’ordine sembra proprio essere “emergenza”, immediatamente tutte le persone colte da malore o coinvolte in incidenti accorrono al nosocomio via Marina, che abbraccia non solo la parte cittadina ma anche persone provenienti dai comuni di San Giorgio a Cremano a Portici, fino ad accogliere spesso anche persone di Ercolano e Torre del Greco. Troppi pazienti e poco personale, il mese di Agosto è micidiale, perché se da un lato inspiegabilmente aumentano le emergenze, dall’altro diminuisce almeno del 30% la presenza di personale che intanto si gode beatamente la tintarella estiva.

C’è poco di cui vantarsi al Loreto Mare, il personale non ricopre adeguatamente le esigenze e i due macchinari per le TAC sono guasti (costringendo così i pazienti a trasferirsi in altri presidi ospedalieri). I numeri parlano chiaro, su un personale che nella norma conta  157 medici e 229 infermieri, nel mese di Luglio e Agosto, vede diminuire il personale a disposizione di almeno un terzo, mettendo altamente in discussione la possibilità di rendere al meglio i servizi utili per i cittadini in difficoltà. E c’è un paradosso: nonostante un intero reparto sia vuoto i corridoi sono pieni di barelle con i pazienti.

Numeri da capogiro? No, numeri della vergogna!

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