La disuguaglianza della morte: lo Stato interviene al Nord, a Napoli no

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Spesso la parola “estate” si traduce in “sballo”. Ne sanno qualcosa i familiari della giovane vittima deceduta per aver consumato una dose di ecstasy nella famosa discoteca della riviera romagnola, il Cocoricò. La morte di Lamberto Lucaccioni ha provocato la chiusura immediata del locale, per una durata di 4 mesi. L’intervento del Prefetto si è reso quasi scontato in seguito al polverone mediatico sollevatosi e ai precedenti tutt’altro favorevoli che hanno riguardato negli anni la discoteca dello sballo, la più conosciuta d’Italia.

Se da una parte del Paese si piange per una vittima innocente, caduta nella follia dello sballo estivo, anche a Napoli in queste ultime ore si riversano lacrime per un giovane 22enne. Luigi Galletta, meccanico di mestiere, è stato sparato dalla camorra per aver detto “no”. No ad una richiesta della malavita che si è fatta giustizia ammazzandolo con crudeltà. Ieri si sono svolti i suoi funerali.

All’indomani della morte del giovane “sballato”, a prendere una posizione netta e decisa è stato il ministro degli Interni, Angelino Alfano: “Contro lo sballo che uccide adotteremo la tolleranza zero. Non possiamo rimanere a guardare i ragazzi distruggersi il cervello e rischiare la vita. Se non addirittura perderla“, così il leader dell’Ncd sulle pagine del Corriere della Sera. La promessa è di effettuare controlli a tappeto nei locali maggiormente frequentati con un tasso di rischio maggiore. Tutto giusto se solo Alfano non avesse trascurato reiteratamente Napoli e la camorra.

Il ministro dimentica completamente che a Napoli negli ultimi giorni la malavita organizzata è in guerra, che di mezzo ci è andato un incensurato, un ragazzo innocente. Non una parola, non una promessa. Nulla. Un silenzio angosciante e un immobilismo del governo vergognoso. La città partenopea viene abbandonata a se stessa e la camorra occupa con facilità tutti gli spazi che lo Stato lascia volontariamente alla criminalità.

La camorra con le sue stragi dovrebbe essere tra i primi punti di discussione ma questo rappresenterebbe la normalità di un governo serio e responsabile. Ma così non è.

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