Giuseppe Parrella, il laureato “nomade” che sogna il ritorno in Italia

Giuseppe Parrella
Foto da Il Fatto Quotidiano

Quando una madre vede partite il proprio figlio, viene colpita sempre da una sensazione di dolore e da un barlume di speranza nel vederlo tornare prima o poi. Così dovrebbe essere anche per l’Italia, patria e mamma di tanti giovani italiani che salutano le famiglie per andare all’estero per realizzare i propri sogni, il proprio futuro, che purtroppo nel paese in cui sono nati, sembra non essere dei migliori.

Sono sempre di più i figli che con un po’ di malinconia e un nodo in gola si allontanano dai loro affetti, e lo fanno per crescere, per diventare adulti ed affermarsi, perché altrimenti si resta fermi nel turbinio dell’attesa di un posto che arrivi dal cielo a colmare le aspettative di ognuno. Partire per crescere, per conoscere, per allargare i propri orizzonti, come ha fatto Giuseppe Parrella, un giovane di Montoro, un comune di 20mila abitanti in provincia di Avellino, partito nel 2008 per studiare a Roma e non ha più fatto ritorno a casa.

La sua vita, così come il giovane racconta a Il Fatto Quotidiano, è fatta di partenze, l’unica meta italiana fu proprio Roma, ma le successive partenze furono tutte dirette verso l’estero. Inghilterra, Svezia, Spagna, Scozia, Burkina Faso, Giuseppe Parrella non si è fermato al primo viaggio dissetando sempre di più la sua voglia di conoscenza.  Si è rimboccato le maniche, ha svolto anche i lavori più umili come ad esempio in Scozia dove ha fatto il cameriere in un bar e in un ristorante, ha frequentato una scuola di lingua inglese e poi successivamente il college per ottenere la Laurea Specialistica in Relazioni Internazionali. Ha 26 anni Giuseppe, ma vanta già un curriculum da urlo, ha insegnato come volontario a Burkina Faso, in Spagna si è occupato di relazioni internazionali in una scuola grazie all’ottima conoscenza dello Spagnolo dovute alle ricerche sul campo per la laurea specialistica svolte in Colombia, mentre a Gennaio 2015 inizia un’esperienza in un giornale internazionale a Bruxelles.

In ordine cronologico, l’ultimo progetto a cui ha partecipato riguarda l’Erasmus Plus, a cui hanno lavorato ben 7 paesi.

Adesso Giuseppe Parrella è in Svezia, condivide un appartamento con altri colleghi e sogna di poter tornare in Italia a lavorare, ma ammette che il suo “bel paese” non è pronto ad accogliere quei giovani che si sono allontanati per crescere e riportare all’Italia un apporto positivo. Il rapporto con la sua patria si divide tra odio e amore, disprezza con tutto se stesso ciò che in Italia non funziona ma ama profondamente quelle tradizioni che fin da bambino gli hanno trasmesso. Il giovane giramondo, fa un punto sulla sua vita, e a 26 anni sembra avere le idee chiare, partirà ancora perché ormai non riuscirebbe ad immaginare la sua vita senza partenze e ritorni, e consiglia a tutti i ragazzi come lui di viaggiare, di conoscere nuovi posti, nuove persone e nuove culture, per crescere, ma il suo sogno è sicuramente uno: quello di poter prima o poi, poter tornare in Italia!

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