Poliziotto salva neonato, la mamma al capo: “Deve sapere ciò che ha fatto”

Bimbo in ospedale

Napoli – La storia del piccolo Vincenzo, di appena diciotto mesi, vittima di un malore, non solo si è conclusa a lieto fine ma con infiniti ringraziamenti nei confronti di chi ha accolto il grido disperato di una madre, facendosi letteralmente in quattro per cercare di salvarlo.

La stima della madre, Maria S., nei confronti di Giuseppe Barucci, il poliziotto che l’ha aiutata, è enorme. Gioia infinita pervade il suo animo da mamma. Queste le sue parole rivolte a Giuseppe Beatrice, comandante del IV Reparto Mobile per ringraziare pubblicamente e doverosamente il suo assistente: “Anche se avessi scritto centinaia di pagine non sarebbero bastate a ringraziare Giuseppe per quello che ha fatto. Volevo che tutti sapessero cosa ha fatto quest’uomo per il mio bambino.”

La famiglia di Vincenzo risiede in zona Capodichino. Come riportato da Il Mattino.it, il poliziotto, in ferie, si è subito precipitato in zona non appena ha sentito le urla della madre, in panico perché il piccolo non riusciva a respirare. Ha fermato un’auto in strada per trasportarlo in ospedale e durante il tragitto ha cercato di rianimarlo, praticando un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, dato che le sue condizioni si stavano decisamente aggravando. Una volta giunti nel pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco, il piccolo è stato visitato da un medico che ha consigliato alla madre di portarlo altrove per altri controlli pediatrici. Intanto Giuseppe è rientrato a casa.

Le parole di Giuseppe ricordano che la famiglia è stata colpita non una ma ben due volte dalla sfortuna: “Mi rintracciarono per ringraziarmi, mi rassicurarono dicendo che doveva trattarsi di scarlattina ma proprio in quei momenti il bimbo ebbe una nuova crisi respiratoria. Per fortuna c’era il padre del bambino, ma l’auto non partiva e così nuovamente grazie ad uno sconosciuto fermato per strada ho accompagnato la famiglia all’ospedale San Giovanni Bosco.” 

Tutto è bene quel che finisce bene e sapere che c’è sempre qualcuno pronto ad aiutare l’altro, in maniera disinteressata, non può che allietare.

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