Funerale Casamonica, Cantone: “Non è possibile neppure a Forcella”

raffaele cantone

Le immagini del funerale di Vittorio Casamonica hanno fatto il giro del mondo. La vergogna capitolina risuona forte tra lo sconcerto generale e la pochezza di istituzioni e forze dell’ordine incapaci di fermare una “sceneggiata” alla luce del sole e di fornire risposte esaurienti sull’accaduto.

Ad oggi le notizie che si rincorrono denunciano dei particolari forse non così rilevanti: sappiamo che l’aereo è partito dalla Campania, la carrozza su cui viaggiava la salma del boss era la stessa di quella utilizzata per Totò e che il pilota, fin troppo incauto, non aveva l’autorizzazione necessaria per poter sorvolare il cielo della capitale.

Altre, però, sono le risposte che la società civile chiede alle istituzioni: quanto è stata sottovalutata la mafia romana? Come è possibile che un elicottero possa volare indisturbato senza che nessuno possa accorgersene in un momento in cui la tensione internazionale è così estrema? Lo Stato esiste oppure a Roma comanda la mafia?

Sul tema prova a dare delle risposte il napoletano Raffaele Cantone, presidente dell’Anticorruzione. In una intervista al Messaggero, l’ex magistrato si esprime in questi termini: “Una scena simile, oramai, non è più possibile neppure a Forcella. Nessuno si sarebbe aspettato di vederla a Roma. E questo è stato l’errore. Queste immagini sono un altro brutto colpo per l’immagine di Roma. Prima di tutto bisogna cogliere il significato di questo funerale. Al di là dell’ostentazione di potere e della ricchezza, delle modalità pacchiane, che oramai non sono frequenti neppure in occasione dei funerali dei boss del sud Italia, c’è un altro elemento che colpisce ed è la presenza della folla. Anche questa è una manifestazione di forza. Il consenso – prosegue Cantone– e la partecipazione della gente sono un messaggio. E’ un chiaro segnale anche questo. Non è stato un funerale normale neppure nei numeri. E’ un altro elemento con il quale fare i conti”.

Queste dichiarazioni di Cantone, unite ai particolari di cui sopra, ad alcune immagini mostrate in tv, fanno ancora una volta pensare ad uno “strano” paragone con la città di Napoli. Che Forcella, sia in passato che nel presente, sia teatro di atti criminali è indubbio, ma ancora una volta per affrontare la questione romana si fa riferimento a Napoli, in questo caso ad una zona precisa, quasi come se fosse il normale termine di paragone.

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