Immigrazione, il Regno Unito vuole “respingere” anche gli italiani

Gran Breatagna - Regno Unito - Immigrazione

L’espressione “aiutiamoli a casa loro”, di conio leghista, probabilmente gli inglesi non l’hanno usata, tuttavia il succo del discorso del governo britannico è lo stesso: bisogna arginare il flusso di migranti nel Regno Unito, perché queste persone che giungono nella loro terra gravano sui conti pubblici, in primis la sanità, le scuole, i trasporti, gli assegni di disoccupazione. Nell’anno compreso tra marzo 2014 e Marzo 2015 circa 330.000 migranti si sono stabiliti in Gran Bretagna, di cui una fetta consistente proveniente dall’Italia, circa 57mila persone che hanno deciso di abbandonare lo stivale per cercare fortuna oltre la Manica. Consistente anche il flusso di spagnoli e di europei dell’Est.

Theresa May, ministro degli Affari Interni, ha già annunciato una misura atta a regolare il fenomeno, affermando in sostanza che l’obiettivo non è bloccare la libera circolazione dei cittadini europei in Europa, cosa vietata dai trattati europei, bensì rimandare a casa chi giunge all’avventura, senza aver ottenuto un contratto di lavoro prima di intraprendere il viaggio. Nel 2017, o verso la fine del 2016, dovrebbe inoltre svolgersi il referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, il che darebbe via libera al governo di Londra nell’emanare ogni misura che ritengano necessaria, non essendo più vincolanti le norme europee, tra cui quella della libera circolazione tra gli stati membri.

Il Regno Unito si aggiunge dunque alla Svizzera in tale volontà di non far stanziare gli italiani nei propri confini: mentre in Gran Bretagna, però, non si punta il dito verso le varie nazionalità, parlando genericamente di immigrati, in Svizzera quelli che non si vogliono entrare sono proprio i nostri connazionali (vi ricordate del famoso spot contro gli italiani?) che lavorano in terra elvetica, percependo stipendi più alti di quelli italiani, e risiedono in Italia pagando le tasse (ammesso che le paghino tutte) in Italia, comportando un flusso in uscita di capitali prodotti in Svizzera, oppure lavorano e risiedono lì “rubando” il lavoro agli svizzeri.

Che poi la Svizzera si dimentichi di ospitare conti milionari di evasori fiscali e mafiosi è un altro discorso, così come quello del Regno Unito che attraverso mirate politiche fiscali attira grandi aziende estere, o l’egemonia a livello mondiale di Americani e Inglesi che dichiarano guerra a mezzo mondo per impadronirsene delle risorse. Così come dimenticano gli italiani di essere tra i primi esportatori di armi in Medio Oriente, di avere truppe armate in Africa e ancora Medio Oriente, di sfruttare le risorse di altri paesi la cui popolazione è poverissima.

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