Poliziotto ferito, parla Lello Rende: “Mi sentivo in trappola e ho fatto un guaio grosso”

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Decide di parlare Raffaele Rende, noto come Lelluccio ’o criminale, l’estorsore che ha ferito il poliziotto Nicola Barbato, in un agguato a Fuorigrotta. Davanti al pm e agli agenti della Mobile, non si avvale della facoltà di non rispondere, ma fornisce la sua versione su quell’agguato avvenuto giovedì sera. A riportare le dichiarazioni è Il Mattino.

Sì, d’accordo ero armato, – dichiara Rende – ma non potevo fare diversamente. Dovevo essere armato, perché era per noi la seconda bussata di porte (richiesta di tangente, ndr), quelli dovevano capire…“. “Sì, d’accordo, ho sparato – insiste – eccome se ho sparato, lo avete visto tutti“.

Un’estorsione finita in tragedia. Ora infatti è accusato di duplice tentato omicidio e tentata estorsione aggravata dal fine mafioso. L’interrogatorio è stato condotto, nella notte tra sabato e domenica, dal pm Francesco De Falco, che coordina le indagini assieme al collega Maurizio De Marco, a stretto contatto con il procuratore aggiunto Filippo Beatrice.

Ero andato per riscuotere, – racconta Rende – era la seconda volta dopo il 22 settembre, quelli avevano aperto il negozio e dovevano mettersi a posto con noi, con gli amici di Fuorigrotta. Dovevo essere convincente. Ho impugnato l’arma, sono entrato in auto con la pistola in pugno, tanto che devo aver impressionato quelli che mi stavano aspettando. Ho capito che erano armati, pensavo fossero dipendenti del negozio armati e ho capito che ero finito in trappola. Così ho sparato. Ho perso il controllo, sì ho perso il controllo, ma non volevo uccidere, mi sono sentito in trappola e ho fatto un guaio grosso“.

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