Napoli perderà i 100 milioni di euro Unesco per il centro storico. Questi i motivi

scorziata

Il 31 dicembre scadranno i termini per la riqualificazione del centro storico di Napoli. La città perderà cento milioni di euro di fondi stanziati dalla Ue e dall’Unesco nel lontano 2007.

All’inizio erano 240, poi sono diventati 140 ed ora anche gli ultimi cento si perderanno. Ad oggi nessuno dei progetti è stato portato a termine, ma forse verranno finiti solo tre dei 28 previsti. A dirlo è Il corriere del Mezzogiorno.

Il comitato di Portosalvo, con il presidente Antonio Pariante, denuncia da anni questa situazione: “I soldi verranno persi – spiega – e questo nonostante i proclami certifica solo l’incapacità della nostra classe politica e di chi amministra Napoli. Molti di loro per salvare la faccia parlano di proroghe dei finanziamenti. Ma quale proroga? Questi sono fondi europei, i regolamenti sono chiari e valgono per tutti“.

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Non ci saranno rifinanziamenti. – commenta l’architetto Giulio Pane – I cento milioni della vecchia agenda sono stati persi. Arriveranno quelli della nuova. Avrebbero potuto essere duecento e invece no“. “Al 31 dicembre non basta che i lavori siano avviati. L’accordo prevede esplicitamente che siano completati, collaudati, rendicontati. E persino ben fatti, aggiungo“. “Inettitudine operativa. Cattiva elaborazione dei progetti, ritardi nelle gare. Burocrazia. I soldi persi fino ad ora sono molti di più di cento milioni. Ma a perdere veramente sono stati il nostro centro storico e la città“, conclude.

Dei 28 cantieri previsti solo 10 sono stati aperti (Insula del Duomo, S. Maria della Colonna, San Lorenzo Maggiore, S. Paolo Maggiore,  Santi Severino e Sossio, S. Maria Maggiore Cappella Pontaniana, Tempio della Scorziata, Insula del Duomo area archeologica e San Lorenzo Maggiore scavi archeologici) e solo tre di questi (San Paolo Maggiore, Pietrasanta e Insula del Duomo) verranno conclusi.

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Il centro storico di Napoli racchiude 27 secoli di storia e risulta essere il più vasto d’Europa estendendosi su una superficie di 1700 ettari. La sua particolare unicità sta nella conservazione quasi totale e nell’uso dell’antico tracciato viario greco. Dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1995, è stato inserito nella lista dei beni da tutelare. Una vergogna senza fine ed un’ulteriore sfregio al nostro patrimonio culturale.

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