Violenza sessuale: Siciliani stupratori? Le donne più in pericolo al Nord: ecco i dati

violenza sessuale siciliani stupro uno mattina carlo panellaSecondo il giornalista e scrittore genovese Carlo Panella, intervenuto sabato scorso al programma Uno Mattina su RAI 1, i siciliani avrebbero “la consuetudine di fare porcate” nei confronti delle donne, riferendosi agli stupri e in generale alla violenza sessuale, sulla scia di quanto accaduto a Colonia, in Germania, la notte di Capodanno. Affermazioni molto gravi e cieche che hanno colpito nel profondo e indignato gli abitanti dell’isola, delle quali abbiamo già parlato e mostrato l’ignoranza di fondo: adesso, però, vi mostriamo i dati ISTAT sulla violenza sessuale in tutta Italia, e vedremo che sì, in Sicilia c’è chi fa “porcate”, per usare il termine di Panella, ma che in alcune zone d’Italia ritenute più progredite se ne fanno di più: sia chiaro, non è motivo di vanto ed orgoglio, anzi, è estremamente doloroso dover affrontare l’argomento, tuttavia è doveroso ed è un diritto dei lettori avere un quadro della situazione supportato da dati reali e tangibili, non da pregiudizi e soliti luoghi comuni antimeridionali.

Nel 2015 l’ISTAT ha pubblicato un resoconto sulla violenza sulle donne, riferito all’anno 2014, conducendo un sondaggio su persone di sesso femminile sia italiane che straniere. È configurato come violenza sessuale non solo lo stupro, ma anche il tentato stupro e le molestie di carattere sessuale, sia fisiche che verbali. Dal sondaggio è emerso che, per fortuna, gli episodi di violenza (fisica e sessuale) sono in calo, ma la situazione resta drammatica, anche perché solo una donna su tre decide di denunciare ciò che subisce alle forze dell’ordine (dato 2006). Vediamo i dati, regione per regione, sulla violenza sessuale nei confronti delle donne:

1) DONNE CHE HANNO SUBITO VIOLENZA SESSUALE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA

Piemonte: 22,1%
Valle d’Aosta: 19,8%
Lombardia: 20,9%
Trentino Alto Adige: 21,3%
Trento: 23,3%
Bolzano: 19,1%
Veneto: 22,6%
Friuli Venezia Giulia: 21,8%
Liguria: 24,9%
Emilia Romagna: 22,0%
Toscana: 22,0%
Umbria: 18,2%
Marche: 21,2%
Lazio: 26,6%
Abruzzo: 22,6%
Molise: 17,8%
Campania: 20,0%
Puglia: 17,1%
Basilicata: 15,1%
Calabria: 16,1%
Sicilia: 16,8%
Sardegna: 19,7%
Totale Italia: 21,0%

2) DONNE CHE HANNO SUBITO VIOLENZA SESSUALE ALMENO UNA VOLTA NEGLI ULTIMI 5 ANNI

Piemonte: 6,2%
Valle d’Aosta: 3,9%
Lombardia: 6,6%
Trentino Alto Adige: 5,1%
Trento: 4,3%
Bolzano: 5,9%
Veneto: 6,2%
Friuli Venezia Giulia: 5,9%
Liguria: 7,6%
Emilia Romagna: 6,7%
Toscana: 4,5%
Umbria: 6,9%
Marche: 5,0%
Lazio: 6,8%
Abruzzo: 9,1%
Molise: 7,1%
Campania: 8,8%
Puglia: 5,3%
Basilicata: 6,5%
Calabria: 4,7%
Sicilia: 5,2%
Sardegna: 5,2%
Totale Italia: 6,3%

3) DONNE CHE HANNO SUBITO VIOLENZA SESSUALE ALMENO UNA VOLTA NEGLI ULTIMI 12 MESI

Piemonte: 2,7%
Valle d’Aosta: 0,3%
Lombardia: 1,9%
Trentino Alto Adige: 1,7%
Trento: 1,8%
Bolzano: 1,7%
Veneto: 2,4%
Friuli Venezia Giulia: 2,3%
Liguria: 2,8%
Emilia Romagna: 2,4%
Toscana: 1,6%
Umbria: 2,9%
Marche: 1,9%
Lazio: 2,4%
Abruzzo: 4,5%
Molise: 3,0%
Campania: 3,2%
Puglia: 1,4%
Basilicata: 2,4%
Calabria: 1,4%
Sicilia: 1,4%
Sardegna: 2,6%
Totale Italia: 2,2%

Per quanto riguarda la violenza sessuale nell’arco della vita, la percentuale più alta di donne che l’hanno subìta la troviamo in Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trento, Liguria ed Emilia Romagna al Nord, con il Trentino Alto Adige di un pelo sopra la media nazionale; al centro troviamo sopra la media Toscana e Lazio, che è la regione peggiore, mentre tutte le regioni del Sud si trovano al di sotto della media nazionale tranne l’Abruzzo. I dati sono stati raccolti, ripetiamo, con l’uso di un sondaggio, non attraverso le denunce, per cui non si può addurre la scusante, trita e ritrita, secondo cui “al Sud non si denuncia”.

Circa la violenza sessuale negli ultimi 5 anni, le regioni sopra la media sono Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna al Nord, con Piemonte e Veneto appena appena sotto la media italiana, Bolzano e Friuli Venezia Giulia molto vicine; al Centro vediamo Umbria, Lazio e Abruzzo (la peggiore in assoluto); al Sud il Molise e la Campania, che fa malissimo, la Basilicata è per un pelo sopra e l’Abruzzo è la peggiore in assoluto.

Guardando i dati sulla violenza sessuale negli ultimi 12 mesi, sopra la media abbiamo Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria ed Emilia Romagna al Nord; al centro il Lazio; al Sud di nuovo Abruzzo, Molise e Campania, di poco la Basilicata. Sopra la media anche la Sardegna.

Il dato più significativo riguarda però, nel dettaglio, gli stupri e i tentati stupri: ne sono state vittime al Nord Ovest il 5,7% delle donne, al Nord Est il 5,5%, al Centro il 5,5%, al Sud il 4,8%, sulle isole il 3,5%. Se ne deduce, dunque, che il pericolo maggiore di subire uno stupro è, per una donna, maggiore al Nord e al Centro. La Sicilia, che era salita sul banco degli imputati, è invece sempre al di sotto della media nazionale, perciò le dichiarazioni di Carlo Pannella potrebbero configurarsi, alla luce di quanto rilevato, null’altro che diffamatorie e lesive dell’immagine e della dignità dei Siciliani. La Liguria di Panella – regione che menzioniamo solo perché è quella di provenienza del giornalista – è sempre al di sopra della media.

Nonostante le denunce di violenza sessuale siano in aumento, tuttavia restano sempre poche, non di rado perché la donna non percepisce come abuso quello che subisce: come detto sopra, solo una su tre, in media, si rivolge alle forze dell’ordine. Le zone dove si denuncia di meno sono il Piemonte, l’Emilia Romagna e il Sud, eccetto la Puglia.

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