Terzigno. Spacciava droga dei cinesi, serve a lavorare di più

Multata fabbrica cinese per inquinamento ambientale

Si chiama “shaboo” ed è stata definita “la droga dei cinesi, la storia della shaboo risalirebbe al Giappone dell’Ottocento, fino ad arrivare alla seconda guerra mondiale, durante la quale i piloti della Luftwaffe tedesca l’avrebbero assunta per poter guidare per più ore possibili senza avvertire il senso di stanchezza. Infatti è una droga che tiene svegli e fa lavorare di più, tanto che le forze dell’ordine ipotizzano che venga usata nelle sartorie o fabbriche gestite da orientali dove i ritmi di produzione sono altissimi. Proprio per la sua capacità di inibire il senso di fatica, la shaboo aiuterebbe così a sostenere turni massacranti, sopportare fame e sonno e aumentare esponenzialmente la produttività.

Lo shaboo è un’anfetamina in cristalli o grani, che viene consumata inalandone il fumo e viene utilizzato in prevalenza nelle Filippine o in Cina ma da qualche tempo è sbarcata in Italia, dove è stata sequestrata in diverse parti, ora sbarca nell’area vesuviana: i carabinieri di Terzigno hanno, infatti, arrestato un 54enne cinese che la stava spacciando.

L’uomo è stato preso mentre cedeva due dosi ad un acquirente ma, in casa sua, a San Giuseppe Vesuviano, i militari hanno rinvenuto altre sette dosi, pari a circa cinque grammi. Con la droga, trovati anche due bilancini di precisione, bustine ed altro materiale per il confezionamento degli stupefacenti. Saranno le indagini a chiarire la destinazione delle dosi sequestrate: intanto oggi si celebrerà il processo per direttissima.

La shaboo è considerata una delle droghe più potenti e pericolose, con danni irreversibili per chi ne fa uso: dalla repentina perdita di denti e capelli fino alla completa devastazione del volto se assunta per periodi medio-lunghi.

Si tratta di una potente metanfetamina ritenuta dagli investigatori nove o dieci volte “più forte della cocaina” il cui effetto è in grado di annientare il senso di fatica anche per 14-16 ore, provocare dipendenza immediata e portare a comportamenti violenti, ansia, paranoia, confusione, insonnia e disturbi della personalità, preceduti da stati di euforia e apparente lucidità data dal rilascio della dopamina.

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