Salvini non ha mai lavorato: gridatelo ai 4 venti, non è reato. Lo dice il giudice

Matteo Salvini da giovaneAvete letto bene, potete tranquillamente dire ai quattro venti che Matteo Salvini, leader della Lega Nord, non ha mai lavorato in vita sua, perché il fatto non costituisce reato di diffamazione: a dirlo è il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo, che ha accolto la richiesta di archiviazione del pubblico ministero in merito alla querela effettuata dal politico nei confronti di Davide Vecchi, giornalista de Il Fatto Quotidiano, e nei confronti dello stesso giornale.

Vecchi era stato querelato per un articolo, pubblicato il 13 Novembre 2014,  che porta il titolo “Matteo Salvini e le sue boutades populistiche: pura propaganda elettorale per stolti”. All’interno del pezzo è scritto che “Salvini non ha mai lavorato un giorno in tutta la vita”, che al Parlamento Europeo è noto per essere tra i più assenteisti, tanto da essere persino stato ripreso in aula a Strasburgo dal deputato socialista Marc Tarabella durante una delle rare sedute in cui l’eroe padano si è presentato. “Salvini fannullone assenteista: non ha mai lavorato insieme agli altri correlatori preferendo andare in televisione”Fu lo stesso leghista, tra l’altro, a presentarsi nel 1993 in un programma televisivo affermando di essere un nullafacente.

Nell’articolo incriminato si afferma che il giornale del suo partito, La Padania, è fallito non appena sono venuti a mancare i soldi pubblici per finanziarlo, mentre durante i 20 anni in cui è stato consigliere comunale a Milano, dal 1993 al 2012, i campi rom hanno proliferato senza che nessuno battesse ciglio, se non in campagna elettorale.

Il segretario della Lega Nord ha dunque sporto querela perché, secondo lui, costituiva diffamazione la frase “Salvini non ha mai lavorato un giorno in tutta la sua vita”, ma il gip ha dato ragione al giornalista, mostrandosi inoltre d’accordo sui vari punti dell’articolo e riaffermando (in Italia purtroppo ce n’è bisogno) il diritto di Vecchi, e di qualunque giornalista, di condurre con i propri articoli (anche) delle battaglie politiche.

L’accusa di assenteismo non viene punita perché proveniente da un eurodeputato e non è particolarmente smentita nei report del parlamento europeo; l’accusa di aver mandato economicamente a catafascio il giornale di partito, tenuto in vita solo grazie ai fondi pubblici, è una circostanza sotto gli occhi di tutti; riguardo alla questione del “non ha mai lavorato un giorno in vita sua” basta osservare che nel linguaggio comune è una frase che si rivolge al professionista della politica che, magari “occupato per 15 ore al giorno tuttavia non svolge o non ha mai svolto nessuna ‘attività civile’ (e neppure nel suo atto di opposizione all’archiviazione Matteo Salvini ha potuto dimostrare di avere fatto ‘qualcosa’ al di fuori della Lega).

Non è diffamazione, perciò, dire che Matteo Salvini non ha mai lavorato un giorno nella sua vita: potete gridarlo ai 4 venti, state tranquilli.

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