Michele Emiliano difende Bari e cade nel cliché: “La Puglia non è Napoli”

michele emiliano

Verba volant dicevano i latini, riferendosi alla fragilità delle parole, le quali vengono pronunciate per poi volare via. Intendevano dire che le parole non lasciano il segno, non restano (a differenza della scrittura). Tuttavia, non è più così. Ora abbiamo i mezzi per immortalare le parole, a prescindere da quanta importanza abbiano. Ora, le parole hanno un peso, soprattutto se pronunciate su una rete televisiva nazionale in un dibattito pubblico. E le parole del Governatore della Puglia Michele Emiliano su Napoli, nel salotto di L’aria che tira (LA7), hanno avuto delle conseguenze.

Il Governatore, in merito al problema emergenza sicurezza nelle periferie di Bari e dopo la proiezione di un reportage filmato sulla delinquenza nel quartiere San Pio, in disaccordo sul contenuto del documentario, commenta: “il servizio è completamente sconnesso dalla verità, perché gli autori del triplice omicidio di cui si è parlato sono stati immediatamente catturati”. Tuttavia non ferma qui il suo disquisire, ma va oltre:

“Noi ci siamo eccome. C’è la Regione, c’è il Comune, c’è la Questura, ci sono i magistrati. Cioè… la Puglia (Bari) non è Napoli, e rappresentare Bari in quella maniera è un errore catastrofico. In quel quartiere nessuno si può permettere di commettere reati senza finire in galera regolarmente, perché è noto che gli uffici giudiziari della città di Bari e della Puglia reagiscono puntualmente”.

Angelo Forgione, scrittore, giornalista e meridionalista napoletano non ha esitato a postare un articolo di aspra critica a Michele Emiliano che, secondo l’intellettuale partenopeo, ha usato il termine di paragone “più classico, il più volgare”, cadendo nelle consuete dinamiche mediatiche che colpiscono continuamente il sud.

Inoltre, nel pezzo di Forgione viene poi sottolineato, tramite i numeri delle statistiche Istat, come Napoli e Bari abbiano riportato lo stesso numero di morti nello stesso anno di riferimento (2013) e come Napoli, nel quinquennio 2009-13, sia addirittura migliorata rispetto al capoluogo pugliese.

Forgione, in 5 punti, confuta tutto ciò che Emiliano ha affermato nella trasmissione di La7, ma non finisce qui il confronto tra i due.

Infatti i due esponenti del sud hanno avuto un botta e risposta su Twitter (pubblicato anche sul gruppo VANTO): “non me ne sono neppure accorto. Mi è scappata una frase infelice” scrive il governatore pugliese, scusandosi per ciò che ha dichiarato tramite la televisione nazionale. Ma Forgione, dal canto suo, fa notare ad Emiliano che “doveva evitare. (…) Napoli e il sud non hanno bisogno di questo” informando che “una frase detta in tv è un danno che delle scuse sui social non possono risanare. Pazienza. Governatore. Ha perso la mia stima”.

Forgione, come scrive nel suo articolo, critica all’ex sindaco pugliese la volontà di innescare una Guerra dei poveri, in un sud che è già così colpito.

Mi dispiace davvero vedere un politico d’impronta meridionalista, che legge libri meridionalisti, governatore di una regione del Sud, ex sindaco di un’importante città meridionale qual è Bari, fare la guerra dei poveri e infangare inopportunamente un’altra città del Sud, peraltro la più rappresentativa, quella di cui conosce bene la storia e i motivi del declino. Proprio colui che, più degli altri, ha sollecitato in passato una sinergia tra le amministrazioni meridionali da opporre alle politiche filosettentrionali.”

 

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