UFFICIALE. L’arte della pizza napoletana candidata come “patrimonio” Unesco

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Il 26 Marzo del 2015, quando l’Italia si apprestava all’ondata mediatica dell’Expo di Milano, la Commissione Italiana per l’Unesco annunciò che “l’arte dei pizzaiuoli napoletani” sarebbe stata candidata all’iscrizione nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Un atto dovuto alla nostre cultura ed alla nostra tradizione, ma, sopratutto, ad un’arte unica che da più di tre secoli viene tramandata soltanto a Napoli.

E’ passato quasi un’anno dalla candidatura e, a breve, la Commissione di valutazione nazionale per l’Unesco si riunirà a Parigi per decidere sull’importantissimo riconoscimento. Una vittoria che consacrerebbe la nostra pizza come unica ed insostituibile, a dispetto di quanto il resto del mondo possa sostenere. Infatti, come ha scritto anche Angelo Forgione sul suo blog, anche gli americani avevano candidato la loro tipologia di pizza dichiarandola come “unica e sola pizza”: chiunque abbia un minimo di conoscenza sull’alimentazione di Oltreoceano sa cosa negli States venga chiamata “pizza” ed, ormai, siamo consapevoli che, per loro, la pizza originale napoletana sia “troppo sottile e piccola”. Quindi non stupisce una tanto erronea ed assurda dichiarazione.

Per appoggiare la candidatura dell’arte della pizza napoletana è nata una petizione online che mira a raggiungere la fenomenale cifra di un milione di firme per smuovere la commissione e dimostrare quando gli italiani, ed il mondo, siano profondamente legati all’unicità della storica tradizione napoletana. Questa campagna, nata con il titolo #pizzaUnesco ha mobilitato persone da ogni angolo del pianeta arrivando in pochissimo tempo a 850 mila firme: basti pensare che, stando ai dati riportati da Repubblica.it, 100 mila firme provenivano soltanto dal Giappone ed altre 100 mila dal Sud America. Un’altra riprova che la pizza napoletana non sia soltanto un patrimonio della nostra città, ma del mondo intero.

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“Pizza Unesco”, Francesco Emilio Borrelli e Gino Sorbillo. Foto di Francesco Emilio Borrelli

Intanto a Napoli sono iniziati i festeggiamenti per la candidatura. Gino Sorbillo, titolare della storica pizzeria omonima, ha infatti esposto al suo locale sul lungomare napoletano alcune pizze margherite che unite formano la parola Unesco. E’ solo un piccolo segno di quanto questa evoluzione possa significare per tutto il nostro popolo.

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