La Natuzzi: incentivi economici a chi assume i suoi cassaintegrati

natuzziSi tratta della Natuzzi, la nota azienda pugliese produttrice di divani, che ha sedi in tutto il mondo. Il gruppo aziendale ha presentato al Ministero dello sviluppo economico il progetto Assist, il quale prevede un incentivo economico da parte della Natuzzi alle aziende che formeranno e assumeranno i lavoratori cassaintegrati del marchio pugliese.

Il progetto prevede due manovre di pagamento differenti: una sarà destinata ai 340 lavoratori in esubero, a cui si proporrà la ricollocazione presso un’altra azienda versando 5 mila euro lordi per la loro formazione professionale; l’altra, destinata invece all’azienda che assume, prevede il versamento di 12 mila euro lordi, per ogni assunzione, divisi in tre tranche annuali, oltre a mettere loro a disposizione le parti dell’azienda non più in uso, ossia le aree industriali dismesse.

In un recente incontro di Confidustria a Bari, durante il quale si è presentato il progetto, Antonio Cavallera, direttore HR di Natuzzi ha spiegato che:

 “L’obiettivo è quello di creare una collaborazione virtuosa tra le aziende per salvaguardare il patrimonio di conoscenze e competenze dei lavoratori, creando nuovo lavoro. Assist è un’operazione che non ha precedenti in Italia e testimonia l’impegno responsabile del gruppo Natuzzi verso i suoi collaboratori, lavorando per trasformare l’esubero in un’opportunità”.

In effetti le aziende che formeranno e assumeranno i lavoratori cassaintegrati abbatteranno i costi del 45% in tre anni, poiché avranno uomini riqualificati e incentivi economici non trascurabili.

L’azienda ha più volte sottolineato, inoltre, quanto gli incentivi messi a disposizione dal progetto Assist siano maggiori di quelli relativi al Job act e, in più, riguardano i lavorati a cassa integrazione, parte rilevante della crisi del mercato del lavoro.

Già numerose aziende si sono mostrate interessate al progetto Natuzzi. Nei mesi che verranno l’azienda pugliese si occuperà dei contatti con queste ultime e con il mondo istituzionale per avviare tali collaborazioni.

Senza dubbio, la cassa integrazione è una piaga del settore lavorativo difficile da risanare: operai ed impiegati in età adulta, quasi da pensione, che si trovano, improvvisamente, nel limbo della loro vita, con stipendi ridotti e di dubbiosa vita. Una sinergia tra istituzioni, imprese e attori sociali coinvolti potrebbe attutire alcune manovre drastiche che risultano spezzare stipendi e progetti per il futuro.

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