E’ morto l’infermiere killer di Secondigliano, Giulio Murolo che, il 15 Maggio del 2015, causò la morte di sei persone. Il movente furono i pessimi rapporti col fratello e la cognata e la goccia che fece traboccare il vaso fu un filo destinato al bucato.
Murolo reagì violentemente uccidendo, con un fucile a pompa, sua moglie, suo fratello e due vicini intervenuti sul pianerottolo. Murolo si era barricato in casa con bombole di gas minacciando di far saltare in aria l’intera struttura. Successivamente aveva iniziato a sparare in strada uccidendo sua cognata e un ufficiale della Polizia Municipale e aveva ferito alcuni passanti.
Quattro giorni fa, a seguito della raggiunta consapevolezza di ciò che aveva fatto, aveva tentato il suicidio e fu trasportato all’ospedale Loreto Mare. Ieri sera è morto a causa di una grave crisi respiratoria.
Don Giovanni Liccardo, cappellano del carcere di Poggioreale, con un post su Facebook, ha commentato il percorso interiore intrapreso da Murolo durante la sua reclusione:
“Abbiamo cercato, con tanta pazienza e amore di fargli prendere coscienza di ciò che aveva fatto. Quando ha preso coscienza, l’unico suo intento era quello di farla finita. E’ stato autore di una strage quando era completamente fuori di sé e si è suicidato pienamente in sè. Fui il primo ad incontrarlo. Riposi in pace“.
Morto il killer di Secondigliano, cappellano di Poggioreale: “L’unico suo intento era quello di farla finita”
Murolo reagì violentemente uccidendo, con un fucile a pompa, sua moglie, suo fratello e due vicini intervenuti sul pianerottolo. Murolo si era barricato in casa con bombole di gas minacciando di far saltare in aria l’intera struttura. Successivamente aveva iniziato a sparare in strada uccidendo sua cognata e un ufficiale della Polizia Municipale e aveva ferito alcuni passanti.
Quattro giorni fa, a seguito della raggiunta consapevolezza di ciò che aveva fatto, aveva tentato il suicidio e fu trasportato all’ospedale Loreto Mare. Ieri sera è morto a causa di una grave crisi respiratoria.
Don Giovanni Liccardo, cappellano del carcere di Poggioreale, con un post su Facebook, ha commentato il percorso interiore intrapreso da Murolo durante la sua reclusione:
“Abbiamo cercato, con tanta pazienza e amore di fargli prendere coscienza di ciò che aveva fatto. Quando ha preso coscienza, l’unico suo intento era quello di farla finita. E’ stato autore di una strage quando era completamente fuori di sé e si è suicidato pienamente in sè. Fui il primo ad incontrarlo. Riposi in pace“.
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