Apple di nuovo a Napoli: nessun giovane sarà assunto. Ecco che cosa si farà

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Un incontro durato quasi cinque ore, in un’aula della della nuovissima struttura realizzata nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, raccontato per Il Mattino da Gigi Di Fiore. Erano presenti i tre manager delegati dalla Apple ad illustrare il progetto per la formazione di sviluppatori di software a Napoli. Nel primo incontro si era proceduto ad un semplice, ma fondamentale, sopralluogo. Ora le cose si fanno serie, il secondo incontro è servito per parlare nel dettaglio dell’idea che va prendendo sempre più consistenza e che potrebbe dare molto alla città e renderla un’importante vetrina.

Sernur Tatari, manager incaricato dalla multinazionale americana è stata affiancata dai collaboratori Daryl Hawes e Gilles Deltel, e non appena arrivata a Napoli ha richiesto categoricamente: “Niente fotografi, né giornalisti “. Alla riunione vi hanno preso parte anche il rettore dell’università, Gaetano Manfredi, il docente responsabile del dipartimento informatica del Politecnico, Giorgio Ventre, Francesco Nicodemo esponente del PD delegato dal premier Renzi per seguire il progetto e altri esponenti dell’ateneo.

Apple

Il progetto è nato quando il premier ha fatto visita all’amministratore delegato Tim Cook, proprio in quell’occasione si è deciso che sarebbe stato realizzato un secondo centro di formazione per sviluppatori di applicazioni di software, dopo il primo nato in Brasile, questa volta in Europa.

Durante l’incontro i dirigenti della multinazionale di Cupertino hanno spiegato tutto ciò che hanno in mente di realizzare. Innanzitutto viene subito chiarito che non ci sarà nessuna assunzione diretta di giovani alla Apple, è stato deciso che saranno in 400-500 i giovani a partecipare ai corsi, con gruppi da 20 per ogni lezione, che significa che saranno impiegati circa 25 docenti mirati e impegnati solo nei corsi che dureranno un anno accademico pari a nove mesi.

L’accesso al corso sarà garantito a tutti gli studenti d’Europa mediante una preselezione molto rigida, ma il luogo dove avverrà non è stato ancora specificato. Apple ha poi chiarito che non esiste una precisa quantificazione dei capitali da investire nel progetto, il tutto verrà deciso quando il programma prenderà maggiore consistenza concreta con stime sui costi precisi. La società poi, non ha negato la possibilità di istituire borse di studio per gli studenti e la possibilità di bonus per gli insegnanti.

La società californiana ha fatto inoltre una serie di richieste all’Università Federico II. Innanzitutto i corsi dovrebbero tenersi non in aule tradizionali, ma grossi luoghi simili a quelli già realizzati in Brasile. La sede universitaria a San Giovanni a Teduccio sembra quella più adatta, perché oltre ad essere la più moderna, vanta nuovissimi laboratori con tecnologia 3D e nuove aule attrezzate idonee ad ospitare i corsi.«Si tratta di un progetto impegnativo”  commenta il professore Giorgio Ventre, “Dovremo esaminare quello che ci è stato illustrato, fare le nostre valutazioni anche con le altre facoltà“. Si tratta di un progetto che coinvolgerà più docenti anche di provenienza esterna. Entro due settimane, l’ateneo campano dovrà far arrivare alla Apple le sue proposte organizzative. D’altro canto il tempo stringe e Apple vorrebbe far partire il progetto per ottobre.

I 400-500 giovani che usciranno dal corso annuale avranno comunque a disposizione nuove conoscenze e un esperienza internazionale, che potrebbe offrire loro prospettive ampie di lavoro in più aziende. «Speriamo di poter coinvolgere nel dopo corso più partner imprenditoriali» commenta Francesco Nicodemo. All’Università invece resterà il vanto di aver formato, e continuare a formare sviluppatori di altissimo livello.

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