Salerno: vanno tutti in gita, ma la bambina autistica è lasciata a scuola

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Omignano – Purtroppo sono sempre più frequenti questi casi di esclusione all’interno delle scuole italiane: ha fatto scalpore, ad esempio, il caso di Livorno, dove una ragazzina è stata esclusa dalla gita liceale perchè nessuna sua compagna voleva dormire con una disabile. Le gite sono un momento di aggregazione per le scolaresche, un modo per divertirsi fuori dalle aule e, perchè no, lasciarsi andare, ma a quanto pare chi viene considerato diverso diventa un peso per tutti gli altri in simili contesti e, in quanto peso, viene scaricato.

E’ successo mercoledì mattina a Omignano Scalo, in provincia di Salerno, ad una piccola bambina autistica di nome Camilla. Come tutte le mattine i genitori avevano accompagnato la figlia a scuola, presso l’Istituto Comprensivo “Leonardo Da Vinci”, ma, questa volta, non c’erano ne insegnanti, ne compagni di classe in aula. Erano tutti partiti per una gita della quale Camilla e la sua famiglia non erano a conoscenza. Nessuna chiamata, nessun avviso da parte del corpo docenti era arrivato ai genitori della piccola che si sono visti costretti a riportare la figlia a casa per non obbligarla a passare un’intera giornata con bambini sconosciuti (cosa che risulta devastante per un bambino autistico).

La denuncia è partita dal quotidiano locale La Città di Salerno, che ha riportato il post amareggiato pubblicato da Maurizio, padre di Camilla, sul suo profilo Facebook: “A cosa sto pensando? – scrive – al fatto che ieri mattina, mia moglie con la nostra bambina autistica, come tutte le mattine, visto che lo Stato ci obbliga a far frequentare la scuola dell’obbligo, e noi cittadini siamo ligi al nostro dovere, è arrivata in classe ed ha saputo che la classe è andata in gita e lei sarebbe stata con bambini che non conosceva. A proposito – continua – non so se l’insegnante di sostegno (che è cambiata per la terza volta dall’inizio dell’anno) era presente”.

Non è chiara la responsabilità per un simile gesto di discriminazione, anche perchè sarebbe toccato alla presidenza della scuola inviare il comunicato della gita alla famiglia. Intanto, non è stato un duro colpo soltanto per i genitori e per la piccola, ma per tutti i bambini con problemi fisici o relazionali che, ogni giorno, lottano per integrarsi e vivere la loro infanzia. Una necessità sentita da Maurizio, che è anche presidente dell’associazione ABA “Aiutiamo i bambini autistici”: “Non so se l’avremmo mandata in gita – continua su Facebook – ma almeno sapere che c’era la gita. – conclude, poi, con un dolce messaggio a sua figlia – È iniziata un’altra battaglia… spero di poterti aiutare. Tuo padre”.

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