Napoli e dintorni, parte lo sgombero dei camorristi da case popolari: queste le zone

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Al via un ordine di sgombero inviato dall’Iacp: 1.500 le lettere inviate ad inquilini morosi e a soggetti titolari di abusi non condonabili da oltre 20 anni.

“Cominceremo dalle famiglie riconducibili ai clan camorristici. Purtroppo la criminalità ha fatto affari per anni con le nostre case, è ora di cambiare e ristabilire la legalità.” Questa la dichiarazione, riportata da La Repubblica, di  Bernardino Tuccillo, ex assessore comunale al Patrimonio e neo commissario Iacp da poche settimane, nominato dal presidente della Regione Vincenzo De LucaIl provvedimento, infatti, colpirà in primo luogo i condannati per 416 bis, associazione camorristica, che in breve tempo dovranno allontanarsi dalle proprie abitazioni. Nove milioni di euro circa, quelli “persi” annualmente a causa degli affitti non pagati su 31 mila alloggi dati in locazione dall’ente, 3.800 negozi e 245 terreni e suoli;  900mila euro, i fondi “persi” dall’ente per gli allacci illegali alle reti idriche;  667, invece, gli inquilini “pirata” a Napoli e dintorni: questi i grandi numeri ai quali è sempre più difficile far fronte, all’interno di una situazione sempre più drammatica e pesante. Basti pensare, peraltro, che l’abusivismo anche i lavori di manutenzione: l’intervento su palazzi con abusi edilizi non consente che vengano montate impalcature, e il Comune non rilascia autorizzazioni idonee per farlo.

È a partire da oggi, però, che gli inquilini potranno segnalare le mancanze delle società di manutenzione, attraverso il sito dell’ente. Le riunioni in prefettura con i vertici dell’ente e gli incontri con i sindaci di tutte le città interessate, stanno poi mettendo a punto il piano di sgombero, concretamente. Tra le zone sotto accusa, ritroviamo in cima alla lista il Parco Verde di Caivano, terribile scenario legato alla vicenda della piccola Fortuna, oltre che centrale di spaccio di droga. Poi Secondigliano, Scampia, Soccavo, Pianura, Ponticelli, Barra, San Giovanni. Per quanto riguarda la provincia, invece, l’ “attacco” sarà prevalentemente rivolto alle zone di Caivano, Ercolano, Nola e Casalnuovo.

Lo sgombero, comunque, è di competenza dei Comuni sui quali ricadono gli immobili. “Ci aspettiamo che i Comuni svolgano il loro compito, ma che agiscano subito; l’inerzia non è accettata, aspettiamo riscontri veloci, assieme alla Procura. Ora dobbiamo fare sul serio, bisogna intervenire anche per far scorrere le graduatorie, bloccate da tempo, c’è gente, titolare di casa, che attende da cinque, sei anni.” Conclude così Tuccillo, in accordo con Daniele Perna, direttore generale Iacp, che afferma, secondo La repubblica“Il fenomeno va preso di petto, una volta per tutte.”

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