Torre Annunziata. In mostra i pupi di Corelli: nasce una scuola per l’arte dei pupari

pupi

Palazzo Criscuolo a Torre Annunziata sede della mostra dei reperti archeologici di Oplontis, dal 2 luglio ospiterà i famosi pupi della famiglia Corelli, storica famiglia torrese di pupari.

La notizia la diffonde su Facebook con orgoglio il sindaco della città oplontina Giosuè Starita: una mostra che ospiterà 50 esemplari alti un metro ed esposti in uno scenario teatrale appositamente allestito. Un’iniziativa importante perché preserva una parte di storia della città e un antico mestiere torrese.

Lucio Corelli è l’ultimo di tre generazioni di pupari, residenti in città e custode eccezionale di un prezioso patrimonio di una forma d’arte antichissima. I pupi torresi non vanno però confusi con quelli siciliani che sono azionati da un’asta di ferro e da fili ausiliari, questi hanno gambe e polsi snodabili dissimili da quelli siciliani.

I pupi hanno origini antichissime, erano conosciuti già dai greci. Nel Trecento e nel Quattrocento il teatro dei pupi entra nelle corti e nel tardo Rinascimento diventa una vera e propria forma d’arte. Gli spettacoli a Torre Annunziata nell’Ottocento, erano tre o quattro al giorno e attiravano varie fasce di pubblico: i “signori della pasta” richiedevano uno spettacolo solo per loro dopo aver chiuso il loro pastificio.

Negli anni ’50 e ‘ 60 con la diffusione della televisione questa forma di spettacolo andò in crisi e la compagnia Corelli divenne itinerante ma nel ’70 morì don Vincenzo, padre di Lucio che aprì così un teatrino a Via Zuppetta per poi chiuderlo nell’84 per mancanza di fondi.

L’amministrazione Comunale insieme alla famiglia Corelli istituirà una scuola di formazione legata al mondo dei pupi per salvaguardare quest’antica forma d’arte e per tramandarla ai posteri. Insegnerà ai ragazzi delle famiglie disagiate la loro costruzione, la realizzazione degli abiti fino alla messa in scena.

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