Mappa della camorra: ecco chi comanda nelle diverse zone di Napoli

ScampiaLe ultime e frequenti notizie di cronaca a Napoli fanno presagire una nuova lotta intestina tra i clan delle varie aree della città, pronte a dichiararsi guerra. Il sangue si sta già spargendo e le faide emergono con impressionante velocità. Ma vediamo nel dettaglio, come analizzato da teleclubitalia.it, la mappatura dei clan del capoluogo campano, dalla zona flegrea a quella est, fino alla parte nord:

Scampia e Secondigliano.
Qui sono due i gruppi criminali a dominare, e sono giovanissimi:  i Vanella-Grassi, gli  “girati”, il cui boss, Umberto Accurso, appena 24enne, è di recente finito in carcere dopo una latitanza durata due anni e gli Abete-Abbinante-Notturno, che gestiscono alcune delle piazze più ricche dell’intera città (case dei Puffi, Sette Palazzi, Chalet Bakù).

Miano-Chiaiano.
Ridotti all’osso da arresti e pentimenti, i Lo Russo hanno perso molto del loro potere. Dopo l’arresto dell’ultimo dei tre fratelli, Carlo, la famiglia è allo sbando. Le piazze di spaccio dei “Capitoni”, quelle di via Janfolla e via Miano sono praticamente ferme. Nessun clan ha il coraggio di conquistarle, dichiarando apertamente guerra ai Lo Russo. Ad approfittarne, però, sarebbero i Licciardi, gli unici che potrebbero sfruttare il vuoto di potere a nord di Napoli.

Vasto-Poggioreale.
I Contini-Bosti continuano invece a dominare nella zona dell’Arenaccia, grazie anche all’alleanza di sangue con i Mallardo di Giugliano e i Licciardi di Masseria Cardone. Uno scacco pesante al clan Contini risale però al marzo scorso, quando, nel corso di un maxi-blitz, finì in manette anche Ettore Bosti, detto ‘O Russo. I Contini gestiscono il racket sulle attività commerciali e il traffico di droga in molti dei quartieri del centro storico. Hanno sparso sul mercato “l’amnesia”, una potentissima droga derivata della cannabis.

Barra-Ponticelli.
Nella zona Est, invece, il quadro è piuttosto frammentario. A San Giovanni A Teduccio comanderebbe il clan Mazzarella, invece a Barra i Cuccaro-Aprea.  Attenzione anche ai D’Amico, piegati però negli ultimi giorni da circa 90 arresti. Il clan controllava 11 piazze di spaccio di marijuana e cocaina. 

Melito
Qui comandano gli Amato-Pagano, che ora sarebbe gestito da giovani leve. A scuotere di recente il clan la strage di via Giulio Cesare di lunedì scorso, in cui hanno perso la vita due fedelissimi come Mohammed Nuovo e Alessandro Laperuta. Nel corso dell’agguato è stato ferito anche il nipote del boss Raffaele Amato. A quanto pare, alla base del raid ci sarebbe un regolamento di conti interno alla cosca.

Giugliano e Qualiano.
I Mallardo sono in crisi e sarebbe in corso l’ascesa di un gruppo criminale che avrebbe deciso di mettersi in proprio. Il clan avrebbe già ricevuto degli avvertimenti. Come ultimo, l’agguato avvenuto ai danni di uno degli storici uomini del clan, Gennaro Catuogno. Il nuovo gruppo punta alle attività delle estorsioni nell’hinterland giuglianese e agli affari del traffico di droga. Occhio, quindi, alla possibilità di una nuova faida di camorra.

Marano e Quarto.
A Marano resiste il clan Polverino, storico alleato dei Nuvoletta, che estende la propria rete criminale anche nel comune di Quarto e in parte a Chiaiano. La cosca, però, sarebbe in difficoltà, a causa una serie di arresti eccellenti, come quello del boss Giuseppe Polverino, detto ‘O Barone, avvenuto nel 2012. Nonostante tutto, però, la cosca resta una delle realtà criminali più potenti dell’area nord.

Afragola e Casoria.
Il clan principale resta il clan Moccia, che si estende fino a Cardito, Casoria, Frattamaggiore, Frattaminore e Orta di Atella. Da due anni, però, il clan deve fare i conti con una faida che vede contrapporsi la parte egemone con un gruppo di “ribelli” del rione Sanicelle, guidato dal giovane ras Mariano Barbato. La situazione precipitò due anni fa con l’arresto di Nicola Luongo, uno dei reggenti del clan Moccia. Ne approfitta così Mariano Barbato, estendendo i suoi affari e radicandosi nel territorio. Fin quando non si arrivallo scontro e alla scissione: da un lato i “vecchi” del clan Moccia, dall’altro i “nuovi” dei Barbato-Bizzarro.

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