Terremoto, sale a 247 il numero delle vittime: prevenzioni contro gli sciacalli

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Continua ad aggravarsi il numero delle vittime colpite dal terremoto che ha devastato il Centro Italia. Secondo le ultime stime, il bilancio parla di 247 morti. Ma le cifre diffuse dalla Protezione civile non sono definitive e quindi destinate a crescere. Non si ferma nemmeno lo sciame sismico. Tra la notte di martedì e mercoledì, si sono susseguite oltre 60 le scosse di assestamento di magnitudo 2 o superiore.

Tra le vittime di questo terremoto, anche diversi bambini. Nel Reatino, tra Amatrice ed Accumoli, hanno perso la vita 190 persone. Sarebbero circa 400 i feriti. Moltissimi gli sfollati: circa 2.500, di cui 1.500 nelle Marche, tra Arquata e Pescara del Tronto. Tra le città più devastate, c’è il comune di Amatrice. Ieri vi abbiamo mostrato le condizioni della città subito dopo la scossa di terremoto, con il centro storico ridotto a macerie.

A parlare, è il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi: “Cresce il numero dei morti, ad Amatrice siamo già a oltre 200. Metà paese non c’è più“. Ha commentato lapidario il primo cittadino. Dello stesso tenore anche il sindaco di Accumoli, altro comune andato completamente distrutto: “E’ un disastro, il paese è semi demolito, siamo senza luce, senza telefoni, in tanti sono ancora sotto le macerie, non riusciamo a quantificare quanti siamo” spiega il sindaco Petrucci. Poi, accusa: “Soccorsi in ritardo, la prima squadra dei vigili del fuoco è arrivata alle 7 e 40“.

A preoccupare anche gli sciacalli, che potrebbero costituire un ulteriore problema. Scrive infatti la Polizia in una nota: “La polizia di Stato è impegnata su più fronti all’interno del cratere sismico: oltre al supporto fornito alla macchina dei soccorsi, coordinata dalla Protezione Civile, i poliziotti sono in prima linea, assieme alle altre forze di polizia, per prevenire i cosiddetti fenomeni di ‘sciacallaggio’ che, purtroppo, potrebbero verificarsi in queste occasioni“.

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