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Il dramma Terra dei Fuochi allo Stato non interessa: nei terreni inquinati si continua a coltivare

terra dei fuochi

La questione Terra dei Fuochi non è mai stata risolta, anzi non si è mai voluta affrontare. Lo Stato continua a fare orecchie da mercante mentre in queste terre si continua a morire.

Un bilancio drammatico, da guerra civile, tanti morti soprattutto tra bambini e giovani. Ilmattino.it ha realizzato una videoinchiesta, recandosi in queste aree e documentando la situazione. Qui, dove l’Arpac ha sequestrato decine di ettari di terreni, vicino alle discariche, la situazione sembra esser tornata “normale”.

I cartelli, presenti nell’ex Cava Monti a Maddaloni (CE), che indicano il sequestro non sono più leggibili e si è tornati a coltivare. Piante di mais coprono la superficie del sito “con più alto valore di rischio per la provincia di Caserta” dove si accumularono “299.275 tonnellate di rifiuti, ance speciali e pericolosi”.

L’emergenza non è mai finita. – commenta Vincenzo Tosti della rete di cittadinanza e comunità – Da tempo noi cittadini e abitanti del luogo monitoriamo le cave ed è assurdo trovare del mais in diversi punti degli oltre 60 ettari di terreno sequestrato. Le esalazioni nocive continuano ad essere disperse nell’ambiente, senza che una adeguata bonifica venga effettuata“.

Spighe coltivate su terreni vicino alla cava in cui la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha accertato lo sversamento di oltre 200.000 tonnellate di rifiuti speciali su una superficie di 12.500 metri quadri.

Anche ad Acerra, in zona Calabricito, vengono coltivati cavoli su terreni in cui sono stati riscontrati metalli pesanti come cadmio piombo e mercurio, oltre 300 volte il limite consentito.

Nella Terra dei Fuochi si vive malissimo, – continua Tosti – oggi c’è ancora chi vuole negare questa tragedia ed è vergognoso perché ci sono aree dove si ammalano i giovani. E si fa ancora finta di niente: ‘però potrebbe essere…’, potrebbe essere cosa? C’è una situazione che sta degenerando e si continua a non prendere decisioni importanti“.

Ma oltre questo c’è anche la piaga dei roghi tossici, aumentati in maniera esponenziale con il caldo e l’afa notturna, che solo chi vive in queste zone può sapere cosa significa. Ma viviamo in un paese in cui una volta passato lo sgomento iniziale e dopo aver spento i riflettori mediatici i cittadini vengono abbandonati a sé stessi e al loro triste destino.

Il video è stato realizzato da ilmattino.it.

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